Nel capitolo sesto del Vangelo secondo Matteo, il Signore Gesù insegna: «Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da loro ammirati». Altrimenti, continua Gesù, il Padre nostro non ci ricompenserà.
Verrebbe da dire che il Signore ci mette in guardia dall’ipocrisia, dal fare opere di bene per secondi fini e non per amore.
È sicuramente così, anche se il Vangelo non sempre spiega tutto per filo e per segno, ma ci invita ad approfondire, a comprendere di più.
Un ammonimento come questo ci tocca interiormente, ma la scena che si presenta davanti ai nostri occhi si svolge all’esterno della nostra persona.
Andando in profondità, capiamo qual è il motivo fondamentale per cui Gesù ci richiama a non cercare secondi fini nelle buone opere.

In realtà, quando rappresentiamo noi stessi per metterci al centro dell’attenzione, pervertiamo un bisogno che fa parte del nostro bene.
Quei vanti, quelle esibizioni, quei lamenti, quelle ciance interminabili rispondono in modo sbagliato al nostro bisogno di considerazione.
E chi, del resto, non ha bisogno e anche diritto alla considerazione? Nessuno dovrebbe essere trascurato, nemmeno la persona più noiosa o più cattiva.
Il problema è non rendersi conto dell’Amore infinito con cui Dio pensa a noi, e anzi si dona a ciascuno di noi.
Dio si trova sempre nella nostra vita, là dove noi siamo, per donarci Amore e per ricevere il nostro amore.
La vita del cristiano dovrebbe essere una vita di unione con Dio, non una frequentazione saltuaria e superficiale del Signore e delle chiese.
La preghiera è proprio questo: pregare il Santo Rosario, meditare, dire le preghiere del mattino e della sera, ma anche respirare la presenza di Dio, stare cuore a Cuore con Gesù e Maria più possibile, e comunque costantemente.
Chi si chiude alla presenza di Dio, non riconoscendola, apre di conseguenza un palcoscenico dove si mette in mostra per ottenere consolazione da parte di un pubblico.
Invece di vivere la vita reale, spirituale, soprannaturale, si riduce la propria vita a una messinscena.
Chiediamo allora alla Madonna la grazia di fare di noi uomini e donne del Vangelo, puri e fedeli.
Così, se veramente e non a parole osserviamo i Comandamenti, Dio verrà ad abitare in noi, insieme a Maria Santissima.
Allora nel profondo del nostro cuore, della nostra anima, inizieremo con loro un dialogo bellissimo, che ci accompagnerà fino al Paradiso.