Padre Stefano Maria Manelli è il fondatore dei Francescani dell’Immacolata. Sacerdote di vita santa, è stato destituito dal potere malefico che oggi domina la Chiesa.
Padre Stefano dunque fa parte degli eredi spirituali di San Francesco d’Assisi, e ha ben dimostrato di esserne un figlio fedele.
Tra i suoi scritti c’è anche un piccolo ma denso libro intitolato proprio San Francesco d’Assisi.
È un libretto che stupisce per la grandezza direi soprannaturale delle sue parole. Eccone a voi la Prefazione.

È stato detto che a san Francesco si possono applicare le parole che san Paolo dice di Gesù: «Cristo ieri, oggi e in eterno» (Eb 13,8).
Francesco ieri, oggi e in eterno.

La personalità di san Francesco è unica nella storia della Chiesa. La sua vita è come un sole che ogni giorno illumina e riscalda. I suoi insegnamenti sono come il pane di grano e l’acqua sorgiva che sfamano e dissetano ogni uomo. La sua figura è rinnovata presenza, dolce e fascinosa, di Gesù Crocifisso in mezzo a noi.
Così è san Francesco d’Assisi. Le creature più belle e più preziose non valgono a rappresentarlo. I santi più ammirabili non valgono a eguagliarlo. Le lodi più alte non valgono ad esaltarlo.
Solo Gesù è tutta la realtà, la santità, la gloria di san Francesco. «Vivo io, ma non più io, in me vive Cristo» (Gal 2,20). San Francesco è tutto Gesù. San Bonaventura lo chiama “Ripetitore di Gesù”. Il papa Pio XI lo chiama “altro Cristo”.
Alla morte di san Francesco, un santo frate ebbe una visione, e vide l’entrata di san Francesco in Paradiso. C’erano schiere di Angeli e Santi che facevano ala al corteo che portava san Francesco. Alla vista di san Francesco, rivestito della dalmatica da diacono, gli Angeli si dicevano fra loro: «Chi è costui?… È Francesco d’Assisi… No… è Gesù… No… è Francesco d’Assisi… No… è Gesù…».
L’identificazione a Gesù è stata il sogno di san Francesco. Sogno realizzato in pienezza. San Francesco è diventato davvero uno con Gesù Figlio di Maria. Esemplare così completo, da poter essere imitato da ogni cristiano.
Inoltre, san Francesco ha irradiato dalla sua anima e dalla sua vita una luce novella, intensissima, sui misteri più venerandi della nostra fede e sulle virtù più fondamentali della morale e dell’ascesi: luce novella portata avanti nei secoli dai suoi figli migliori.
Pensiamo alla luce irradiata da san Francesco sul mistero della Santissima Trinità, illustrato da san Bonaventura; sul primato universale di Cristo, sviluppato dal beato Giovanni Duns Scoto; sul mistero del Natale, che ha donato il presepe ad ogni famiglia cristiana; sul valore della Croce, rivissuto con le stimmate da santa Veronica Giuliani e da padre Pio da Pietrelcina; sul mistero dell’Eucaristia che rifulse incantevolmente in san Pasquale Baylon; sull’ineffabile realtà di Maria Santissima, approfondita e sviluppata da san Bonaventura, dal beato Scoto, e via via fino a san Massimiliano M. Kolbe; sull’eccellenza della povertà, che è vessillo di ogni francescano; sul valore dell’umiltà, ossia della “minorità”; sulle virtù dell’orazione, dell’obbedienza, della semplicità, della penitenza, dello zelo apostolico, della fedeltà al Papa, della letizia, dell’amore a tutte le creature.
Modello di virtù per tutti. Modello di virtù eroiche, per diventare simili a Gesù. Questo è san Francesco, tutto «assorbito da Gesù», come scrisse san Bonaventura.
La Chiesa stessa nell’orazione della Messa di san Francesco ha scolpito il Poverello di Assisi, definendolo «viva immagine del Cristo».
Questo è ciò che tutti dobbiamo apprendere alla scuola della sua vita e dei suoi insegnamenti, delineati con semplicità nelle pagine che seguono.

Padre Stefano Maria Manelli

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