Molti di noi, nel lavoro dipendente, avranno ricevuto l’indicazione, o piuttosto l’ordine, di mentire a qualcuno.
Oppure può esserci quella bugia che si considera pietosa, una bugia in apparenza così utile e importante da evitare la crisi di un malato, o di una persona instabile.
Altre volte, la bugia viene detta, e prima ancora giustificata, per salvare qualcuno da rappresaglie, percosse, carcerazione, morte violenta e così via.
Insomma, la bugia in simili casi sembra una strada obbligata e ci si sente del tutto tranquilli. Anzi, soprattutto quando servirebbe a proteggere qualcuno, la si ritiene molto caritatevole e meritoria.
Ricordo un prete di Napoli, sulla quarantina e vestito con il clergyman di derivazione protestante, che affermava proprio questo. Con uno slancio di solidarietà più che di furbizia, si diceva pronto a raccontare anche più di una bugia per salvare una persona.
Ora però spostiamo l’attenzione dal vecchio mondo e dal prete di Napoli e prestiamo ascolto a un grande Santo, anche lui campano: Padre Pio da Pietrelcina.

Nel bellissimo libro di Padre Marcellino IasenzaNiro (sic) “Il Padre” San Pio da Pietrelcina. La missione di salvare le anime (Edizioni Padre Pio da Pietrelcina), si legge a pagina 175:

Una persona che aveva intrapreso un cammino di fede e che intendeva vivere in Dio, si accusò di aver detto piccole bugie. Padre Pio disse: «Dio è verità».

E poi, a pagina 176:

Un equivoco nel quale si può incorrere, quando si altera la verità, è pensare che da una bugia possa venire un bene.
Racconta Wanda Sellach: “Eravamo durante la seconda guerra mondiale. Un giorno andai a confessarmi e mi accusai di aver detto una bugia a fin di bene.
Ed il Padre: «Fare il male a fin di bene? Pensa: se io con una bugia potessi far cessare l’attuale conflitto, io questa bugia non la direi. Pensa quanto bene farei!».

Dunque, mentre il motivo per dire bugie è umano, ma anche diabolico e mondano, il motivo per non dirle mai è divino: «Dio è verità».
Da qui viene l’ottavo Comandamento: Non dire falsa testimonianza.
Ricordiamoci che il diavolo è il padre della menzogna, e noi mentendo ci associamo al diavolo.
Dobbiamo uscire non solo dai cedimenti e dall’abitudine alla bugia, ma anche da una vita in cui la bugia è parte integrante.
Cioè, se noi accettiamo di mentire, succede poi regolarmente di agire in funzione della menzogna. Ricorriamo a inganni, imbrogli e sotterfugi che tanto pensiamo poi di coprire con le bugie. È un sistema di vita. Praticamente, ci obblighiamo a mentire, ovvero prepariamo il terreno alla menzogna.
Tuttavia, se veramente vogliamo evitare quest’offesa a Dio e al prossimo, dobbiamo iniziare una nuova vita, una vita da veri cristiani. Dobbiamo evitare tutti i peccati, non solo la bugia, altrimenti non avremo la forza per evitare anche questo.
Ai datori di lavoro che ci danno disposizione di mentire, dobbiamo rispondere, nel modo più garbato e amichevole possibile, che non possiamo (più) dire bugie, perché come cristiani (ora) sappiamo che tutte le bugie sono peccato. Dio è Verità, ancor prima che Amore.
Pazienza poi se qualcuno ci darà addosso. Il Signore Gesù ha detto (Mt 5, 11-12):

Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi.

Ricordiamoci poi che se Dio ci chiede qualcosa, lo fa per il nostro bene e si prende cura delle conseguenze, anche se fossero umanamente dolorose.
Se proprio dobbiamo perdere un’occasione riservata a chi è disposto a peccare, ci saranno poi per noi altre occasioni riservate a chi è fedele.
Gesù, nostro Signore, davanti all’abietta autorità umana ha affermato (Gv 18, 37):

Tu lo dici; io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce.

Per amore della Verità, e quindi per amore del Padre, Gesù ha affrontato i supplizi e la morte di croce. E poiché Gesù è la Via, la Verità e la Vita, è risorto, sconfiggendo la morte, dopo che aveva sconfitto il peccato.
Gesù dice chiaramente che per seguire Lui dobbiamo rinnegare noi stessi, cioè le nostre miserie, e prendere ogni giorno la nostra croce (Lc 9, 23).
Quei cristiani che dicono abitualmente bugie vogliono invece essere cristiani senza la croce, percorrendo la via facile, «spaziosa», «che conduce alla perdizione» (Mt 7, 13), e non la via «angusta» «che conduce alla vita» (Mt 7, 14).
Inoltre, la scelta non è sempre tra dire una bugia e dire la verità. A volte, si può anche dare una risposta che evita la prima e salva la seconda. Oppure, si può semplicemente declinare di rispondere, magari dicendo qualcosa di spiritoso, oppure tacendo.
Ad esempio, una centralinista può dire, per conto di chi si fa negare, non che quella persona non c’è, ma: «Mi dispiace, ma non riesco a passarglielo».
La cosa migliore però è che certi personaggi si comportino da uomini e da donne e si prendano le loro responsabilità, invece di schiavizzare i dipendenti e i colleghi con le loro bugie.
Oppure, a un malato che teme un male incurabile o la morte imminente e proprio non può reggere la notizia in quel preciso momento, si possono dire parole dolci o incoraggiarlo ad avere fede, e magari cercare di portarlo verso la fiducia in Dio e nella Madonna, verso i beni che dureranno per sempre, così da non temere il passare di quelli transitori.
E la bugia per scherzo? Questa è lecita solo se chi l’ascolta sa che si tratta di una bugia. Non è mai lecito ingannare qualcuno, nemmeno per scherzo. Ricordiamolo ancora: Dio è Verità.
Un giorno, a un penitente che gli confidava di raccontare a volte bugie per scherzo, Padre Pio disse perentorio: «Eh, vuoi andare all’inferno scherzando?».
Se vogliamo davvero essere discepoli di Gesù nostro Signore, dobbiamo vivere sempre nella verità e nell’amore.
Consacriamoci con urgenza alla Madonna, se non l’abbiamo già fatto, e domandiamole la grazia di renderci simili al suo Figlio divino.
Maria Santissima, che ha accudito e allevato Gesù mentre cresceva, saprà accudire e allevare anche noi fino alla nostra maturità di figli di Dio.