di Massimo Viglione

Un terzo d’Italia è sotto terremoto. È arrivato perfino a Bolzano… E l’altro giorno vi è stato un terremoto anche nel Sud Tirreno. Ieri in Toscana. Siamo sotto terremoto.
A proposito di quello del Tirreno, gli istituti specializzati ufficiali hanno diramato la notizia che si sta risvegliando un vulcano marino che esploderà mettendo a rischio i vulcani limitrofi (il Vesuvio e i siciliani) e provocando danni dalla Sicilia a Roma…
In un mondo completamente impazzito, a partire ovviamente dai vertici religiosi e politici di una società marcia e putrescente, forse è giunto il momento di guardare al passato, alla nostra società quando era fiorente e viva: cosa avrebbero fatto i nostri antenati a questo punto? È difficile intuirlo? Non credo. Ecco, questo dovremmo fare noi, io per primo, tutti, nessuno escluso.

Dov’è il Santissimo Sacramento portato per le strade con folla di popolo orante? Dov’è la processione con la sacra effige della Madonna Ss.ma? Dove sono i sacerdoti? Sono a elogiare colui che ha rinnegato l’Eucarestia, bestemmiato la Madre di Dio e cancellato il sacerdozio.
Quando fu bombardato San Lorenzo a Roma nel 1943, il cattivissimo Pio XII, ultimo epigono della “Chiesa costantiniana”, corse subito tra la gente del quartiere… Dov’è il clero oggi?
La Basilica di San Benedetto a Norcia è distrutta. A Norcia è nato il patrono d’Europa e Norcia è il simbolo della civiltà cristiana medievale, della rinascita dalle ceneri della caduta dell’Impero Romano. Oggi Norcia è in cenere. Come non vedervi un tragico simbolismo?
Un mondo sta crollando, è quanto rimane della civiltà cristiana del passato. Forse, deve crollare del tutto perché si possa avere un nuovo san Benedetto e ricominciare a costruire una futura più splendida civiltà cristiana.
La nostra preghiera va a tutti coloro che sono senza casa, senza più nulla, o addirittura hanno morti e feriti. Il cuore dell’Italia profonda è ferito. La culla simbolica del nostro mondo devastata. Oggi è il momento di sentirsi italiani. Veri.
Ecco i giorni di stringerci spiritualmente e, per quanto possibile, materialmente. Ora bisogna tenere duro e avere grande fede e speranza. Ovviamente nella preghiera costante. E nell’abbandono alla Divina Provvidenza. Sta a noi prendere un sacerdote e fargli esporre il Ss.mo Sacramento, prenderne un altro e fargli pregare il Rosario per il bene di tutti e d’Italia. Sacerdoti buoni esistono ancora. Sono quelli che non pensano a elogiare eretici e bestemmiatori, ma pregano Cristo Eucarestia e sua Madre. Che non pensano a ballare nelle chiese o a rivendicare i diritti incivili dei genderisti, ma hanno ancora nell’anima la fede nel Dio cattolico – perché Dio è cattolico – e l’amore per la sua Chiesa. Sono coloro che si mantengono fedeli nonostante tutto e tutti. E, come loro, ci sono anche tanti laici che si mantengono fedeli. Mentre i politici sono servi dei dissolutori, e le gerarchie vaticane in gran parte invece pure, è il popolo dei ciechi e degli storpi che avrà, Dio volendo, nelle mani il destino della ricostruzione civile della nuova Norcia.

Fonte:
http://itresentieri.it/2016/10/30/per-i-fatti-a-norcia-i-veri-segni-dei-tempi/