Convinto del valore anche terapeutico dei Sacramenti, per l’influsso salutare che la grazia divina esercita sia sull’anima che sul corpo, san Giuseppe Moscati non mancava mai di raccomandare agli ammalati, nel congedarli, queste medicine essenziali: la Confessione e la Comunione.

Un giorno, ad un infermo di Amalfi, nel consegnargli la ricetta per la cura di una pericolosa infermità, diceva: “Tornando a casa in Amalfi, fermatevi a Valle di Pompei, confessatevi e comunicatevi: questa è la mia medicina.”

Un povero operaio, dichiarato da altri medici tisico, fu consigliato di consultare il professor Moscati. Nell’osservarlo, senza che l’ammalato avesse pronunciato una sillaba, il professore domandò: “Ti hanno dichiarato tisico?” Al segno affermativo del paziente, il professore esortò: “Senti, sii devoto della Vergine e frequenta spesso i sacramenti, tu non sei ancora un tisico. Il tuo male è un ascesso al polmone, guaribile, prodotto da una malattia che subisti in gioventù.” Una cura specifica guarì miracolosamente il povero operaio. Non si può nascondere, poi, la meraviglia di questo ammalato quando volle dare l’onorario al professore, e questi non volle accettarlo, ma gli disse: “Se veramente mi vuoi pagare, vatti a confessare, perché è Dio che ti ha salvato.”

In Famiglia

Sarebbe una bella cosa se il capofamiglia, in questi tempi di trionfo del relativismo, leggesse ai propri figli queste importanti parole di san Giuseppe Moscati:

«Ama la verità; mostrati qual sei; e senza infingimenti e senza paure e senza riguardi. E se la verità ti costa la persecuzione, e tu accettala; e se il tormento, e tu sopportalo. E se per la verità dovessi sacrificare te stesso e la tua vita, e tu sii forte nel sacrificio».

Fonte:
http://itresentieri.it/2016/11/15/la-bellezza-del-tempo-16-novembre-san-giuseppe-moscati/