Si può forse vivere senza l’amore di una madre, di una donna che abbiamo potuto chiamare “mamma” con tenerezza e profondo affetto?
Si può fare a meno della purezza donata dalla propria madre, e sopravvivere?
Sembra voler dire di sì l’umanità di oggi, che vaga per le strade del mondo come orfana di una madre mai conosciuta.
È scomparsa, per quanto si sa, la madre che dona la vita per i propri figli e la loro innocenza.
Se ne sono perdute le tracce, da quando, via via, centinaia, migliaia, milioni, miliardi di donne hanno voltato le spalle a Maria Santissima, Madre di Dio e dei cristiani.
Questo cammino di degrado, in realtà, non è iniziato nel Novecento, ma ben sette secoli prima, verso la fine del Duecento.
Fu allora che le donne, dopo aver per secoli imitato la perfetta modestia della Vergine Santissima vestendosi come lei, cominciarono a scoprirsi, adottando i costumi della corrotta Bisanzio.
E la società, da cristiana che era, divenne emancipata. Secoli dopo arrivò il passaggio dell’Occidente all’ateismo di massa.
Oggi, persino l’ateismo è superato, e le masse, illuse da politici e potenti depravati, sono ormai in attesa inconsapevole dell’anticristo.
Sarà lui, satana incarnato, a soddisfare l’idolatria dei nostri contemporanei, tutta rivolta all’io e alle sue concupiscenze.
Eppure, Dio onnipotente ha affidato le sorti ultime dell’umanità nelle mani della Madonna. Il trionfo del Bene supremo dopo le sofferenze apocalittiche sarà il trionfo del Cuore Immacolato di Maria, come la Madonna stessa ha annunciato a Fatima nel 1917.
L’umanità può dimenticarsi di Maria Santissima, ma Dio non si dimentica di Colei che ha scelto come Madre per Sé e per noi.
Del resto, se non si imita la Madonna come unico e sublime Modello di purezza, non la si può nemmeno imitare nei sentimenti e nella preghiera.
La preghiera della Madonna è stata sempre rivolta a compiere in tutto la santa volontà di Dio. Chi non ama domandarsi se tutto in lui o in lei è volontà di Dio, non potrà mai elevare a Dio una preghiera pura e perfetta.
Il Signore Gesù ci ha insegnato a chiedere innanzitutto al Padre la grazia di compiere la sua volontà, «come in cielo, così in terra». Solo quando viene da noi questa invocazione, ha senso ed è lecito chiedere «il nostro pane quotidiano».
Racconta il Vangelo di San Luca: «Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore» (2, 19). La profondità della contemplazione dei misteri di Dio la apprendiamo solo alla scuola di Maria.
Se poi si considerano i sentimenti di cui sono capaci i nostri contemporanei, quale persona sa donare un affetto, una dolcezza, una sollecitudine a imitazione di Maria Santissima?
I nostri contemporanei cercano solo quello che è ripetizione e approvazione. Quello che, per grazia di Dio, è dono e verità, lo lasciano andare.
Scartano il meglio delle persone e le persone migliori, così come i loro genitori hanno scartato il meglio di loro, l’innocenza, la purezza, l’intelligenza, la domanda sincera che rimane senza risposta.
Senza chi dice la verità con amore, si sentono benissimo. Senza chi compiace il loro io invece non sanno starci, almeno finché non trovano qualcuno che lo rimpiazzi.
La Madonna ci insegna ad amare le persone perché Lei le attende come figli, e perché anche noi dobbiamo attenderle come figli del Padre nostro e della nostra Madre.
Chi abbandona gli altri a se stessi non ha mai conosciuto l’Amore di Dio e della Madonna, e non sa che farsene. Ha solo l’amore per se stesso, per il proprio io, per l’immagine che si è costruito di se stesso.
L’amore mariano, a imitazione di Maria Santissima, è un amore dolce, soave, che non può non esserci anche negli uomini, se veramente hanno conosciuto il Cuore Immacolato di Maria.
L’amore mariano sorride, prende e accompagna per mano. Non se ne sta sulle sue, arroccato, arcigno, per non dire cinico e crudele.
Pensiamo per esempio a Padre Pio. Era Sacerdote e Santo, ma proprio perché Santo ardeva d’amore per gli altri, e a volte li abbracciava, se li stringeva al cuore, piangeva per loro e con loro.
Alla figlia spirituale prediletta Cleonice Morcaldi, rimasta orfana anche di madre, Padre Pio scriveva queste parole meravigliose:

Voi, giustamente, piangete perché non avete più la mamma, ma, figliola mia, fatevi animo, io sono bene compreso della mia missione affidatami dalla Provvidenza. Se ho supplito la mancanza del babbo, da questo momento sento commuovermi tutte le viscere nell’assumermi anche l’alto ufficio di mamma.
E la mamma vostra dal Cielo ci sorriderà.
Voglio sentirvi sollevata e dolcemente rassegnata. Voi sapete e potete immaginare cosa io sento dentro questo cuore per voi.
Gesù vi conforti e vi benedica.

(Da Renzo Allegri, A tu per tu con Padre Pio, Oscar Mondadori, pp. 231-232).

In un’altra lettera alla sua figliola spirituale, Padre Pio sottolineava l’importanza della loro vicinanza per sostenere lei e poi concludeva:

Mi sbaglio forse? Del resto a me sembra di avere la sensazione di saperti più al sicuro e più protetta dalla Vergine e dalla mammina.
Ad ogni modo comunicami le tue impressioni e sforzati di stare bene e più serena di spirito. Colui che tu chiami con tenerezza indicibile, mammina, è sempre con te.

(Opera citata, p. 236).

Avrete compreso che quel «colui» era Padre Pio stesso.
Si tratta di una dolcezza d’amore che non ha niente di femminile, ma che si spiega solo per via soprannaturale, come il desiderio di un uomo di consacrarsi a Gesù Sposo Divino.
Che l’amore di Maria, diventato in noi amore mariano, ci accompagni in questo giorno, Solennità di Maria Madre di Dio, e per tutta l’eternità.