«Ricordalo: è più vicino a Dio il malfattore che ha vergogna di operare il male che l’uomo onesto che arrossisce di operare il bene.»

Padre Pio

La vergogna e il dispiacere nell’offendere Dio valgono ben più del rispetto umano o della vergogna nel compiere un’azione buona. Quel che vale di più, dunque, è l’intimo del cuore, che Dio vede e di cui tiene conto nella valutazione dei nostri comportamenti.
La tristezza o la vergogna nell’operare il male rivelano una coscienza aperta e sensibile al Volere di Dio che condanna il male. La tristezza o la vergogna di operare il bene, invece, rivelano una coscienza indifferente a Dio e schiava delle valutazioni degli uomini senza coscienza.
Quante volte per la paura di essere considerati o chiamati “bigotti” si evita di compiere un gesto di pietà religiosa, di vestirsi in un modo più serio, di usare un linguaggio più riservato. Ugualmente, per viltà, a volte si evita di intervenire a difendere la propria Fede derisa, o a correggere chi offende e oltraggia le cose sante e divine.
Un penitente, una volta, si accusò da Padre Pio di non essere intervenuto a richiamare i colleghi di ufficio che bestemmiavano durante il lavoro. Padre Pio lo apostrofò subito: «Vigliacco! Hai la fede di un coniglio, anziché di un vero cristiano?».
Magari chi opera il male lo fa per impulso e con superficialità, mentre intimamente si riconosce malfattore e si dispiace nei confronti di Dio: per questo egli ha almeno un punto di vicinanza con Dio. Chi invece si vergogna di compiere il bene o di richiamare chi opera il male evita l’interesse di Dio e si preoccupa soltanto di non dispiacere all’uomo: per questo egli si allontana da Dio più del malfattore, perché non si dispiace del male che compie nei riguardi di Dio o della sua Fede.
Padre Pio sa penetrare nell’intimo dell’uomo e vuole illuminarlo perché non inganni se stesso credendo di essere meno colpevole del malfattore quando «arrossisce di operare il bene», timoroso più del giudizio negativo degli uomini anziché del giudizio negativo di Dio. E purtroppo, nella pratica della vita cristiana, questa è una piaga poco visibile ma molto purulenta e contagiosa. Quante volte ci si conforma al modo scorretto di agire degli altri, scusandosi o giustificandosi col dire che ormai tutti fanno così. E nessuno ha da ridire sull’uniformità dell’agire scorretto, mentre si provoca riprensione e ostilità se si agisce onestamente, operando il bene. Questo modo di ragionare è vile, dice Padre Pio, ed è molto dannoso perché «è più vicino a Dio il malfattore che ha vergogna di operare il male che l’uomo onesto che arrossisce di operare il bene».

Tratto da Padre Stefano M. Manelli, Il pensiero di Padre Pio, ed. 2005, pp. 15-16.
Fonte per Lucechesorge: «Il Settimanale di Padre Pio», n. 6 del 12 febbraio 2017.