Ancora ogni 8 marzo, la nostra classe dirigente celebra, con la massa, la cosiddetta Festa della Donna.
Del resto, non si celebra forse ancora ogni 25 aprile l’anniversario della liberazione dal fascismo? Anche quest’ultima per gli atei e massoni è una data da ricordare e imporre. Il fascismo, infatti, pur con i suoi errori e crimini (vedi antisemistismo), era stato una parentesi nel dominio ateo-massonico, iniziato con l’unità d’Italia e ricominciato nel dopoguerra.
Riguardo all’8 marzo, diciamo che quando verrà di nuovo festeggiata la Madonna, le donne saranno sempre festeggiate.
Ora invece viene festeggiato il peccato mortale, e quindi la donna può essere festeggiata, per finta, solo un giorno all’anno, come titolare dei diritti a peccare.
Tuttavia, la donna non ha il diritto alla maternità, anzi viene spinta al lavoro per integrare lo stipendio del marito. Risalgono già a inizio Novecento piani massonici per impedire il mantenimento delle famiglie con un solo stipendio. E il lavoro a sua volta diventa un ostacolo per la maternità, se non un impedimento totale.
Lo Stato ateo-massonico poi non sostiene la maternità, fornendo il necessario per i bambini poveri, ma finanzia l’aborto, per spingere le madri a uccidere i propri figli.
Inoltre, lo Stato anticristiano di oggi sta introducendo nelle sue scuole, dopo aver ridotto sul lastrico quelle cattoliche, l’istruzione sessuale e omosessuale. Così i potenti strappano ai padri, e alle madri, il diritto a formare e proteggere i loro figli, trattati dallo Stato come sua proprietà.
Le oscenità ossessive dei giornali, della televisione e di ogni altro mezzo di comunicazione inducono sempre più gli uomini alla depravazione, e quindi alla violenza carnale su donne e bambini. Nel frattempo, l’interesse vitale della maggior parte delle donne sembra essere quello di esibire la propria nudità, allo sguardo dei passanti e dei bambini.
E la Chiesa che fa?
Il piccolo resto mantiene la Tradizione, ma la Chiesa maggioritaria, da cinquant’anni a questa parte, prende in giro le donne, lasciandole nel degrado e offrendo loro una finta partecipazione che è solo protagonismo sacrilego. Vedi chierichette, lettrici durante la Messa riformata, manipolatrici della SS. Eucaristia…
Se ci rendiamo conto di tutto questo, è un motivo in più per guardare a Maria Santissima, Madre di Dio e dei cristiani.
Dio ha fatto di una donna l’Immacolata e la propria Madre, e il Signore Gesù fa di una donna la propria sposa, quando lei gli si consacra come suora.
Allora non è meraviglioso il privilegio femminile di poter imitare la Madonna e diventare simile a Lei?
La Madonna, scrive Dante Alighieri, è «umile e alta più che creatura». E ogni donna può, con l’umiltà e la fedeltà, innalzarsi sopra le creature che sono abbassate dall’orgoglio.