Riprendiamo un paragrafo dal libro La forza della Verità. Un tesoro da riscoprire, pubblicato lo scorso anno, nel 2016. Vorremmo vedere insieme ai lettori, almeno dal punto di vista di un fedele che non è teologo, come hanno adulterato e devastato la Bibbia nella versione ufficiale italiana.
Per iniziare, facciamo un po’ di apostolato sulla Bibbia stessa e spieghiamone l’importanza in poche parole.
La parola “Bibbia” ricalca una parola greca che significa “libri”. Infatti si compone di 73 libri, 46 nell’Antico Testamento e 27 nel Nuovo Testamento.
La Bibbia è stata scritta in vari generi e linguaggi, quindi con la mediazione dell’uomo, ma ha per autore Dio stesso. Così insegnano, tra gli altri, il Concilio Vaticano I e Papa Leone XIII nell’Enciclica Providentissimus Deus.
Come afferma ancora lo stesso Papa, la Bibbia contiene solo la Verità, anche se esposta in un modo che non va sempre inteso letteralmente.
Dio è infinito e la Bibbia, che è la sua Parola, ci dona un tesoro inesauribile, una fonte di conoscenza, sapienza, bellezza, verità e così via senza limiti.
I tanti uomini e donne eroici della Bibbia ci sorprendono con la grandezza del loro pensiero, con la forza della loro fedeltà e con la loro pazienza eroica nelle sofferenze.
I credenti dell’Antico Testamento guardavano al futuro del popolo ebreo e dell’umanità, a quando sarebbe venuto il Messia in mezzo a loro.
Il Nuovo Testamento ci parla invece del Messia finalmente disceso dal Cielo, il Signore Gesù Cristo.
Gesù era pronto a trasformare la vita delle sue creature umane in un nuovo Paradiso terrestre, se solo avessero rinunciato al peccato. Ma gli uomini, piuttosto che rinunciare al male, hanno preferito perdere ogni bene e la loro anima, fino a mettere le mani sul Signore Gesù.
La nostra società è ancora peggiore di quella, perché dopo quasi duemila anni di Cristianesimo ha deciso di rinnegare Gesù Cristo.
La potenza della Bibbia sta proprio nel prepararci a seguire Gesù, alla maniera dei primi cristiani. In un mondo sempre più diabolico, noi facciamo nostri i sentimenti, le parole, le azioni di Gesù.
Oggi anche la Bibbia viene attaccata, come si vede da certe versioni fatte per i credenti di varie lingue.
Due esempi sono la nuova Bibbia di Gerusalemme in inglese (New Jerusalem Bible) e la nuova Bibbia CEI del 2008. Quest’ultima è la versione ufficiale che viene letta durante la Santa Messa riformata, la solita Messa in italiano.
Se facciamo un confronto con la versione del 1971, sono attuate in modo sistematico le seguenti tecniche:

  • togliere di mezzo più possibile la parola “grazia”, che indica i doni di Dio e il dovere indispensabile di essergli fedeli;
  • degradare il linguaggio creando accozzaglie di suoni ripetitivi;
  • usare termini incomprensibili al lettore comune, come l’aggettivo “paràclito”, proprio dopo aver dichiarato che si vuole rendere il linguaggio più comprensibile;
  • con l’argomentazione di voler rendere il linguaggio maggiormente comprensibile, esigenza indebita perché il linguaggio della Bibbia CEI del 1971 già lo è nella sua bellezza, scegliere termini e frasi rozzi e di basso livello;
  • cambiare l’ordine delle parole o le parole stesse per dare alla Sacra Scrittura un senso negativo, o persino opposto a quello originario. Due esempi. Primo. Si legge nel Salmo 115, 15, versione 1971: «Preziosa agli occhi del Signore / è la morte dei suoi fedeli». Nella versione del 2008 lo hanno così cambiato: «Agli occhi del Signore è preziosa / la morte dei suoi fedeli». Nella prima versione l’accento principale è su «preziosa», a sottolineare che la morte dei fedeli del Signore acquista valore di testimonianza, prova d’amore e redenzione. Nella seconda versione, la posizione secondaria della parola «preziosa» fa sì che l’accento della frase, e il suo senso, cadano sulla parola «morte», che suona come fine a se stessa. Da un senso di vita eterna si passa a un senso di sola morte. Secondo esempio. Vangelo di San Giovanni 14, 21. Gesù dice ai suoi Apostoli, come leggiamo nella versione del 1971: «Chi mi ama sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui». La versione del 2008 perverte così il versetto: «Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui». Nella prima versione, le parole «Chi mi ama» ci portano dritto, di slancio, al Signore Gesù. Nella seconda versione, quell’insensata espressione «Chi ama me» suona come se il Signore si riferisse a un confronto tra altri e Lui, e alla scelta di amare proprio Gesù a confronto con altri. Ma tutto questo è solo invenzione di menti perverse, e toglie ai lettori ignari lo slancio verso Gesù;
  • trasformare il linguaggio della Bibbia in un linguaggio innaturale, se non assurdo, che rovina la comprensione e l’apprezzamento da parte del fedele. Un esempio di quest’ultima tecnica. Nella parabola del figliol prodigo, nella Bibbia del 1971 si legge: «Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te» (Lc 15, 21). Nella versione del 2008 si trova invece: «Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te». Questo, ovviamente, è anche un modo per occultare l’Amore di Dio nostro Padre per il figliol prodigo e per ciascuno di noi suoi figli.

Chissà cosa pensa del Signore chi ha contraffatto la Bibbia in questo modo. Credono in Dio? Presumono di averlo servito? Ci sono tra loro anche molti massoni e atei infiltrati? O infiltrati e ribelli? O chi altri?
Domande forse senza risposta, per ora. Siamo però certi che Dio vede il male compiuto dagli uomini e la sofferenza dei suoi fedeli. Agli uni e agli altri ricordiamo quello che diceva Padre Pio: «Davanti a Dio tutto si paga, nel bene e nel male».