Fu Papa Pio XII a inaugurare l’usanza di inviare, ogni 8 dicembre, omaggi floreali alla statua dell’Immacolata in piazza di Spagna a Roma; e l’8 dicembre 1953, si recò di persona ad omaggiarla, per inaugurare l’Anno Mariano. La consuetudine di visitare la statua, e poi far sosta a Santa Maria Maggiore, fu continuata da Giovanni XIII, ed è stata dai suoi successori fedelmente conservata. Pubblichiamo di seguito stralci del discorso pronunciato l’8 dicembre 1953, dove il Pontefice…
Lucechesorge: …eleva come un inno grandioso all’Immacolata, che sembra dettato puramente dallo Spirito Santo. Nulla di ciò che conosciamo si avvicina a queste parole, tranne forse le Lodi alla Madonna di Dante nella Divina Commedia.

Diletti figli e figlie, guardate Maria, «bella come la luna, pulchra ut luna». È un modo questo per esprimere la eccelsa bellezza di Lei. Come deve essere bella la Vergine! Quante volte siamo stati colpiti dalla bellezza di un volto angelico, dall’incanto di un sorriso di bambino, dal fascino di uno sguardo puro! E certamente nel volto della propria Madre Iddio ha raccolto tutti gli splendori della sua arte divina. Lo sguardo di Maria! Il sorriso di Maria! La dolcezza di Maria! La maestà di Maria, Regina del cielo e della terra! Come splende la luna nel cielo oscuro, così la bellezza di Maria si distingue da tutte le altre bellezze, che paiono ombre accanto a Lei. Maria è la più bella di tutte le creature. Voi sapete, diletti figli e figlie, quanto facilmente una bellezza umana, che è come l’ombra di un fiore, rapisce ed esalta un cuore gentile: che cosa dunque esso non farebbe dinanzi alla bellezza di Maria, se potesse contemplarla svelata, faccia a faccia!
Su quel volto non si rivela soltanto la bellezza naturale. Nell’anima di Lei Iddio ha riversato la pienezza delle sue ricchezze con un miracolo della sua onnipotenza, e allora Egli ha fatto passare nello sguardo di Maria qualche cosa della sua dignità sovraumana e divina. Un raggio della bellezza di Dio splende negli occhi della sua Madre. Non pensate voi che il volto di Gesù, quel volto che gli angeli adorano, dovesse riprodurre in qualche modo i lineamenti del volto di Maria? Così il volto di ogni figlio rispecchia gli occhi della madre. Pulchra ut luna. Felice che potesse vederti, Madre del Signore, chi potesse bearsi dinanzi a Te; potessimo, o Maria, rimanere con te, nella tua casa, per servirti sempre!
Ma la Chiesa non paragona Maria soltanto alla luna: servendosi ancora della Sacra Scrittura, passa ad un’immagine più forte ed esclama: Tu sei, o Maria, «electa ut sol, eletta come il sole». La luce del sole ha una differenza grande da quella della luna: è luce che riscalda e vivifica. Splende la luna sui ghiacciai del Polo, ma il ghiaccio rimane compatto e infecondo, così come rimangono le tenebre e perdura il gelo nelle notti lunari dell’inverno. La luce della luna non porta il calore, non porta la vita. Fonte di luce, di calore, di vita è il sole. Ora Maria, che ha la bellezza della luna, splende anche come un sole ed irraggia un calore vivificante.
Electa ut sol. Sotto la luce e il calore del sole fioriscono sulla terra e danno frutto le piante; sotto l’influsso dell’aiuto di questo sole che è Maria fruttificano i buoni pensieri delle anime. Oh! Potessimo avere la lingua degli angeli per poter dire la bellezza, la grandezza della loro Regina! Riandate, diletti figli e figlie, alla storia della vostra vita: non vedete un tessuto di grazie di Dio? Voi potete pensare allora: in quelle grazie è entrata Maria. I fiori sono spuntati, i frutti sono maturati nella mia vita, grazie al calore di questa Donna eletta come il sole. Avete voi pregato questa mattina? La grazia che vi ha invitato a un atto di così squisita pietà è stata forse una grazia speciale di Maria, è venuta attraverso Maria. Sperate voi un giorno di giungere in Paradiso mediante la grazia della perseveranza fino all’ultimo istante della vita? Avete fiducia di morire in grazia di Dio? Anche questa grazia verrà a voi devoti di Maria attraverso un sorriso di Lei, con un raggio di quel sole.
Ma un’altra immagine prende la Chiesa dalla Sacra Scrittura e l’applica alla Vergine. Maria è bella in se stessa come la luna, è fulgida intorno a sé come il sole; ma contro il «nemico» è forte, è terribile, come un esercito schierato in battaglia – «acies ordinata». Vi è il «nemico», che preme alle porte della Chiesa, che minaccia le anime. Ed ecco un altro aspetto – presentissimo – di Maria: la sua forza nel combattimento. Quando si avvicina Maria, il demonio fugge; così come scompaiono le tenebre, quando spunta il sole. Dove è Maria, non è Satana; dove è il sole, non è il potere delle tenebre.
Oh, se questi tre fulgori di Maria diventassero vostre luci! Se le tre immagini della Sacra Scrittura si applicassero, in realtà, a ciascuno di voi!
Vorremmo anzitutto che voi, come figli e figlie di Maria, cercaste di riprodurre nell’anima vostra la sua bellezza sovrumana. Abbiate dunque, a immagine di Lei, l’unione perfetta con Gesù. Sia Gesù in voi, siate voi in Lui, fino alla fusione della vostra vita con la vita di Lui. Il vostro cuore, quando è possibile, aspiri all’integrità del cuore di Lei, che nulla ha diviso con altri ed ha conservato per Iddio tutto il suo calore, i suoi palpiti, la sua vita. Portate nei lineamenti dell’anima vostra le sembianze della Madre del cielo. Fate passare attraverso un mondo avvolto nelle tenebre e coperto di fango fasci di luce e di profumo di una purezza incontaminata.
In secondo luogo vorremmo che foste come il sole, il quale riscalda e vivifica. Il calore del vostro amore riscaldi le persone e le cose che vi circondano. Fate distinguere in ogni luogo la vostra presenza col fervore della vostra carità. Il demonio ha invaso la terra con l’odio: fate rivivere, prepotente, l’amore. Tanti sono ancora cattivi, perché non sono stati finora abbastanza amati. Vivificate tutto quanto cadrà sotto l’influsso dei vostri raggi. Siate, cioè, come Maria e con Maria, strumenti di vita nelle anime, che oggi muoiono di freddo e fame, ma potrebbero tornare alla casa del Padre, se fossero mosse dalle vostre parole, trascinate dal vostro esempio.
Finalmente, applicate anche a voi la terza immagine di Maria: siate forti contro il «nemico».
Vergine bella come la luna, delizia del cielo, nel cui volto guardano i beati e si specchiano gli angeli, fa’ che noi, tuoi figliuoli, ti assomigliamo e che le nostre anime ricevano un raggio della tua bellezza, che non tramonta con gli anni, ma che rifulge nell’eternità.
O Maria, forte come un esercito, dona alle nostre schiere la vittoria. Siamo tanto deboli, e il nostro nemico infierisce con tanta superbia. Ma con la tua bandiera ci sentiamo sicuri di vincerlo; egli conosce il vigore del tuo piede, egli teme la maestà del tuo sguardo. Salvaci, o Maria, bella come la luna, eletta come il sole, forte come un esercito schierato, sorretto non dall’odio, ma dalla fiamma dell’amore. Così sia.

Da «Il settimanale di Padre Pio», n. 13 del 2 aprile 2017