Domanda e risposta tra una lettrice e «Il Settimanale di Padre Pio»

Ho bambini piccoli che fanno molto caos… e spesso durante la Messa domenicale ho avuto belle umiliazioni da parte di alcuni parrocchiani, perché non riuscivano a seguire la Messa in “santa pace”! In questi casi si è scusati dal non partecipare alla Messa domenicale quando non si possono lasciare i bambini a casa da soli? A che età diventa un obbligo anche per i bambini la Messa domenicale? Grazie.

Assunta F.

Cara Signora, Gesù ci dice: «Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, perché a chi è come loro appartiene il Regno di Dio» (Mc 10, 14). Cosa voleva dire però Gesù? Non certo che i bambini bisogna portarglieli per forza, anche quando non vogliono. Sarà Lui con la sua divina dolcezza a chiamarli dal profondo del cuore e farli avvicinare a Sé al momento opportuno. Quando sono troppo piccoli e hanno solo voglia di giocare sembra una forzatura costringerli a seguire lunghe liturgie che non capiscono. Bisognerebbe con linguaggio adeguato cominciare a spiegare loro con pazienza il significato della liturgia, rito per rito, come se fosse un gioco, in modo da farli partecipare all’evento, come già si fa in alcune parrocchie dove si offrono opportunità di catechesi anche per i più piccoli.
Durante la Messa alcune parrocchie hanno preso l’abitudine di incaricare una volontaria di intrattenere i più piccoli con dei giochi per farli partecipare in maniera separata e personalizzata al mistero che si sta celebrando sull’altare.
Alcuni genitori fanno a turno nello stare a casa coi bambini mentre l’altro coniuge va a Messa e viceversa, cosa forse non troppo educativa per l’unità della famiglia, ma in mancanza di altre soluzioni pure questa sembra un’opzione di carità che salvaguarda il dovere di andare a Messa per gli adulti e la necessità di non disturbare in chiesa gli altri fedeli per l’agitarsi dei bambini più piccoli.
Sul dovere di partecipare all’Eucaristia domenicale, la Chiesa prevede una dispensa per chi deve assistere malati o bambini: «L’Eucaristia domenicale fonda e conferma tutto l’agire cristiano. Per questo i fedeli sono tenuti a partecipare all’Eucaristia nei giorni di precetto, a meno che siano giustificati da un serio motivo (per esempio, la malattia, la cura dei lattanti o ne siano dispensati dal loro parroco) [CIC 1245]. Coloro che deliberatamente non ottemperano a questo obbligo commettono un peccato grave» (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 1281).
Per quanto riguarda l’età giusta dei bambini per partecipare alla Santa Messa, non c’è un esplicito insegnamento della Chiesa, benché sia presunto che un battezzato, entrato nell’età della ragione, debba sentire in coscienza l’obbligo di partecipare ai Santi Misteri della nostra Salvezza. Un bambino di famiglia cristiana praticante sarà presto invogliato a seguire i genitori nella celebrazione della Messa. Più ci sarà fervore religioso in casa e più il bambino, anche piccolo, si sentirà invogliato ad andare a Messa senza aspettare che arrivi l’età del catechismo.
Giova ricordare l’esempio di una grande Santa, santa Teresa di Gesù Bambino, di famiglia ardentemente cristiana, che da piccina, ancora non ritenuta in grado di partecipare alla Santa Messa, aspettava con ansia il ritorno dei genitori e delle sorelle dalla Messa per poter gustare anche lei il “cibo divino”: «Alla domenica, poiché ero troppo piccola per andare alle funzioni, mamma restava con me; ero buona, e camminavo quasi in punta di piedi, durante la Messa; ma appena vedevo aprirsi la porta allora era uno scoppio di gioia incredibile; correvo davanti alla mia sorellina bella che allora era “vestita a festa come una cappella”… e le dicevo: “Oh! Mia piccola Celina, dammi subito il pane benedetto!”. Talora non ne aveva, perché era arrivata tardi… Come rimediare, allora? Per me era impossibile farne a meno, quella era la “mia Messa”… Trovammo presto il rimedio. “Non hai pane benedetto, e allora fallo tu!”. Detto e fatto, Celina prende una sedia, va alla madia, prende il pane, ne stacca un boccone e molto seriamente ci recita su un’Ave Maria, poi me lo presenta ed io, fatto con lei il segno della Croce, lo mangio con grande devozione, trovando che ha proprio il sapore del pane benedetto…» (Storia di un’anima, Manoscritto A).

Da «Il Settimanale di Padre Pio», n. 13 del 2 aprile 2017.