Un racconto per la Pasqua… e ancora Auguri a tutti voi.

Il Giudice tirò un’altra boccata dalla sigaretta che si era acceso dopo aver “chiesto il permesso” al soggetto in stato di fermo. Quindi riprese a interrogare la Salsiccia: «Che cosa ci faceva ieri sera in Via Machiavelli insieme a un Würstel?». La domanda cadde in un silenzio di piombo.
La Salsiccia sudava goccioline fredde di grasso. Si passò una mano sulla fronte madida e mormorò con voce tremante: «Non ho fatto altro che rispondere a un invito…».
«Un invito di che genere?» la incalzò il Giudice con irriducibile cipiglio suino.
«Un invito… un invito!» la Salsiccia sentiva crescere in sé un’angosciosa apprensione.
«Ripeto per la seconda volta la domanda. Risponda: un invito di che genere?».
La Salsiccia chinò il capo, come abbandonandosi alla sua fine ineluttabile. «Era un invito a tavola.»
Il Giudice si drizzò sulla poltroncina. Grugnì impercettibilmente. «Dunque, un invito a tavola.»
«Sì…» riconobbe la Salsiccia mentre la prima lacrima le scendeva lungo il budello.
«Un invito a tavola… da un carnivoro, si deve supporre.»
«Sì Dottore, un invito a tavola da un carnivoro.»
Il maiale, ovvero il Giudice, si rivolse con un cenno gelido alla guardia in attesa: «La riporti in cella».
Quando la guardia fu uscita conducendo via la Salsiccia ormai scossa dai singhiozzi, il Giudice, il maiale, si alzò e andò a specchiarsi al vetro della finestra che rifletteva tutto nell’oscurità della sera.
Mentre si osservava nello specchio improvvisato, fu come rapito dall’ammirazione.
«Non sono le sembianze di un porco», prese lieto ad omaggiarsi, con voce profonda. «Sta qui invece un Giudice nella sua alta potestà, un benefattore vicino al colmo dell’acclamazione. Ma che vedo laggiù?» disse ad un tratto, e sbiancò nel grugno.
Guardando in un angolo del cortile da quella finestra del secondo piano, si era accorto infatti della presenza di un candido giglio, sfuggito ad ogni controllo.
«Quel gi…» la voce gli si strozzò nel gargarozzo.
Con il battito cardiaco impazzito, cadde sulle ginocchia. Era la sua ultima ora.
Non fece neppure in tempo a chiedere soccorso.
Morì così, come un porco.

Racconto inedito di Isidoro D’Anna. Tutti i diritti riservati. Pubblicato nella versione inglese in A Book of Curious Tales, CreateSpace, 2013.