Dagli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta (12 Luglio 1937)

Sono tra le braccia del Volere Divino, il Quale più che vigile sentinella, non solo vuol farsi vita di ogni mio atto, ma penetrando in ogni nascondiglio del mio cuore e della mia mente, mi richiama se tutto ciò che entra in me non è parto del Fiat. Ed il mio sempre amabile Gesù, visitando la piccola anima mia ed atteggiandosi a Maestro, perché in tutto vuole ammaestrare la figlia sua, mi ha detto:
“Figlia benedetta della mia Volontà, tu devi sapere che le riflessioni proprie, le impressioni, le oppressioni, le malinconie, i dubbi, i piccoli timori, impediscono le riflessioni divine, le impressioni sante, il rapido volo verso il Cielo, le gioie del vero bene, la pace celeste; esse sono come tante pietrucce gettate dentro un lago, mentre la persona si sta rimirando in quelle acque limpide come dentro uno specchio e vede tutta intera la sua persona, bella e ordinata qual è. Ora che succede? Mentre si sta rimirando in quelle acque tersissime, se viene gettata in quel lago una piccola pietruccia, l’acqua si increspa, si intorbida e forma tanti giri e rigiri da intorbidire tutta l’acqua e della povera persona che si stava rimirando che è avvenuto?
Come si formavano i giri nell’acqua, così portavano via ora un piede, ora un braccio, ora una mano, ora la testa, in modo che la persona si vedeva tutta straziata dalle increspature di quelle acque, chi è stato a far perdere la limpidezza di quelle acque, in modo che non si vede più intera la sua immagine, ma in modo da far pietà? Chi è stato? Una piccola pietruccia. Tale è l’anima creata da Dio, più che fonte tersissima, in cui, Dio doveva rimirarsi ed essa doveva rimirarsi in Dio, ora le riflessioni, le oppressioni, i dubbi, i timori, eccetera, sono come tante pietrucce gettate nel fondo della sua anima e Dio rimirandosi in essa, non si vede tutto intero, ma come diviso in tante parti, quindi divisa la forza, la gioia divina, la santità, l’unità della pace, questo le impedirà di conoscere chi è Dio, quanto l’ama e che vuole da essa e volendosi rimirare essa in Dio, queste pietrucce le impediranno il passo facendola zoppicare nel cammino, impedendole il volo per rimirarsi in Colui che l’ha creata. Sembrano cose da nulla, eppure in questo viene formata la conoscenza di Dio nella creatura, l’unione, la santità, il rimirarsi di Dio nella creatura e di essa in Dio. Se l’anima è turbata da queste pietrucce che si possono chiamare bagattelle dell’anima, perché mancando la sodezza e sostanza del vero amore, sono sempre intorbidate, Dio non può specchiarsi in loro per formare la sua bella immagine, perciò sii attenta e cerca sempre la mia Volontà.”
Gesù ha fatto silenzio ed io sono rimasta a pensare al gran male che fanno le riflessioni proprie ed il mio dolce Gesù ha soggiunto:
“Figlia mia, solo nella mia Volontà l’anima può giungere all’apice della santità più alta e racchiudere in sé, per quanto a creatura è possibile, un atto completo da riempirsi tanto da non lasciare alcun vuoto in essa, tanto da convertire in natura propria il bene che fa, se ama nel mio Fiat, l’onda dell’amore le piove dappertutto, le investe le più intime fibre e mentre le piove addosso travolgendola tutta nell’amore, si costituisce regina e converte in natura il suo amore nella creatura, ma tanto che si sentirà il respiro, il palpito, il moto, il passo, tutto l’essere che non sa fare altro che amare. Quest’onda dell’amore s’innalza fino al Cielo, senza cessare di pioverle addosso e prende d’assalto il suo Creatore e lo ama sempre, perché quando il bene si converte in natura, si sente il bisogno di ripetere il bene ricevuto come atto che costituisce la sua vita. Se adora si sentirà cambiata la natura in adorazione, sicché in tutto ciò — che fa si sentirà sprigionare adorazioni profonde al suo Creatore. Se ripara sentirà la corsa di andare rintracciando tutte le offese, per mettervi la sua riparazione. Insomma la mia Volontà, con la sua forza creatrice, non lascia alcun vuoto e sa convertire in natura tutto ciò che la creatura fa in Essa. Vedi che differenza tra chi vive nella mia Volontà e la possiede come vita operante e chi la riconosce come virtù e forse nelle circostanze più dolorose della vita ed in tutto il resto farà come se non ci fosse per loro. Ora voglio dirti un’altra sorpresa consolante, è tanto il nostro compiacimento, quando la creatura decide con fermezza irremovibile di vivere nel nostro Volere, che anticipiamo ciò che dobbiamo fare nel punto della morte, di confermarla nel bene, in cui si trova. Tu devi sapere che tutto ciò che essa ha fatto in vita: preghiere, virtù, pene sofferte, opere buone servono a formare la nostra piccola vita Divina nella sua anima, nessun beato entra in Cielo se non possiede questa vita divina e, a seconda il bene che hanno fatto e se più mi hanno amato e compiuto la mia Volontà, così avranno la vita Divina chi più piccola, chi più grande, perché la vera felicità, le vere gioie si devono possedere dentro, sicché avranno ciascuno dentro e fuori di loro il loro Dio, che darà loro sempre nuove gioie, tanto che se le anime, morendo, non sono piene fino all’orlo d’amore e di Volontà mia, le confermo sì, ma non entrano in Cielo, le mando in Purgatorio a riempire questi vuoti di amore e di Volontà mia, a via di pene, di ansie e di sospiri e quando si sono riempite del tutto in modo che non si vede altro in esse che sono già tutte trasformate nel mio amore e nella mia Volontà, allora prendono il volo verso il Cielo. Ora per chi non vuol fare più la sua volontà ma solo la mia, non vogliamo far aspettare quel punto, il nostro amore ci porta con una forza irresistibile ad anticipare la conferma del bene e a convertire in natura il nostro amore e la nostra Volontà, onde si sentirà che il mio amore, il mio Volere è suo, sentirà più la mia vita che la sua, ma con quale differenza rispetto a quelli che sono confermati in punto di morte! Essi non cresceranno più nel bene, i loro meriti sono finiti, invece per questi, la mia vita crescerà sempre, i meriti non finiscono, anzi avranno i meriti divini, come continuano ad amarmi ed a vivere di mia Volontà, così mi conosceranno di più ed io li amo di più ed aumento la loro gloria. Posso dire che corro in ogni loro atto per dare il mio bacio, il mio amore, per riconoscerlo che è mio e dare il valore, il merito come se l’avessi fatto io. Ah! tu non puoi comprendere che cosa sentiamo per la creatura che vive nel nostro Volere, come l’amiamo! Vogliamo renderla contenta in tutto, perché in essa troviamo realizzato lo scopo della Creazione, accentrata tutta la gloria che tutte le cose ci dovrebbero dare e poi la nostra Volontà compiuta è tutto per noi.”

Fonte:
http://divinavolonta.blogspot.it/2008/07/volume-34.html