Per l’artrosi che soffrivo alle ginocchia, mi permisero di confessarmi seduta davanti al confessionale. Mi sentivo davanti a Gesù giudice; ma giudice buono, indulgente, misericordioso. Sotto quegli occhi, pieni di luce e di amore, la coscienza si sentiva tutta scrutata, per cui mi studiavo di ricordare ogni piccola colpa. Il Padre mi aiutava: mi dirigeva amando. Oh! Quanto poco conoscevo quel cuore! Mi stancavo della mia incostanza, mentre lui non si stancava. Non sopportavo me stessa, mentre lui così perfetto e santo mi sopportava, mi scusava, mi porgeva tutte e due le mani per rialzarmi. […].
In quel tempo ero molto occupata a scuola; non potendo parlargli a voce, scrissi un biglietto al Padre per esporgli alcuni dubbi di coscienza. Il giorno dopo quella consorella che mi perseguitava [una signora che abitava vicino al convento] mi disse: «Per forza ti devono venire quei dubbi, ce ne dai occasione».
Rimasi senza parola, mi affrettai ad entrare in chiesa. Quel che successe nell’anima mia Dio solo sa. Il nemico approfittò della mia coscienza sconvolta per sussurrarmi: «Fidati pure di Padre Pio, guarda com’è riservato. Tutto quello che tu gli dici lo fa sapere a quella». Non volevo credere a quello che il bugiardo mi diceva in quel momento di sconvolgimento, ma ripetevo a me stessa: le parole che ella mi ha ripetuto sono precisamente quelle che ho scritto al Padre. Perché gliele ha riferite, sapendo che va in cerca di nuovi pretesti per perseguitarmi di più?
Non potendo parlare a voce al Padre, scrissi un biglietto che gli mandai tramite un mio parente. Fu quella una prova studiata da satana per tentare di allontanarmi da lui. Soffrii tanto, ma soffrì di più il povero Padre che la mattina dopo mi mandò questa letterina, la quale mi tolse una sofferenza e me ne dette un’altra maggiore, che mi lacerò il cuore.
La risposta del Padre era questa: «Mia sempre più cara figliuola, Gesù sia sempre l’unico centro di tutte le tue aspirazioni. Egli sia il tuo conforto, il tuo sostegno, la tua guida.
La tua lettera mi ha trafitto l’animo, non per quello che mi scrivi, ché ne avresti tutte le ragioni se rispondesse al vero; ma per quello che hai sofferto e che soffri tutt’ora.
Non sono stato io che ho detto quello di cui tu mi accusi, perché mi sarei guardato bene dal farlo; ma sei stata tu stessa che l’hai fatto sapere, eccitando in quella disgraziata la maledetta gelosia.
Ricordi quegli appunti da te fatti su quel pezzo di carta? “Sogni reali”? Ebbene, tu lo smarristi vicino al quadro della Madonna di Pompei. Lei lo trovò. Ecco spiegato l’enigma! E dopo questo mi serberai ancora del rancore? Vorrai anche tu andartene via? Se lo vuoi, fallo pure. Io sarò per te sempre quello che fui. Sarò per te il buon Padre del figliuol prodigo. Piangerò, mi amareggerò; ma starò, qual novello Tobia, sempre alle vedette, attendendo il ritorno del suo Tobiolo! E se avrò la fortuna di veder ritornare il mio figliuoletto, gli correrò incontro, gli getterò le braccia al collo, lo stringerò al mio cuore; lo coprirò di amplessi e di baci… e piangerò di consolazione per aver riacquistato il mio figlioletto perduto e ne benedirò il Padre celeste.
Ti benedico con tutte le tenerezze del mio cuore. Padre Pio Cappuccino».
Piansi amaramente. Il rimorso di aver amareggiato quel cuore sì buono mi straziò giorno e notte, e per tanti giorni. Mi convinsi sempre più che, vicino alla roccaforte di Cristo, c’era il quartiere generale di satana che, senza sosta, lavorava per strappare le anime a Gesù e al Padre. Ma interveniva sempre l’invincibile Giuditta, l’Immacolata.
Piangendo chiesi perdono al Padre… lo ringraziai e gli chiesi la grazia di morire, prima di dargli il più piccolo dispiacere. Me la promise, anzi disse che tale grazia era già fatta. Il Signore permise questo anche perché io conoscessi sempre di più la tenerezza del Padre per l’anima mia. E quando gli chiesi se avessi conosciuto tutto il suo amore per me, mi rispose: «Non ancora; un po’ alla volta». Allora lo supplicai di farmelo conoscere tutto prima di morire. Mi rispose: «Per questo ti ho eletta, perché attraverso il mio amore tu conoscessi quello di Gesù. Eleviamoci sempre più in alto, figlia mia!».

Cleonice Morcaldi, La mia vita vicino a Padre Pio. Diario intimo spirituale, pp. 71-75

Fonte:
http://www.settimanaleppio.it/dinamico.asp?idsez=2&id=1381