Caro Dr. Viale,

in questi giorni, informandomi su internet, ho saputo della sua pratica abortista, del suo turpiloquio, delle sue bestemmie e dei suoi proclami di morte nei confronti del bimbo Charlie Gard. Ho pure letto che è stata chiesta la sua radiazione dall’Ordine dei Medici.
Non mi sono mai trovato a uccidere una creatura umana nel grembo di sua madre, o ad invocare l’assassinio di un bimbo malato, e come questo sia possibile rimane per me un terribile mistero.
Tuttavia, ho vissuto in prima persona qualcosa dei sentimenti che lei esprime. Poi, solo quando ho ritrovato la fede che mi era stata rubata con l’innocenza, ho compreso cosa mi era successo.
Oggi so che se lei è stato battezzato, è divenuto figlio di Dio, e in quel momento né il diavolo né il mondo potevano vantare diritti o paternità su di lei.
Se siamo figli di Dio, lo siamo anche di Maria Santissima, la Madre che in fondo al nostro cuore abbiamo almeno una volta sognato, e possiamo chiamarci fratelli.
Ma come si fa a nutrire la fede, quando nella nostra famiglia, intorno a noi, non vi è chi ci ama con tutto il cuore, chi darebbe la vita per difendere la nostra innocenza?
Giorno dopo giorno, attimo dopo attimo, i bambini che crescono affrontano nella solitudine totale gli adulti ai quali Dio ha inteso affidarli, ma non cederli.
Siamo portati a non credere più in Dio, perché nessuno ci ha fatti sentire amati e chiamati alla vita eterna.
Per questo mondo siamo delle nullità, da eliminare se mettono in questione il principio del piacere, l’idolo al quale si vuole piegare tutto.
Il mondo, caro Dr. Viale, si è accanito contro di lei, presumo fin dalla sua infanzia, al punto che lei da vittima innocente qual era ha finito per associarsi ai suoi carnefici.
Il demonio si prende gioco di lei, facendole credere e scrivere che Dio è crudele, non lui! Eppure, se riflette, non vede come il peccato e quindi la sofferenza sono entrati nella nostra vita a causa del diavolo? E la morte che lei ha inflitto alla vita e all’innocenza di tanti esseri umani, non viene forse dal demonio? Dio non ci ha creato per commettere e subire tali azioni, ma non può privarci del tutto della nostra libertà, perché è Padre e ci vuole figli, non schiavi. La felicità o i tormenti che avremo nell’eternità dipendono dalla nostra risposta all’Amore di Dio.
In realtà, agli altri carnefici non importa niente di lei, ma solo della sua complicità. Lei, per questi mondani, è una persona usa e getta, proprio come i bimbi, i malati e gli oppositori del potere.
Ma a me importa di lei. E lei può credere che se il mio amore per lei non venisse da Dio, non sarebbe possibile.
Non solo Dio la ama, ma vuole essere per lei Misericordia e non Giustizia. Anzi, vuole fare di lei il suo grande discepolo. Vuole che lei si fermi, e poi si alzi a testimoniare il Vangelo, e che stupisca vicini e lontani, perché la Grazia di Dio è ancora meravigliosamente all’opera.
Bisogna condividere il bene, che non nasce da noi stessi ma viene da Dio come un dono.
Il Dono più grande che ci ha fatto il Padre è Gesù, e il secondo è Maria, nostra Madre se siamo cristiani.
Sapendo dunque di non essere orfani, ritorniamo a Dio con tutto il cuore!

La saluto, in attesa di buone notizie. Prego e chiedo a chi leggerà questa lettera di pregare per lei.

Isidoro