«Quanto è buono il Signore con tutti; ma quanto più buono si dimostra con chi ha seri e sinceri sentimenti di in tutto piacergli e di aspettare che si adempiano i divini disegni.»

Padre Pio

Gesù ama tutti. È morto per tutti. Vuole la salvezza di tutti. Ha offerto il suo Sangue per tutti, riaprendo le porte del Paradiso a tutti. Nessuno può essere escluso da questa bontà misericordiosa del Signore. Tutti possono ritrovarsi in Lui e avere un posto nel suo Cuore.
Per questo Padre Pio può esclamare: «Quanto è buono il Signore con tutti». È la verità, questa. È la consolante verità che dovrebbe accompagnarci in ogni ora della nostra vita, a salvaguardia dei timori e pericoli che ci circondano, a garanzia che c’è sempre chi ci vuole bene, senza venire mai meno: Gesù!
Ma se Gesù è tanto buono con tutti, scrisse Padre Pio, «quanto più buono si dimostra» con coloro che lo ripagano sforzandosi di coltivare «veri e sinceri sentimenti di in tutto piacergli»!
È chiaro, infatti, che molto «più buono» Egli è con chi lo ama lottando contro tutto ciò che può offenderlo o amareggiarlo, cercando in ogni pensiero o parola, in ogni desiderio e azione, soltanto ciò che piaccia a Lui, che sia di suo gusto.
Così fanno i santi. Così faceva, ad esempio, l’umile e dolce santa Zita, la quale si è santificata vivendo e mettendo in pratica il piccolo interrogativo a lei carissimo: «Piace a Gesù?».
Un pensiero da trattenere, una parola da dire, un’azione da fare: «Piace a Gesù?», si chiedeva la Santa, e si comportava di conseguenza secondo il piacere di Gesù.
Padre Pio vuole inculcarci questo sentimento e questa certezza: l’amore di Gesù verso di noi aumenta nella misura della nostra risposta di amore a Lui.
Quanto più noi sappiamo regolare ogni nostro pensiero, parola e azione secondo l’amore di Lui, cercando di «piacergli in tutto», tanto più Egli ci ama ed è buono con noi.
È evidente, però, che la prova più certa del nostro piacere a Lui «in tutto» è legata all’obbedienza amorosa ai suoi «divini disegni». E si sa che i divini disegni di Dio a volte sono segnati dalla voce della sofferenza che fa fremere la nostra natura così fragile e così ribelle di fronte al dolore.
Se pensiamo alla missione di Padre Pio, possiamo facilmente constatare quanto sia stata dolorosa e umanamente schiacciante.
Come vivere per cinquant’anni con le cinque piaghe sanguinanti alle mani, ai piedi e al costato? Come confessare per oltre cinquant’anni diverse ore ogni giorno fino all’ultimo giorno di vita? Come sopportare persecuzioni infamanti una, due, tre volte?
Tutto questo, però, serviva perché «si adempissero i disegni divini», perché tutto doveva portare a compimento il piano d’amore di Dio che passava attraverso la croce stampata sulla carne viva e sanguinante di Padre Pio. E Padre Pio l’ha accettata e amata perché è la stessa Croce amata da Gesù. Padre Pio ha fatto realmente ciò che piace a Gesù. E noi, invece?

Padre Stefano M. Manelli

Tratto da Il pensiero di Padre Pio, ed. 2005, pp. 35-36.

Fonte per Lucechesorge: «Il Settimanale di Padre Pio», n. 27 del 9 luglio 2017.