Sul velo della donna in chiesa, un ottimo sacerdote, Don Leonardo Maria Pompei, ha pubblicato un articolo quasi esauriente che abbiamo ripreso sul blog e in un libro.
In realtà, non è una pecca che resti da dire qualcosa sull’argomento, perché Don Leonardo ha già scritto l’essenziale.
Comunque, riflettendo, il velo muliebre (cioè della donna) in chiesa mette in risalto un requisito importante della modestia: la quotidianità.
Non ha senso infatti essere meno modesti fuori dalle chiese che dentro, perché la modestia è sì un atto di riverenza a Dio, ma Dio è in ogni luogo. Siamo sempre alla presenza di Dio, e del nostro prossimo.
Ora però, mentre è abbastanza fattibile essere modesti nel vestiario in ogni momento, non è così per il velo.
Ad esempio, se non abbiamo proprio la smania del fresco o la fissazione dell’indecenza, possiamo benissimo tenere coperte braccia e gambe anche d’estate, magari con un abbigliamento molto leggero.
Ma il velo sul capo non fa più parte dell’abbigliamento femminile da diversi secoli. Le donne lo portarono nell’era della società cristiana, il Medioevo, quando il loro Modello era Maria Santissima, Madre di Dio e dei cristiani. Oggi invece i modelli delle donne sono l’immagine conformista che si sono fatte del loro genere, e magari questa o quell’attrice, questa o quella persona fotografata e spacciata come una falsa moneta.
Perciò, nel caso del velo, la quotidianità viene a mancare e per portarlo in chiesa ci vuole una forzatura, anche se buona. Del resto, il velo che si porta in chiesa è fatto solo per quell’ambiente. Come dire che la modestia completa è stata confinata tra i muri della chiesa. Anzi, quante donne portano il velo in chiesa?
Al tempo del Concilio Vaticano II (1962-1965), fu sparsa una falsa voce secondo cui la Chiesa indicava di non portarlo più. La diceria si diffuse con la complicità dei soliti giornalisti, e da allora il velo fu abbandonato. Bella umanità che ci ritroviamo!
Bisognerebbe cianciare meno e cominciare a fare sul serio, amando e praticando la modestia femminile e maschile.
Concludiamo questa breve riflessione fornendo due collegamenti: il primo, all’articolo di Don Leonardo Maria Pompei; il secondo, a un sito che abbiamo scoperto da poco, e dove sono in vendita dei veli di vari colori e fattezze, a un prezzo basso e apparentemente di buona qualità.
Il sito è americano; appartiene a una famiglia di suore, le Daughters of Mary, Figlie di Maria, che a dire il vero non sono in piena comunione con la Chiesa Cattolica. Sono state fondate da un discepolo di Marcel Lefebvre. Tuttavia, se non è peccato comprare cose buone o economiche da atei, comunisti (i cinesi) o musulmani, tanto meno lo è comprare dei veli muliebri da chi vuole servire il Signore nella fede cattolica, pur non avendo la piena comunione.

Sul velo e il decoro in chiesa

Daughters of Mary Press – Veils

P.S. Chi non conosce l’inglese può aiutarsi con i dizionari online offerti da internet, se non ha qualcuno nei paraggi che gli traduca le parole essenziali.