Purezza e modestia sono due virtù cristiane, anzi più propriamente cattoliche, inseparabili perché esprimono il nostro rapporto con Dio e con il prossimo.
La purezza non riguarda solo i sensi ma tutto il nostro essere. È puro chi cerca Dio in tutto quello che fa, pensa, dice, e di conseguenza vuole donare Dio e ogni bene alle persone, invece di usarle e sfruttarle. La modestia ha invece più a che fare con il nostro atteggiamento e con la nostra vita esteriore. È modesto chi si riveste di Gesù Signore e di Maria Santissima, per mostrare Loro e non le attrattive della carne e della vanità.
Ovviamente, per una vera donna cattolica mostrare Maria Santissima vuol dire attirare le persone verso Cristo Gesù e non verso se stessa. La Madonna non vuole altro che portarci a Dio. Lei è il Capolavoro di Dio, e manifesta la grandezza infinita del suo Fattore.
Quindi si può dire che la purezza è cercare Dio, mentre la modestia è mostrare Dio, agli occhi di ogni persona e del mondo intero.
Non si tratta solo di evitare un male – l’oscenità e la vanità – ma soprattutto di affermare un bene – la nostra vita fondata in Dio, ora e nell’eternità.
Se noi esibiamo la nudità del corpo, soprattutto se femminile – braccia, gambe, petto e così via – o un abbigliamento volutamente straccione, oppure vistosamente elegante, non facciamo altro che esaltare gli idoli della carne, di noi stessi, della gloria umana.
Assurdamente infatti, la misera nudità e l’abbigliamento straccione, specialmente giovanile, ai nostri tempi procurano gloria umana, perché sono diventati dei requisiti sociali.
A qualcuno sembreranno tanti i secoli trascorsi dal Medioevo, ma sono bastati circa 700 anni per trasformare l’Occidente da fortezza della fede cattolica in una sterminata fogna a cielo aperto. Al fondo c’è il fango dell’impurità e di ogni corruzione, ma anche il sangue di milioni di bambini trucidati con l’aborto.
Qui desideriamo soffermarci su certi aspetti della modestia, più che approfondire il discorso sulla purezza.
Un cuore puro e sincero è innamorato di Gesù e Maria, e sa bene che in loro si è compiuta ogni grandezza, secondo l’Onnipotenza di Dio. Niente in loro è casuale o dipendente dall’uomo; tutto è perfezione e voluto dall’Alto. Il loro modo di vestirsi è il modello perfetto a cui rifarsi, perché appartiene all’Uomo-Dio e a Colei che lo ha generato per opera dello Spirito Santo.
Ma la nostra società si è molto distanziata da Gesù Cristo e da sua Madre, fino a odiarli e a perseguitare i fedeli. Per questo anche i nostri abiti sono così diversi dai loro, al punto che se in Occidente una donna volesse vestirsi come l’Immacolata, cioè come la più splendida e sovrumana delle donne, desterebbe scandalo tra i morti vivi che abbiamo intorno. Probabilmente verrebbe perseguitata, licenziata, derisa. Questa è l’umanità che ci ritroviamo: un’antiumanità, anticristiana.
Del resto, non sappiamo che oggigiorno in diversi lavori le donne devono portare i pantaloni o le gonne corte o cortissime come requisito professionale? Si pensi alle hostess, alle infermiere, alle addette negli esercizi commerciali che prevedono o non prevedono una divisa.
La modestia vale anche per gli uomini, però in modo meno severo, intanto perché la bellezza e l’attrattiva sono più proprie delle donne. Inoltre, la donna tende a reagire più castamente nei confronti dell’uomo, rispetto a come l’uomo reagisce nei confronti della donna.
Se un uomo non porta una giacca e magari risvolta leggermente le maniche lunghe della camicia, va ancora bene, ma siamo un po’ ai limiti. La camicia a maniche corte sopra i gomiti, invece, e soprattutto i pantaloni corti, sono piuttosto indecenti, e poco dignitosi. La camicia o la maglietta vanno sbottonate in cima di un solo bottone, mentre di più è scortese nei confronti degli uomini e da cafoni nei confronti delle donne.
I capelli devono essere sempre puliti, senza robaccia spalmata sopra, e la barba va rasata o fatta crescere, non portata di uno o pochi giorni per negligenza e indecenza.
Un uomo, giovane o meno giovane, povero o ricco, ignorante o erudito, deve essere sempre un gentiluomo, e non un ceffo di strada.
Per la donna, la cosa migliore è che copra sempre le braccia e soprattutto le gambe, e porti scollature minime, perché le fattezze femminili, soprattutto se gradevoli, possono fortemente tentare gli uomini. Bando agli indumenti attillati, perché sono provocanti.
Il trucco non è proprio di una donna veramente pura e onesta, anche se non è necessariamente malizioso. Comporta vari inconvenienti: un’aria poco pulita, una maschera che toglie naturalezza e copre i riflessi spirituali, la sensualità e le tracce lasciate sui volti dei familiari e delle altre persone con cui si viene a contatto.
Le unghie laccate aumentano la sensualità e quindi sono una spinta contro la purezza e la castità. Altra cosa è avere le unghie ben curate, mostrando una bellezza casta e non sensuale.
I pantaloni poi, lo abbiamo scritto in altre occasioni, sono vergognosi, anche se ci si è assuefatti, perché confondono il femminile con il maschile, e dietro questa scelta ci sono varie motivazioni che non fanno onore alla donna.
Non si pensi poi che vengano tentati verso la donna solo gli uomini carnali. Questi, anzi, non si può nemmeno dire che siano tentati, nel senso che seguono subito i loro bassi istinti, senza farsi scrupoli. Un gentiluomo è sempre un uomo, e siccome non si può ragionare con la tentazione carnale, si sa che i Santi stessi hanno sempre evitato di guardare le donne, a volte anche del tutto, se non per stretta necessità e per il minimo tempo necessario.
Le convenzioni della società e del lavoro creano occasioni di contatti frequenti tra uomini e donne, ma non ci s’illuda di essere invulnerabili: ci vuole molta prudenza e il pensiero costante di Dio, come pure il ricorso a Maria Santissima e ad ogni preghiera che ci sia d’aiuto.
Un aspetto importante della modestia è la quotidianità, cioè bisogna comprendere che non ci sono un tempo o un luogo per essere modesti, e un tempo o un luogo per non esserlo. Siamo sempre alla presenza di Dio, e siamo sempre, se cristiani, figli di Dio e di Maria nostra Madre.
L’unico caso in cui non ci può essere quotidianità, ora come ora, è quello del velo muliebre, cioè del velo che le donne cattoliche devono portare in chiesa. Quasi nessuna lo porta più, e ci domandiamo se lo si possa notare al di fuori di dove si celebra la S. Messa tradizionale in latino. Ma la prescrizione non è mai caduta, e vale sempre. Questo velo è un rimedio dato alle donne da quando, ormai secoli fa, hanno smesso di imitare la Madre di Dio, e pensando forse di avere progetti migliori si sono tolte il velo dal capo.
Tornando alla modestia in generale, non lasciamoci convincere che mostrare la nostra nudità sia normale. Siamo in una società impazzita, che non ha più niente di normale, ma tutto di capovolto. Ed è per questo che da quasi un secolo a questa parte la povera umanità si riversa poco meno che nuda sulle spiagge.
Inoltre cosa dire della vita immonda che fanno i nostri giovani nelle classi miste, maschi e femmine buttati insieme? Ma quello è stato solo il primo passo: poi è arrivata l’istruzione sessuale, che si sta facendo strada anche nella scuola di Stato italiana, atea e massonica. Bisogna urgentemente abbandonare questa scuola di perversità e ricorrere alla scuola privata o all’educazione parentale.
I nostri contemporanei pensano di essere normali, proprio per il fatto di aver perso e calpestato il senso del pudore. Non sanno più chi è Dio, cosa è un uomo o una donna, cosa vuol dire avere fede ed essere cattolici.
E il clero, i sacerdoti cosa fanno? Chi s’impegna sul serio viene perseguitato, sospeso a divinis, commissariato. Gli altri hanno pronte per il pubblico applaudente le scappatoie, le giustificazioni, gli sconti e le assoluzioni anche sacrileghe.
Come dice il Signore Gesù, chi cerca trova. Possiamo sempre trovare qua e là un vestiario modesto, gradevole e non molto costoso, in città o altrove, nei negozi o su internet. Le donne possono anche farselo fare o farlo con le proprie mani, e questa potrebbe essere un’attività redditizia. Se poi sono necessari sacrifici e impegno per la ricerca dell’abbigliamento modesto, ne vale davvero la pena. Se non altro, si vedrà la differenza tra chi vuole servire Dio e chi vuole servire gli idoli, inseguendo illusioni destinate un giorno a finire.