di Don Dolindo Ruotolo

Il mondo corre all’impazzata verso l’impurità più sfacciata. Ogni anno la moda porta la sua novità, e è sempre una novità degradante… La vita moderna poi, con le sue stranezze e le sue vertigini, induce in molte donne e in moltissimi uomini la persuasione che in date circostanze si può o si deve fare a meno del decoro e della più elementare modestia…
Eppure il clima nel quale viviamo è un clima eroico [si fa qui riferimento alle migliaia di sacerdoti, religiosi e fedeli martirizzati in odio alla fede nella guerra civile spagnola: anni 1936 e seguenti, ndr] nel quale non si dovrebbe dare così miserabile spettacolo d’incoscienza. Sono morti i martiri a migliaia, immolando tutto per la Fede, come ai primi tempi del Cristianesimo. Avanzano le orde dei senza Dio, orde ignominiose, vergogna dell’umanità, ed avanzano col programma militante di demolire la società cristiana ed instaurare una repubblica di bruti. Avanzano sfacciatamente oggi, e sfacciatamente stabiliscono come testa di ponte della loro lotta, l’impurità e la disonestà della donna, la corruzione morale e il nudismo.
Non è più un segreto: si mandano avanti le donne immorali per corrompere le donne e gli uomini onesti; si prostituisce pubblicamente la bellezza con le mode procaci, per disorientare le anime, abituarle ai disordini del senso e precipitarle nell’apostasia. È storicamente accertato che il bolscevismo spagnolo, prima d’iniziare la sua bestiale campagna di scristianizzazione e di distruzione, reclutò le più sfacciate donne, le sguinzagliò nei centri più importanti, le pagò perché si fossero mostrate in abbigliamenti procaci, ed avessero preparata con la corruzione morale la via al comunismo.
Questo metodo non è cambiato, anche dov’è attuato con maggiore astuzia lanciando solo la moda, gradatamente sempre più procace. È il metodo infernale col quale si eludono tutte le leggi. È una cecità che fa piangere amaramente, e non si riesce a spiegare come donne, che pur si dicono cristiane, si rendano le avanguardie del regno di satana. […]

“Che male c’è?”

È questo il ritornello di tutte le sfacciate… Eppure il male c’è ed è gravissimo; è quel male di scandalo per il quale Gesù non ha esitato a dire che bisognerebbe persino cavarsi l’occhio, tagliarsi il piede o la mano, e gettarsi nel fondo del mare. Le creature che si esibiscono in una moda procace, diventano l’occasione prossima di molti peccati di pensiero, e questo è male gravissimo; attraggono i giovani nelle vie della perdizione, suscitando in loro i desideri della vita disordinata. Diventano incentivo di adulteri anche per uomini maturi, e possono causare la rovina d’intere famiglie. Se tu riflettessi a questo, o donna cristiana, non ti esibiresti con tanta facilità, e la tua delicatezza ti farebbe tremare al solo pensiero di sconvolgere la pace di un’anima, e di strapparla a Dio per la stupida velleità di mostrarti e di essere ammirata! […]
Che male c’è? Il male c’è ed è immenso. Voi rubate a Dio le anime, poiché le distraete da Lui e le concentrate nella materia e nel fango. Voi siete come l’idolo eretto nelle strade quando gli uomini passano, e cercate di offuscare nei loro cuori la Legge di Dio, proprio come gli Ebrei che elevarono il vitello d’oro mentre sul Sinai si manifestava la gloria divina, e il Signore dettava le tavole della Legge.
Voi arrestate di colpo la tensione di un’anima verso Dio, distraendola nella carne; spegnete qualche scintilla di grazia che cominciava ad accendere un cuore, e lo ricacciate violentemente nell’abisso dei sensi disordinati. Voi potete troncare un disegno soprannaturale che si formava in un essere consacrato a Dio, e gettarlo nelle tormentose aspirazioni terrene. Potete essere come la favilla che accende una mina, facendo esplodere una passione nascosta, ed essere responsabili di tutto il male che causate…

Rivèstiti di Cristo

Tu, o donna cristiana, devi essere rivestita di Gesù Cristo, poiché sei segnata dal Sangue della Redenzione, sei ornata dai meriti suoi. Satana cerca di sfigurarti, vuole screditarti presso Dio, e non potendo far guerra a Lui, cerca di avvilirne in te l’immagine. Che cosa dici tu quando vedi un’opera di arte di purissimo stile classico, ricoperta di calcinacci, di pitture e di ornamenti barocchi? Tu dici ch’è tutta profanata. Ebbene, tu sei un capolavoro della creazione, opera d’arte di Dio, armonizzata dalla sua Sapienza, e satana cerca di profanarti, ricoprendoti di cenci e di brutture.
Il colore dell’unghia, per esempio, è armonizzato al tono della pelle, l’arco delle sopracciglia è proporzionato all’occhio, il rosso delle labbra intona col volto. Vedi bene che quando per un’emozione il volto impallidisce, anche le labbra si fanno smorte; nota dunque che i lineamenti esterni sono pure proporzionati agli stati dell’anima e danno al viso la vera espressione dell’arte. Or se dipingi le unghie di rosso o radi le sopracciglia, o in modo nauseante metti il rosso acceso alle labbra, deformi la tua armonia, perdi l’espressione, diventi ridicola, e satana ti schernisce… […]

Ammàntati di purezza davanti a Gesù Crocifisso

Tu dici: “Io soffro molto per il caldo, ho bisogno d’andare vestita leggermente, ho bisogno del fresco”… Ma com’è che d’inverno non senti poi il freddo, e se la moda te lo comanda, pur essendo assiderata, vai immodestamente vestita? […]
È una penitenza grave coprirti il petto? L’esperienza e la stessa scienza dimostrano che la nudità non tutela dal caldo, perché mette la carne a diretto contatto con l’atmosfera infuocata. Anche se non fosse così, non sai rinunziarvi per amore di Gesù, crocifisso per tuo amore? Quali attestati di riconoscenza hai dati a Lui che ti ha redenta? Se lo vedessi crocifisso e se ti domandasse un cencio per copre la sua nudità piagata, glielo negheresti? Ora tu sei parte del suo Corpo Mistico, e quando ti denudi, sei parte di Lui stesso coperta dell’obbrobrio a cui lo condannarono i suoi crocifissori; Egli ti domanda che ti copra, che nasconda quell’ignominia, e tu non ascolterai la voce del tuo Amore crocifisso? Non vedi come sanguina quel Corpo divino? Volle essere tutto una piaga per ammantarsi almeno di sangue, tanto amò la purezza, e tu avrai il coraggio di rinnovargli in te l’obbrobrio della nudità? […]

La modestia è somma bellezza

“Ma se non vesto alla moda sono burlata”. Questo non è vero, perché anche il mondo ammira la modestia cristiana. La modestia è semplice, e la semplicità è il sommo dell’arte e della bellezza. Quando si veste per adornare il corpo come tempio vivo di Dio, o per andare al cospetto del Signore come angeli del suo trono, allora l’ornamento fa rifulgere l’anima, ed è sommamente attraente senza sconvolgere i sensi. La semplicità e la modestia hanno qualche cosa di regale che conquista ed induce al rispetto. L’anima pura allora rifulge come fiore tra le foglie, e manda un profumo di pace ed una luce di bellezza spirituale che diventano apostolato di bene. Sicuro! Si può fare un apostolato anche con l’abito, perché si può mostrare, diremmo quasi, il figurino dello spirito attraverso l’abbigliamento. […]

Guarda Maria!

Vestiti dunque come tempio vivo di Dio, e non come manichino di satana; vestiti come fiore della Chiesa e non come spina del mondo! Guarda Maria, la Vergine delle Vergini, e guardala, non come qualche volta la riproducono gli artisti, ma come fu sulla terra e com’è nel Cielo, nel decoro della sua immacolata purezza, e pensa che questo è il modello della tua anima e del tuo abito. Maria fu piena di decoro, e la sua incomparabile bellezza spiccò nelle vesti della sua immacolata innocenza. Non fu trasandata, fu tutta ordine e mondezza esteriore, com’era purezza singolare nel suo interno. Ispirati alla Mamma tua celeste, non essere dissimile da Lei, e non prendere a tuo modello le creature depravate che ammorbano il mondo.

Da Don Dolindo Ruotolo, La moda e il decoro cristiano, Casa Mariana Editrice (48 pagine, formato cm 10,5×15,5).
Per richiedere il libretto:
http://www.casamarianaeditrice.it/scheda.asp?idp=136&idm=137&idsez=114&id=310

Fonte per Lucechesorge: «Il Settimanale di Padre Pio», n. 31 del 6 agosto 2017.