Discriminazione significa ledere i diritti di una persona – al rispetto, al lavoro, a dei servizi e così via – a causa dell’identità assunta da quella persona – per natura, convinzioni, tendenze di qualsiasi tipo.
Se però a nessuno si devono negare il rispetto e la cura sociale, vanno comunque garantiti il rispetto e la cura sociale verso tutti. Quindi si deve assicurare il rispetto per l’ordine sociale, per la fede delle persone, per l’innocenza dei bambini, per la purezza e l’equilibrio di ogni persona e famiglia.
Tutto questo, chiaro per noi credenti, non è considerato se non per calpestarlo da chi oggi ha potere e influenza nel mondo visibile.
Ormai siamo a pochi passi dal mettere fuori legge, e poi condannare con la pena di morte, l’annuncio cristiano e la stessa pronuncia del nome di Gesù, il Signore della Vita, che la gente di potere osa sfidare con folle temerarietà.
Sono talmente accecati dal diavolo, di cui si sono fatti figli e discepoli, da non immaginare l’abisso verso cui il padre loro li sta conducendo.
E il diavolo è il «padre della menzogna» (Gv 8, 44). Imitando il padre loro, questi uomini e donne perduti si aggirano «come leone ruggente», «cercando chi divorare» (1 Pt 5, 8). Non hanno certo il coraggio del leone, ma solo il potere arrogante di chi ha venduto l’anima per ottenerlo.
Malvagi e menzogneri, usano le persone con tendenze omosessuali e d’altro tipo come strumenti di distruzione, mentre non hanno per loro né amore né pietà.
La “discriminazione” nei confronti delle persone con tendenze omosessuali è solo una menzogna dei figli del padre della menzogna, che «chiamano bene il male e male il bene» (Is 5, 20). È la gente di potere che discrimina le persone con tendenze omosessuali, negando loro il diritto di essere e vivere come figli di Dio, solo perché hanno manifestato una certa tendenza.
È la gente di potere, ad esempio, che ha messo fuori legge la terapia riparativa, con cui chi sente una tendenza contro natura può tornare a sentire secondo natura, e quindi secondo Dio, Padre e Creatore di ogni cosa.
Ci chiediamo chi mai, nella nostra società, abbia negato il rispetto, la sussistenza o il lavoro a persone con tendenze omosessuali, a meno che queste non si esibiscano, passando dalle tendenze alle vie di fatto, e da una sofferta ricerca alla sfrontatezza del vizio. E allora bisogna intervenire, cercando di conciliare la carità verso chi si esibisce con la difesa dei più elementari diritti degli altri adulti, e specialmente dei minori.
È profondamente sbagliato identificare una persona con una tendenza sessuale, sia questa secondo o contro natura. Il sesso per questo mondo perduto è un idolo, mentre per i puri di cuore non esiste come tale, ma solo come aspetto non sempre necessario di una vita familiare pura, casta e devota.
Allora diciamo a tutti e a ciascuno: «Convertitevi, abbandonate i vostri idoli e distogliete la faccia da tutte le vostre immondezze» (Ez 14, 6). Rivolgete il vostro cuore a Dio, che è Creatore e desidera essere Padre di ogni persona, anche di quelle non ancora battezzate, e di quelle battezzate ma ricoperte del fango del vizio e del sangue e delle lacrime delle loro vittime.
Dio è Amore e ama ogni persona. Svegliatevi, aprite finalmente il cuore a Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo, e a Maria Santissima, Madre di Dio e dei cristiani, Madre della purezza.
Non continuate a indurire il vostro cuore fino all’impenitenza finale, che sarebbe l’ultima follia possibile, l’ultimo dei peccati contro lo Spirito Santo. E per guadagnare cosa? I tormenti eterni dell’inferno, quando adesso, per un vostro, un tuo, un mio sì, abbiamo il Paradiso e la gioia eterna alla nostra portata. Ma solo in questo momento, perché quanti altri momenti durerà la nostra vita non possiamo saperlo. Dio solo sa.