Radio Spada, associazione e sito internet molto pregevoli, ha ripreso con un certo dispiacere una spiegazione data recentemente dal Cardinale Burke riguardo alla Fraternità San Pio X. Era il 15 luglio 2017 e il Cardinale stava parlando in una conferenza svoltasi a Medford, negli Stati Uniti.
La notizia originale viene proprio dal sito della Fraternità, che offre l’audio e la trascrizione delle parole del Cardinale americano.
Ciò che possiamo leggere, in realtà, riguarda molto da vicino tutti noi, e ci aiuta a rispondere a domande come: Cosa dobbiamo fare nel tempo dell’apostasia dentro la Chiesa? È lecito, per qualsiasi motivo, ordinare Vescovi contro l’autorità del Papa? Fino a che punto dobbiamo portare la croce dell’obbedienza, anche come fedeli? Abbiamo sicure alternative al decadimento generale?
Tutto questo, però, senza dimenticare che la Fraternità San Pio X è ineccepibile nella fedeltà alla dottrina cattolica, e proprio per questo vorremmo che la divisione si ricomponesse.

TRASCRIZIONE:

MODERATORE: È possibile, in qualche caso, partecipare e ricevere la Comunione in una liturgia della Fraternità San Pio X? Se non ci sono altre messe ben celebrate a distanza ragionevole. Può questo soddisfare l’obbligo della domenica?
[L’Arcivescovo Sample, che era pure sul palco, rinvia al cardinale Burke.]

CARDINAL BURKE: Nonostante le varie argomentazioni che circondano la questione, il fatto è che la FSSPX è in scisma sin da quando l’Arcivescovo Marcel Lefebvre ha ordinato quattro vescovi senza il mandato del romano pontefice.
Quindi non è legittimo partecipare alla Messa o ricevere i sacramenti in una chiesa sotto la direzione della FSSPX.
Detto questo, all’interno della generale confusione della Chiesa, è entrata anche la presente questione in quanto il Santo Padre ha dato ai sacerdoti della FSSPX la facoltà di celebrare validamente matrimoni, leciti e validi. Ma non esiste una spiegazione canonica a questo, è semplicemente un’anomalia.
Così per Papa Benedetto XVI, prima della sua abdicazione, tolse la scomunica dei quattro Vescovi che erano stati ordinati senza il mandato pontificio, benché essi non fossero nelle condizioni per esserne sollevati; è come se uno desiderasse ritirarsi dalla sua contumacia ed essere riconciliato con la Chiesa, ma che poi in realtà non desse seguito a questo desiderio; tutto ciò ha aggiunto qualcos’altro alla loro anomala situazione.
Non sono più scomunicati, ma non sono neanche in una regolare comunione con la Chiesa Cattolica.
E così l’intera cosa è divenuta molto complicata, credo comunque che non sia un buon segno ricevere sacramenti nella FSSPX, perché non li aiuta, ma anzitutto perché i loro sacramenti non vengono celebrati lecitamente. Sono certamente validi, non c’è dubbio che i sacerdoti siano validamente ordinati, ma tutto il contesto è contrario alla comunione con la Chiesa. Dobbiamo invece incoraggiare i membri della FSSPX a riconciliarsi con la Chiesa.
(Padre) Saguto può confermare tutto ciò. Così è stato sia a Lacrosse che a St. Louis: dove vi era l’apostolato dell’Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote per quelli che desideravano i riti della Chiesa secondo l’uso antico, molte persone che andavano dalla FSSPX, sono state riconciliate e sono tornate nella Chiesa.
Se invece semplicemente andiamo a quelle Messe [della FSSPX] e così esse continuano ad essere celebrate, quale incoraggiamento diamo loro per riconciliarsi con la Chiesa?

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