Dopo la notizia shock che il Papa ha riservato una pubblica reprimenda ad uno dei suoi principali collaboratori: il Cardinale Robert Sarah*, un giovane che, come tantissimi suoi simili, in silenzio prega e offre la sua sofferenza di “vocato” per il trionfo del Cuore Immacolato di Maria, “a caldo” ha scritto:
AC

Ormai è evidente che sulla Liturgia,
fonte di Vita per il popolo di Dio,
si sta svolgendo una battaglia decisiva.

Ai mass media generalisti nemmeno interessa, mentre chi vive la fede con sincerità di cuore sa che nella Santa Messa risiede la ragion d’essere della Chiesa.
E il fatto che Papa Bergoglio e il cardinale Prefetto Sarah siano su due posizioni opposte, indica il delinearsi ormai conclamato di due schieramenti.
Non possono chiamarsi né fazioni, né correnti, né modi di pensiero perché sulla fede non ci sono mezze verità: solo Una ve ne è, ed è Cristo!
Impossibile non accorgersi che il modus operandi del Papa è esattamente l’opposto di quanto farebbe un padre buono e ricco di misericordia: sui dubia riguardanti l’Amoris laetitia non risponde, perché questo significherebbe mettersi sotto la luce potente della Verità e sconfessare quattro anni di regno.
Attacca invece frontalmente un Cardinale Prefetto, con l’assenza di qualsiasi comunione o anche soltanto prudenza, e lo pone al pubblico ludibrio rendendo nota la dura reprimenda a lui indirizzata – se il tema centrale sono i migranti, come un martello che colpisce ogni giorno, perché tutta questa “dedizione” sulla Liturgia?
Questo atteggiamento è incomprensibile per i mass media, e di nessun interesse per tanti cattolici adulti.
Ma Papa Bergoglio è dovuto intervenire con virulenza sulla Liturgia, perché sa che lì si svolge gran parte del suo incarico ricevuto dalla mafia di San Gallo – concedere alle Conferenze Episcopali la facoltà di redigere i propri Messali è una decisione gravissima e temeraria per numerose ragioni:

1) cosa tra le più gravi, eliminare la Cattolicità della Chiesa, la sua missione universale. Questo provvedimento è l’anticamera di ben più gravi modifiche che, come affermano le Sacre Scritture, andranno a stravolgere il Sacrificio Eucaristico

2) attribuire alle Conferenze Episcopali un fondamentale ruolo nella gerarchia della Chiesa Cattolica.
Questo è però un falso: esse sono di per sé stesse puramente rappresentative, in quanto è il Vescovo l’unico Pastore della Diocesi, che in comunione con Pietro e sotto Pietro conferma nella fede tutto il popolo a lui assegnato

3) sottrarre a Pietro la potestà di decidere ciò che è conforme e ciò che non è conforme all’insegnamento di Gesù Cristo, infatti i Messali adottati da ogni Conferenza non saranno sottoposti a controlli stringenti

4) seppure indirettamente, far percepire a tutti i Sacerdoti che la Chiesa non è una realtà con un Capo e delle membra, ma che esistono molteplici chiese diversificate e riconosciute

5) accelerare la frammentazione e il distacco di tante parti della Chiesa Cattolica che per varie ragioni sono appese ad un minuscolo residuo di obbedienza, di ortodossia, di fedeltà.
Dando inizio in tal modo alla polverizzazione dell’Unica Chiesa Cattolica, per renderla simile alla babele dei gruppi protestanti

6) ogni popolo, può adattare il Messale in base alle proprie tradizioni e consuetudini, basando così la Celebrazione dei Sacri Misteri non su quanto comandato da Gesù, ma sulle sensibilità e sui gusti locali.
È l’uomo che si mette al centro, lasciando a Dio il ruolo di invitato

7) il Messale non è più il deposito immodificabile delle Parole di Nostro Signore, e non è più il dono di Grazia che Gesù ha voluto affidare ai Suo Ministri per il piano di Redenzione

8) agevolare e sdoganare non solo tutte quelle realtà della Chiesa che ormai apertamente hanno tradito e spezzato la Comunione con Roma, ma anche creare le condizioni affinché tutte quelle Diocesi che con fatica cercano di rimanere fedeli, non abbiano più le motivazioni per proseguire nella strada dell’ortodossia

9) significa che il messaggio di Cristo non è più lo stesso per tutti i secoli e in tutto il mondo, ma può subire variazioni e adattamenti come se le Sua Parola fosse assimilabile ai precetti di Buddha o Confucio

10) il Messale non è nella disponibilità di uno o dell’altro Vescovo, ma rappresenta il Mandatum immodificabile che Cristo ha affidato ai Suoi Ministri per la salvezza delle anime, in attesa del Suo ultimo e definitivo ritorno.
SB

*Il testo della reprimenda papale al Card. Sarah QUI

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