Durante un viaggio in Irlanda negli anni Duemila, abbiamo sentito cantare per la prima volta l’irlandese Tommy Fleming, anche se non dal vivo. Riascoltando su YouTube alcune delle bellissime canzoni da lui interpretate, in particolare ci ha colpito The Bright Blue Rose, La Rosa blu splendente. È musicalmente e poeticamente bella come un miraggio o un sogno, eppure parla di realtà soprannaturali e concrete. Qui si celebra la grandezza della Madonna e della preghiera cattolica per eccellenza, il Santo Rosario, con uno sguardo intenso al cammino della nostra vita.
Essendo questo un blog principalmente in italiano, riportiamo prima la traduzione nella nostra lingua, poi l’originale inglese e dopo ancora note e citazioni per far meglio comprendere il tutto. La traduzione è nostra, anche se magari un fine letterato potrebbe renderla ancor più bella. Chi può, è benvenuto…

La Rosa blu splendente

Passai rasente alle acque nere,
Senza una sola volta immergermi
Fino alle rive d’un mattino urbano
Che anela le prime luci molto, molto più
Di quanto le attendano i monti.

E Lei come uno spirito accanto a me,
Va giù con l’agilità di un delfino
E riemerge senza nozioni, onta o danno,
Poiché Lei è la creatura perfetta, naturale in ogni aspetto
E io sono lo strano soggetto con la pietra filosofale.

Coro

Per tutti voi che dovete scoprire,
Per tutti coloro che cercano di comprendere,
Per aver lasciato il cammino degli altri
Voi trovate una mano molto speciale.

Ed è una cosa santa,
Ed è un tempo prezioso
Ed è la sola via
Nontiscordardimé tra la neve
È sempre stato e così va
A meditare in eterno la vita e morte di Lui.

Coro

Per tutti voi che dovete scoprire,
Per tutti coloro che cercano di comprendere,
Per aver lasciato il cammino degli altri
Voi trovate una mano molto speciale.

Ed è una cosa santa,
Ed è un tempo prezioso
Ed è la sola via
Nontiscordardimé tra la neve
È sempre stato e così va
A meditare in eterno la vita e morte di Lui.

Una Rosa blu splendente oltrepassa in vita
Tutti quei duemila anni, e ancora va
A meditare in eterno la vita e morte di Lui.

The Bright Blue Rose

I skimmed across black water
Without once submerging
Onto the banks of an urban morning
That hungers the first light much, much more
Than mountains ever do.
And she, like a ghost beside me,
Goes down with the ease of a dolphin
And emerges unlearned, unshamed, unharmed
For she is the perfect creature, natural in every feature
And I am the geek with the alchemist’s stone.

Chorus
For all of you who must discover,
For all who seek to understand,
For having left the path of others
You find a very special hand.

And it is a holy thing
And it is a precious time
And it is the only way
Forget-me-nots among the snow
It’s always been and so it goes
To ponder his death and his life eternally

Chorus
And it is a holy thing
And it is a precious time
And it is the only way
Forget-me-nots among the snow
It’s always been and so it goes
To ponder his death and his life eternally

One bright blue rose outlives all those
two thousand years, and still it goes
to ponder his death and his life eternally

(Autore: Jimmy MacCarthy)

Note:

(1) La pietra filosofale è menzionata da San Luigi Maria Grignion de Monfort, il grande santo devoto della Madonna, nel suo Trattato della vera devozione alla Beata Vergine Maria. In quest’opera è un simbolo che rappresenta i tesori immensi dischiusi ai veri devoti di Maria Santissima. Per chi volesse approfondire, riportiamo sotto una spiegazione accurata tratta da un sito mariano.
(2) L’autore è un cantautore irlandese di fede cattolica. È nato nel 1953. Più sotto potete leggere il suo racconto di come ha scritto The Bright Blue Rose. In sintesi, l’Autore riferisce d’averla composta d’impulso, senza una chiara consapevolezza delle parole che gli venivano fuori. Quando però riuscì a mettere il punto all’ultimo verso, rese grazie a Dio.
(3) Ad ogni modo, l’intera poesia – così possiamo definirla, anche dal punto di vista musicale – è un’ode alla Madonna e al Santo Rosario, sia pure in forma allegorica e trasognata. “Rosa mistica” è uno dei titoli dati nelle Litanie Lauretane alla SS. Vergine, e qui si parla di una Rosa d’un blu o azzurro risplendente. Maria è la «creatura perfetta», l’Immacolata. Il Santo Rosario è una «cosa santa», il tempo che dura è «prezioso» e se pregato bene, la bellezza di ciascuna preghiera si staglia come un fiore su sfondo candido, come dei nontiscordardimé sul manto della neve. E nel Rosario si medita senza fine la vita e morte di Cristo Nostro Signore.
(4) Tommy Fleming, irlandese, classe 1971, è un cantante rinomato quantomeno in patria.

(1)
La Consacrazione alla Vergine SS. è, secondo san Luigi M. Grignion, il segreto della pietra filosofale… Cosa significa?

Uno dei più grandi profeti di Maria e spiriti veggenti che, nell’arco di questi duemila anni di Cristianesimo, hanno compreso e cantato il mistero di Maria, San Louis Marie Grignion de Montfort, nel suo Trattato della vera Devozione alla Beata Vergine Maria (che potrebbe essere definito icasticamente l’« appendice mariana della Sacra Scrittura ») scriveva: « Chi onora la propria madre – dice lo Spirito Santo – può essere paragonato a colui che tesoreggia. E cioè, colui che onora Maria, la propria madre, fino a sottomettersi a lei e ubbidirle in ogni cosa, diverrà ben presto ricchissimo, poiché col segreto di questa pietra filosofale andrà radunando ogni giorno nuovi tesori: “Chi riverisce la madre, è come chi accumula” » (§ 156).

Il Montfort definisce la consacrazione a Maria « segreto della pietra filosofale ». In questa espressione, al di là di qualche piccola conoscenza che il Santo poteva avere del mondo dell’alchimia, rinveniamo il lampo del genio e l’afflato del mistico. Perché, infatti, paragonare la consacrazione a Maria al « segreto della pietra filosofale »? Per capire a cosa stava pensando san Luigi è necessario, innanzitutto, sapere cosa questa sia.

La pietra filosofale, secondo la tradizione alchemica, sarebbe un amuleto capace di risanare la corruzione della materia con tre proprietà straordinarie: a) fornire un elisir di lunga vita: costituendo infatti la panacea universale per qualsiasi malattia, rende immortali i suoi felici possessori: b) trasmettere l’onniscienza, ovvero la conoscenza assoluta del passato e del futuro, del bene e del male (motivo per cui è stata battezzata con l’appellativo di “filosofale”); c) conferire, infine, la capacità di trasmutare in oro i metalli vili.

Lasciamo, al di là di fantomatiche leggende, il posto alla realtà. Che la Consacrazione è il vero segreto della pietra filosofale significa, fondamentalmente, tre cose:

Essa è prima di tutto il segreto dell’immortalità spirituale, con allusione all’ « albero della vita » (cf Gen 2, 9) nel Paradiso dell’Eden il cui frutto dava all’uomo il potere di non morire. L’immortalità conseguente ad una vita di autentica consacrazione a Maria rende immuni dai velenosi morsi del serpente infernale, proteggendo e scongiurando la morte dell’anima la cui vita è di continuo insidiata dal « pungiglione del peccato » (cf 1 Cor 15, 56) con cui egli miete vittime in tutto il mondo.

La Consacrazione rivela anche il segreto della perfetta Scienza e della eterna Sapienza: da un lato, per mezzo di essa, la Vergine Santa nutre i suoi consacrati col vero frutto dell’ « albero della scienza del bene e del male » (cf Gen 2, 9), ossia la Verità sul mistero di Dio, dell’uomo, del mondo, del bene e del male. I sigilli del libro di cui si narra al capitolo 5 dell’Apocalisse sono infranti, dissigillati da questa buona Madre per i suoi consacrati che scandagliano le profondità di Dio. Assistiti da Maria giungeranno a una piena conoscenza dei misteri rivelati, del senso della loro vita e della storia, la cui penetrazione sarà tanto più profonda quanto più sincera e generosa sarà la donazione alla loro Sovrana e Mediatrice. Questa scienza che Maria concede ai suoi figli non è frutto di difficili studi teologici ma un dono soprannaturale per mezzo di cui ai prediletti della Vergine viene data una capacità intuitiva di discernere il bene e il male, di separare la luce dalle tenebre, la verità dalla menzogna cosicché sappiano tenersi lontani da quei luoghi e da quelle persone che, apertamente o subdolamente, mettono a rischio la loro purezza di mente e di cuore e, di conseguenza, la salvezza eterna della loro anima immortale.

Infine la Consacrazione a Maria è il segreto della vera ricchezza, conferendo uno spirituale potere per cui il consacrato è abilitato a trasformare in oro ogni sua azione e arricchirà di meriti, di grazia e di gloria secondo una proporzione tale che lingua umana non può dire. E’ come una « celeste alchimia » che trasforma il ferro grezzo della propria insufficienza e nullità in offerta preziosa sempre gradita a Dio perché presentata all’Altissimo dalle mani immacolate di questa Santissima Madre.

Se il « segreto » di questa « pietra filosofale » è così prezioso, come si può facilmente intuire, conviene davvero scoprirlo. Dio ha voluto attribuirgli uno speciale potere in questi ultimi tempi. In essi, davanti a un poderoso scatenamento degli imperi delle tenebre, conveniva che Egli offrisse all’umanità rimedi eccellenti e proporzionati alla necessità, perché si salvi da questa tempesta anticristica che percuote il mondo e la Chiesa.
Nei prossimi articoli di questa rubrica proverò, allora, ad offrire una riflessione e una contestualizzazione in chiave profetica di questo meraviglioso segreto donato da Dio agli uomini come il mezzo per eccellenza per resistere, oggigiorno, nella vera Fede e nell’autentico spirito cattolico.

Fonte

(2)
Segue la citazione da Jimmy MacCarthy, solo nella lingua originale inglese.

The Bright Blue Rose

I skimmed across black water
Without once submerging
On to the banks of an urban morning
That hungers first light much, much more
Than mountains ever do
And she, like a ghost beside me
Goes down with the ease of a dolphin
And awakens unlearned, unashamed, unharmed
For she is a perfect creature
Natural in every feature
And I am the geek with the alchemist’s stone

Chorus
For all of you who must discover
For all who seek to understand
For having left the paths of others
You find a very special hand

And it is a holy thing
And it is a precious time
And it is the only way
Forget -me-nots among the snow
It’s always been and so it goes
To ponder his death and his life eternally

Chorus
For all of you who must discover
For all who seek to understand
For having left the paths of others
You find a very special hand

And it is a holy thing
And it is a precious time
And it is the only way
Forget-me-nots among the snow
It’s always been and so it goes
To ponder his death and his life eternally
One bright blue rose outlives all those
Two thousand years and still it goes
To ponder his death and his life eternally

On returning to Switzerland, I wrote like a man possessed. Something had changed in me. I just did not feel easy, I was lost in a deep pool and waiting for the river to rise, writing page after page of subconscious flow, with no idea what it meant. I returned home to my parents house and my health gave in. It was nothing life threatening; I was suffering from a condition that was the result of being run down. Still, I felt desperately ill and was in need of a reasonably simple medical procedure, so a hospital bed was booked.
This was during the notorious hospital cutbacks of that time in the 1980s. On arrival, the overnight bed was not available, and the surgical procedure was carried out on a trolley in a small storeroom, half full with cardboard boxes of medical supplies. An hour later, I was given a cup of tea and was told I could go. As I walked through Accident and Emergency towards the door, I felt faint and collapsed, but finding my feet as quickly as possible, I made my way to the reception nearby expecting to be whisked to care. They called for a taxi.
During the following week of recuperation, a songwriter friend, Martin Egan from Dingle, came to stay with us for a few days. On Good Friday morning he moved on, and on that same day, I had words with my father. I had been trying to shape my litany into a verse and was like a hair trigger.
After my disagreement with my father, I decided to head for Kenmare to some celebration or other but by Saturday evening in the Kenmare Bay Hotel I felt very ill, so I booked a room and checked in. Then a woman a healer who shall remain nameless, approached me and said ‘you look very unwell let me give you a blast’. We went to my room where she asked me to sit on a chair and take my shirt off. I felt unbelievable heat coming from her hands onto my back, even though she wasnt making any physical contact with me. Within twenty minutes or so I got a surge of energy. I returned to the celebrations where I sang four or five songs with Chris Meehan and his Red-Neck friends, if my memory serves me well. Before going to bed, this healer gave me one last blast and I awoke on Easter Sunday morning totally recovered. From the bedside locker, I picked up my ever-present notepad with the work in progress, and wrote the completing lines: ‘One bright blue rose outlives all those/Two thousand years and still it goes/to ponder his death and his life eternally’. I generally regard a chorus as a logical conclusion so picking up my guitar, I sang the chorus which came to me spontaneously, put it on paper and said, ‘Yes, there is a god and thanks be to God’
I sang it to the girls who came to do the room, and sang it at least another dozen times during the same day, sometimes accompanied by Joe Thoma on fiddle. I could dissect aspects of ‘The Bright Blue Rose’ and wax lyrical about its creation until the cows come home, but it happened exactly as i have described. It is a mysterious piece and nothing I could disclose would let you know any thing more about it, but I can honestly say, you will be glad when you sing it.

Fonte