Quali sono le vie che portano all’Inferno? Risponde un sacerdote

Quali sono le vie che portano all’Inferno? Sono molte e purtroppo molto frequentate. Dice Gesù: “Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa; quanto stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e quanto pochi sono quelli che la trovano!” (Mt 7,13-14). Ecco alcune vie di perdizione:
1. Perdere la fede e vivere come se Dio non ci fosse. Non pregare, non tener conto dei Comandamenti di Dio né dei richiami dei Sacerdoti. Disertare la Chiesa, profanare la Domenica. Non credere al Papa, alle apparizioni della Madonna o del Signore, ai loro “Messaggi”, etc.; vivere come se mai si dovesse rendere conto.
2. Crescere e vivere secondo il principio del piacere. Io faccio solo ciò che mi piace, ciò che mi dà gusto e soddisfazione. Voglio le mie gratifiche. I figli – dicono tutti – non bisogna farli crescere inibiti e complessati. Si devono lasciare liberi (di perdersi?)!
3. Lasciarsi teleguidare dalla Tv. Vedo cosa c’è. Vedo come ci si diverte. Guardo come fanno gli altri. Mi interessa la moda, mi piacciono gli spettacoli; voglio divertirmi; cerco cose interessanti, rilassanti, stimolanti… Voglio novità! Desidero tutto ciò che vedo! Non nego nulla ai miei occhi!
4. Non assumersi impegni di lavoro e di studio. La giovinezza – dicono in tanti – è tempo di spasso e divertimento. Se uno non si diverte, che bello c’è? L’impegno fa paura; il lavoro può aspettare. Voglio un lavoro che mi piaccia e mi dia molti soldi, dicono.
5. Fare vita notturna tra fumi, alcol e gente allegra. Le avventure e le persone più interessanti si trovano di notte. Il giorno si dorme e la notte ci si diverte. La droga e l’alcol, il fumo e le risate, la buona compagnia: questo voglio!
6. Sesso facile e convivenza; no alla verginità. Il sesso è un piacevole passatempo. Non serve a trasmettere la vita, se non per sbaglio. Bisogna fare molte esperienze e convivere con la persona amata, fin quando la cosa va. Poi si cambia. Si vive cercando l’amore!
7. Amore libero, aborto e divorzio se si vuole. L’amore deve essere libero: si sta insieme fino a quando conviene. Uno non deve essere costretto a stare con una persona verso la quale non sente più nulla. L’aborto poi, è scelta di libertà. È diritto della donna!
8. Darsi all’evasione, all’ebbrezza, alla lotteria, al gioco. La vita è troppo stressante. I soldi poi, non bastano mai. Bisogna uscire dai propri ruoli e tentare la sorte. Ci vuole fortuna nella vita! È bello essere ricchi, sani e fortunati per darsi alla gioia pazza. Altrimenti la vita è monotona. Voglio viaggi, turismo e spettacoli! Voglio qualcosa di forte, di eccitante: voglio lo sballo!
9. Non pensare mai che si deve rendere conto a Dio. È meglio non pensare a Dio, perché porta tristezza e angoscia. Probabilmente Dio non c’è. E se c’è, è certamente diverso da come dicono i preti. È un Dio che perdona tutti e sempre. Dio è grande! Non è grande la sua Misericordia?
10. Non soffrire mai e ammettere l’eutanasia. Il dolore e la sofferenza – si dice – sono i veri nemici dell’uomo. Bisogna evitarli con ogni cura. Se uno è malato e irrecuperabile, è meglio che si tolga di mezzo in maniera indolore. Perché soffrire? Non è umano!
11. Usare la bugia ed avere sempre ragione. Le bugie a volte servono. Non bisogna dire la verità, altrimenti gli altri ti ricattano. È meglio nascondere le proprie cose e non darsi mai per vinto, altrimenti ti calpestano. La menzogna è un’arma per saper vivere dove tanti vogliono vendere la tua pelle.
12. Pensare solo a se stessi e lasciar perdere gli altri. Se non ci penso io a me stesso, nessuno si ricorda di me. Voglio farmi una posizione forte e privilegiata, in modo da non avere bisogno di nessuno. Ognuno per sé. Non m’importa degli altri. Se non ci penso io per me, chi ci deve pensare?
13. Sapersi vendicare dei torti ricevuti. Chi perdona è un debole e presto gli altri gli metteranno i piedi fin sopra il collo. Bisogna farsi rispettare e dare le giuste lezioni a chi mi calpesta. La vendetta si serve fredda! C’è una vera soddisfazione nel vendicarsi.

“Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria… Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato. Anch’essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e
non ti abbiamo assistito? Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l’avete fatto a me. E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna” (Mt 25,31-32.41-46).

Fonte: Padre Giuseppe Tagliareni, Meditazioni bibliche sulle domande fondamentali, Avalon Libri. Libro scaricabile in formato pdf da questa pagina del sito internet Divina Consolatio – Opera della Divina Consolazione.