«Questa è la messa dei bambini». E facciamo come ci pare

Ieri, domenica 17 dicembre 2017, per certi motivi sono ricapitato nella chiesa di paese citata nell’articolo precedente.
Questa volta sono stato colto di sorpresa: la piccola chiesa era già gremita, con molti più bambini (figli unici, o… biunici?) del solito. Dalla baraonda generale si capiva che si sentivano tutti a loro agio in quel luogo di spettacolo.
Con uno sguardo ho potuto notare che il Tabernacolo non era stato rimosso per l’occasione tanto festaiola. Certo, scalzarlo dal muro sarebbe stata una faticaccia. Comunque nessuno sembrava preoccuparsi per il fatto che restava là. Sono persone tolleranti, dopo tutto. Non si tratta dei fondamentalisti denunciati dai campioni  della misericordia.
Durante la Messa, una donna in piedi poco dietro di me lasciava che la sua bambina incosciente, vestita in minigonna, corresse avanti e indietro fra l’entrata e il presbiterio.
Dopo una decina di andirivieni, mi sono rivolto a Sua Onnipotenza Adulta, dicendole a bassa voce: «Signora, per favore, trattenga la bambina. Fa troppa confusione!».
Risposta di S.O.A.: «Questa è la messa dei bambini».
Replica (un po’ difettosa): «È la Messa di tutti, non solo dei bambini».
Bisognava piuttosto lanciare una domanda: «E la Messa cos’è?». La replica data rimane sul piano umano. Pazienza. Sbagliando s’impara. Dio apprezza chi cerca di far bene, pur zoppicando un po’.
Per qualche minuto S.O.A. ha fatto continuare le corse della bambina, poi sono sparite entrambe.
Quasi precisamente alla mia destra, di là dallo strettissimo corridoio, c’era un’altra Maestà Umana Incontenibile, con un’altra povera bambinella, questa in pantaloni, che la M.U.I. ha lasciato correre per tutta la Messa, compresa la Consacrazione, parlandole ogni tanto per dirle Quello Che Andava Detto.
A questo punto concludo con un’espressione sicuramente riuscita, anche perché non è farina del mio sacco: «O Dio, vieni a salvarci. Signore, vieni presto in nostro aiuto!».