Stanno abolendo gli inginocchiatoi da chiese e santuari. Segno dei tempi

Nella Basilica di Loreto sono arrivati nuovi banchi senza inginocchiatoi.
Ormai da diversi anni a questa parte questa tipologia di acquisti sta diventando una moda.
Chi scrive, un giorno, visitando una nuova chiesa (peraltro bruttissima, come si è soliti progettarle in questi anni) costruita a Piana Romana, presso Pietrelcina (un luogo dove san Pio da Pietrelcina ricevette le stimmate spirituali) notò che i banchi erano tutti sprovvisti di inginocchiatoi. Chiese spiegazione ad un frate lì presente, che rispose: “Questa non è una chiesa, è un’aula liturgica!”.
Questi sono i tempi, purtroppo.
Ma perché gli inginocchiatoi danno oggi così fastidio?
Non si tratta ovviamente del fatto che occupano più spazio. La ragione è diversa. Se ci si riflette sta proprio nella risposta che diede quel frate: aula liturgica.
Oggi le chiese non devono essere tanto chiese, ma aule. La chiesa implica il concetto di luogo con una Presenza, l’aula invece il concetto di luogo per riunirsi. Una chiesa vuota, rimane chiesa, perché c’è Lui, c’è Dio in Corpo, Sangue (anche nell’Ostia c’è il Sangue!), Anima e Divinità nel Santissimo Sacramento; ma un aula vuota non è più nulla, a causa del suo essere vuota in quanto la sua ragion d’essere è solo nell’accogliere un’assemblea.
Dunque, l’accento si deve spostare dall’adorazione alla partecipazione. La liturgia non deve più fondarsi sull’adorazione, bensì sulla partecipazione, non più sul ricevere, ma sul dare.
Quando si riceve, la posizione più naturale è inginocchiarsi o tutt’al più inchinarsi; quando invece si dà, la posizione più naturale è quella di rimanere in piedi.
Insomma, tutto questo rientra logicamente in quella famosa svolta antropologica che segnò la riforma liturgica. Dalla centralità di Dio alla “centralità” dell’uomo. L’uomo, perfettamente consapevole della sua dignità, non dovrebbe più inginocchiarsi dinanzi a Dio, perché -udite, udite- Dio non vorrebbe più questo.
Ora, oltre al fatto che l’uomo diventa veramente grande quando si inginocchia e non quando stupidamente allarga le spalle o gonfia il petto, perché solo inginocchiandosi dà ragione coerentemente al suo essere che è segnato inevitabilmente dall’esigenza di invocare… oltre a questo-dicevamo- è un’illusione credere che l’uomo possa essere talmente maturo da non doversi più inginocchiare. L’uomo quando non s’inginocchia più dinanzi a Dio, finirà con l’inginocchiarsi dinanzi agli idoli: il potere, le mode, il mondo… Ciò che purtroppo sta capitando a tanti cattolici e a tanta sedicente cultura e teologia cattoliche ormai da molti anni a questa parte.

Riprendiamo anche un bel commento all’articolo:

Massimo | 12 gennaio 2018 at 12:24
Nemmeno nella nuova “sala” del Santuario del Divino Amore, riferimento storico della devozione dei romani alla Madonna, ci si può inginocchiare. Tra l’altro la “saletta” del Santissimo è collocata distante e alle spalle dell’“aula liturgica” in cui si svolgono le celebrazioni e nemmeno lì è previsto l’inginocchiatoio… Ormai sono anni che impongono ai fedeli un atteggiamento di rifiuto e di allergia al Sacro e alla Presenza Reale. E le persone divengono sempre più tiepide e rifugiate nell’intimismo di una religione soggettiva e ininfluente per la salvezza di nessuno. E appunto nessuno si lamenta, ne dice nulla, forse in nome di un travisato spirito di obbedienza. Perché poi alla fine a tanti piace rimanere schiavi del proprio personalissimo atteggiamento di culto che non esce dall’orizzontalità di un atto meramente umano e quindi non redentivo. Vedo e conosco molti pseudo-credenti che vanno a messa a parlare e stare insieme al loro privatissimo Gesù. E ogni Gesù Cristo è diverso da quello dell’altro ed ha idee diverse sul bene e sul male, anzi ha sempre le tue stesse idee…E comunque guai a dire nulla, nemmeno se lo fai con dolcezza e rispetto, che ti fanno rispondere dal prete, che ovviamente non sa più ne parlare ne star zitto, perché non sa… “manco più le basi del mestiere”.

Fonte

Nella foto: il Santuario di Loreto con i nuovi banchi senza inginocchiatoi.

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