Contemplare la bellezza

Se ci pensiamo, è meglio contemplare e amare profondamente la bellezza, o volerla anche toccare e consumare, in cerca del piacere sensuale?
Certo il Matrimonio deve essere consumato, ma il fine primo, più alto e sublime di questo è la procreazione. La procreazione è l’Amore infinito di Dio che dona la vita attraverso l’amore degli sposi. Gli sposi stessi donano la vita, se è vero che il loro amore è gioia per ogni figlio che nasce.
Ci sono diversi motivi per preferire la contemplazione della bellezza dell’amata o dell’amato, al desiderio sensuale della sua bellezza.
Intanto, come insegna fra gli altri Giovanni Paolo II, del coniuge vanno amati non solo l’anima, ma anche il corpo. Sì, il corpo della persona che si è sposata deve ricevere il nostro amore. Così anche eventuali difetti vengono visti in una luce nuova, con uno sguardo d’amore che li rende graditi perché amiamo l’intera persona, anima e corpo.
Contemplare la bellezza della persona amata, e accarezzarla e baciarla castamente, invece di toccarla per ottenere il piacere sensuale, dimostra l’amore più puro e nobile. Com’è grande l’amore di un uomo che s’inchina a baciare la mano della sua sposa e prova una tenera riverenza per lei!
Il godimento sensuale della bellezza, anche se è lecito nel Matrimonio, si trova al livello più basso. La contemplazione casta e amorosa della bellezza si trova al livello più elevato.
Il godimento sensuale è di breve durata, mentre l’intensità del godimento puro e spirituale della bellezza non viene mai meno.
Godere della bellezza della persona amata contemplandola e amandola profondamente ci eleva non solo nei sentimenti, ma anche nei pensieri e nell’intelligenza di ogni cosa.
Mostrare allo sguardo dei propri bambini che ci si bacia sulla bocca, o ci si tocca con una certa sensualità, turba l’innocenza dei bambini e rischia di far perdere loro la purezza. Invece due sposi che si contemplano nell’amore si mostrano innocenti agli occhi degli innocenti.
Se una donna comprende l’importanza di essere contemplata dal suo sposo nell’amore, eviterà la maschera del trucco, che spegne i riflessi spirituali del suo volto. E vorrà vestirsi da vera donna, evitando le mode sconce e ormai ritenute normalità, che sono quella di portare i pantaloni, imitando gli uomini, e quella di scoprire il corpo, in particolare petto, gambe e braccia.
Finché la sposa mostra allo sposo qualche nudità del suo corpo nell’abbigliamento, lo induce ad essere meno spirituale, nobile e riverente verso di lei. La situazione dell’umanità di oggi dipende molto dal fatto che la donna non pensa più a imitare Maria Santissima, che è l’unico e sublime modello di ogni donna cristiana.
Gli sposi che si contemplano nell’amore, leggono sul volto l’uno dell’altra cose meravigliose e segrete.
Non bisogna pensare però che tutto il bene fin qui detto sia umanamente possibile. Si tratta di un dono che gli sposi avranno solo se mettono Dio al centro di ogni loro pensiero, parola, decisione. Ci vuole inoltre una profonda devozione a Gesù nell’Eucaristia e alla Madonna, Madre di Dio e dei cristiani e Madre della purezza.