Oggi, domenica 4 marzo 2018, si decide alle urne il destino dell’Italia. Vedremo quanti avranno votato secondo verità e giustizia. Speriamo vivamente che tanti scelgano il Popolo della Famiglia, per salvare l’Italia dalla dittatura ancora più feroce che gli altri politici hanno già annunciato.
In questo giorno, sarà utile riflettere un momento sull’unità degli italiani. Voi, cari lettori, vedete unità fra gli abitanti del nostro Paese? E non solo tra Nord, Centro e Sud, ma anche all’interno di una di queste aree, e poi di una regione, di una città, delle famiglie?
I politici che occupano le più alte cariche dello Stato, nei loro discorsi ci hanno abituati a sentirli parlare di Italia unita e della sua storia. Eppure mai, come con questi politici, magistrati, giornalisti, intellettuali, e questa gente comune da cui ricevono il potere, siamo stati così disuniti.
Senza la fede cattolica veramente e concretamente vissuta, popolo e pastori diventano «ciechi e guide di ciechi» (Mt 15,14). Il popolo si è ridotto a una massa che si lascia prendere in giro dai cattivi pastori, politici e spirituali.
In fondo, la massa e i suoi burattinai sono pienamente d’accordo su una cosa: il peccato, su cui basare la propria vita pensando di poter avere un futuro.
La decadenza dell’Occidente è iniziata verso il finire del Medioevo, che è stato l’era della civiltà cristiana. Da noi la situazione è precipitata quando Napoleone con le sue truppe invase l’Italia, portando nei nostri confini il marciume della Rivoluzione Francese. Ma più ancora, è stata decisiva l’aggressione sanguinaria di Cavour e del suo Regno di Sardegna, che versava in condizioni di bancarotta, contro gli altri Regni d’Italia, con la complicità della massoneria italiana e internazionale.
In particolare furono attaccati lo Stato Pontificio e il Regno delle Due Sicilie, allora più fiorente di tutto il Settentrione. Fu il cosiddetto Risorgimento, tanto celebrato dalla propaganda diffusa fuori e dentro le scuole.
La successiva storia dell’Italia è stata dominata dagli atei e dalla massoneria, in un’alleanza che ha conosciuto solo la parentesi del fascismo, peraltro responsabile del coinvolgimento nella seconda guerra mondiale.
Dall’unità politica dell’Italia ad oggi, i potenti hanno sempre più corrotto il popolo, fino a trasformarlo nella massa che dicevamo. All’inizio è stata necessaria la violenza, ma oggi bastano le menzogne dei burattinai per avere il consenso e il voto della massa.
Il successo politico della Lega Nord è lo specchio della disgregazione morale e spirituale degli italiani. Si è caduti talmente in basso da pensare che l’Italia debba essere divisa in due, solo in base alla produttività economica. È una forma di idolatria del denaro, di egoismo e di materialismo. Si finge di ignorare che la ripresa finanziaria ed economica del Piemonte (Regno di Sardegna) fu realizzata depredando i beni della Chiesa e il Regno delle Due Sicilie, che venne ridotto a una condizione di prostrazione tale da non potersi più rialzare.
Se i pastori, politici e spirituali, s’impegnassero a far rinascere la fede cattolica in mezzo agli italiani, la nostra nazione risorgerebbe meravigliosamente, da ogni punto di vista, anche quello economico.
Invece, noi uomini e donne di buona volontà ci siamo ritrovati, fino alle elezioni di oggi, a fronteggiare l’ostinazione di tanta gente che è pronta a votare per chi vuole condurci alla società più anticristiana che sia mai esistita.
Ma non siamo soli. Dio è con noi, non con gli ostinati. E con il suo piccolo resto di fedeli, devoti e consacrati a Maria Santissima, Dio rifarà nuove tutte le cose. Pazienza se dovremo passare per la grande tribolazione, causata da chi dice ancora di no alla verità e alla giustizia.

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