Ieri sera, 5 marzo, il pregevole sito Radio Spada ha pubblicato un’analisi delle elezioni a cura del Prof. Massimo Viglione, accademico di spiccata intelligenza, coscienza critica e simpatia. Chi vuole può leggerla qui.
Il Prof. Viglione, da studioso ed esperto, rileva diverse mancanze commesse dalle varie forze politiche. In particolare, denuncia l’immigrazionismo, che come i lettori sapranno ha portato in Italia oltre 500.000 clandestini, mantenuti dallo Stato al posto di tanti italiani bisognosi, e pensiamo in particolare a quelle donne e ragazze che devono affrontare una gravidanza o la nascita dei loro piccoli senza avere mezzi per nutrirli e crescerli.
Quando passa a parlare del Popolo della Famiglia, il Prof. Viglione osserva che tale movimento «vuole difendere a spada tratta la vita, la famiglia, la retta sessualità…», tuttavia è troppo legato alla CEI, la Conferenza dei Vescovi italiani che in genere oggi non mostrano la necessaria integrità e vigilanza, eccezioni a parte. Inoltre il Pdf concede qualcosa all’immigrazionismo e si rifà all’esperienza superata della Democrazia Cristiana.
Tutto vero, caro Professore. Ma questo era chiaro in partenza, e personalmente ho lottato per far conoscere e votare il Popolo della Famiglia. Infatti, risultava pure chiaro in partenza, a meno di non volersi accecare e rendere sordi, che il Popolo della Famiglia era l’unica formazione politica decisa ad abolire aborto, unioni civili (e omosessuali) ed eutanasia (biotestamento), e a dare un forte sostegno economico alle mamme che decidessero di dedicarsi ai figli e non al lavoro.
Dobbiamo riconoscere che la Democrazia Cristiana è una realtà fallimentare del passato. Tuttavia mentre la DC negli anni Settanta diede all’Italia, stando al governo con la sinistra, le leggi infernali del divorzio e dell’aborto, il Popolo della Famiglia per cominciare era ed è determinato a ottenere il riconoscimento della capacità giuridica del concepito, e a difendere in qualsiasi caso la sacralità della vita.
Purtroppo ha prevalso la logica dell’egoismo degli adulti in buona salute, ai quali non importa niente dei bambini che vengono ancora uccisi nel grembo materno, o dell’oltraggio alla sacralità del Matrimonio cattolico, o dei malati che lo Stato ateo-massonico invita a farsi ammazzare, obbligando i medici a farlo, a meno che non abbiano ancora un rimasuglio di coscienza.
La scelta non doveva essere tra comodo o non comodo, tra interesse o meno interesse, ma tra bene e male, tra vita e morte, tra sprofondare ancora di più nel baratro e ritrovare la speranza per noi stessi e il nostro Paese.
Invece, ha prevalso l’egoismo che porta alla rovina completa, dando alla Lega Nord e al M5S la legittimazione per continuare a farci del male.
La Lega Nord, insieme agli altri partiti del centrodestra, ha favorito le leggi contro la vita e la famiglia, con l’assenteismo e dei voti favorevoli al momento di votarle. E ora la Lega Nord chiede di costringere le donne al servizio militare o civile, e di riaprire i bordelli dove le donne si possano vendere.
Perché non mettiamo in evidenza tutto questo? Forse non rappresenta l’agonia di una nazione che non ha più niente di cristiano? O forse siamo diventati dei cristiani comodi, che si voltano dall’altra parte invece di accogliere e difendere il loro prossimo?
Mentre c’erano degli italiani, per lo più cattolici e credenti, che affrontavano anche il freddo e la neve per propagandare la vita e non la morte, tanti altri andavano ripetendo la storiella che il Popolo della Famiglia avrebbe preso solo «l’1-2 per cento». E la loro è stata una vera e propria lotta perché si arrivasse a questo risultato.
Il cosiddetto voto utile è servito solo a confermare al potere i politici già esistenti. Votare il Popolo della Famiglia sarebbe stato l’unico modo per consentirgli di governare con quelli del centrodestra e obbligarli a difendere la vita e la famiglia.
Purtroppo non esistono soltanto i cristiani apostati che mandano a dire a Cristo Signore: «Non vogliamo che costui venga a regnare su di noi» (Lc 19,14), ma ci sono anche i servi infedeli che seppelliscono il loro talento perché non frutti. L’idea di veder rinascere la speranza, in fondo, li turba e li spaventa.
Queste elezioni sono state un grande no all’etica cristiana, a Cristo e alla sua Legge eterna. Spero che ce ne renderemo conto adesso, prima di essere travolti nella corrente che quasi tutti abbiamo favorito.