Questa sgangherata globalizzazione, nata malamente alla fine degli anni Novanta, ha messo nelle mani dei cinesi una quantità enorme di strumenti per mettere in ginocchio la nostra economia.

Sono regole che vanno cambiate con urgenza perché consentono alla Cina dei vantaggi competitivi devastanti. Potevano avere un senso quando avevamo di fronte un paese povero ed arretrato. Adesso dobbiamo competere contro una gigantesca corazzata che si muove in modo implacabile. Bisogna apportare con la massima urgenza dei correttivi, perché stiamo per essere investiti da un gigantesco tsunami e una volta passato ci troveremo in mezzo alle macerie.

I media in queste settimane trattano con grande allarmismo di dazi e di protezionismo. Indubbiamente questo è un argomento complesso ed è meglio prendere le distanze per chi lo affronta in modo superficiale. Infatti bisogna considerare il contesto nel suo insieme e non dimenticare che c’è una potenza economica mondiale che utilizza i dazi, protezionismo e dumping con grande astuzia.

La Cina pratica il suo protezionismo da molto tempo, con estrema disinvoltura favorendo sistematicamente i suoi “campioni nazionali” a scapito dei nostri interessi. In parte lo fa calpestando le regole anche se poi proclama di rispettarle. In parte sono le regole stesse ad essere anacronistiche e asimmetriche (Azione 12.3.18 Federico Rampini). Possono produrre senza assicurare tutele ai lavoratori, possono ignorare norme sull’inquinamento, possono cadere dalle nuvole quando si parla di diritti umani. Questi valori hanno un costo che si riflette sul prezzo dei nostri prodotti. Con il prezzo e non con l’innovazione, loro vinceranno sempre. Il risultato è evidente guardando la bilancia commerciale cinese. Nel mese di Febbraio le esportazioni sono cresciute del 44,5% su base annua. Le importazioni sono avanzate del 6,3%. Il balzo delle esportazioni è stato il più forte in tre anni (Finanza.com – Laura Naka Antonelli).

Le regole vanno riscritte. E bisogna sanzionare duramente chi gioca nel commercio internazionale una partita sporca. Bisogna farlo velocemente, perché ogni giorno che passa è un giorno guadagnato per loro ed è un giorno perso per noi.

Nel servizio di Milena Gabanelli (27.2.2018), si spiega chiaramente come sono abili i cinesi a sfruttare il commercio on line ed invadere i nostri mercati di prodotti falsi e scadenti attraverso Alibaba. Un gigante che ogni giorno processa 832 milioni di ordini e vale in borsa 450 miliardi.

Attraverso il commercio on line il falso cinese viene venduto in tutto il mondo senza che le aziende frodate abbiano alcuna possibilità di difendersi. Infatti il governo cinese e le sue leggi protegge questo sistema che consente di ottenere due vantaggi strategici fondamentali: rafforzare l’economia e le finanze cinesi ed allo stesso tempo indebolite il manifatturiero europeo ed americano.

Le leggi cinesi proteggono e tutelano queste pratiche. Allora cosa possiamo fare? Innanzitutto non comprare questa roba “Made in China”. Infatti il dumping sociale cinese costringe le nostre imprese ad abbassare i prezzi, di conseguenza non si possono alzare gli stipendi, si devono sempre piu’ erodere tutele e diritti dei lavoratori ed alla fine spesso chiudere. Questa è la contaminazione del modello cinese. Questo è il Paese che vorrebbe la leadership e riscrivere l’ordine mondiale secondo i propri principi. Ma quindi è questo il futuro?

Marzio Ammendola, 13/03/2018

Chi è Marzio Ammendola

Milanese, laureato in Scienze Politiche. Svolge la sua carriera nel settore automotive, prima in una società di fleet management e poi in Arval (BNP-Paribas) come responsabile della filiale clienti internazionali. Prosegue l’attività professionale come consulente commerciale e in questo ruolo entra in contatto con la Cina, approfondendo la conoscenza sia della realtà economica che sociale. Attraverso una partnership con una società di Shanghai sviluppa attività e progetti tra Italia e Cina. Nel 2017 decide di interrompere ogni tipo di business con la Cina, dopo aver compreso che tali attività avrebbero potuto ledere gli interessi italiani. Recentemente ha stretto una collaborazione con la Laogai Research Foundation Italia Onlus.

Fonte