Regina della Pace. Pensieri di un sacerdote

Siamo lieti di pubblicare un articolo che racchiude alcuni pensieri di un caro sacerdote, Don Felice Prosperi.

REGINA DELLA PACE

Sono tornato ieri da un pellegrinaggio a Medjugorje e mi sono messo sotto il manto della Regina della Pace. Oggi però sento rumori e leggo proclami di guerra, in primis quello del Presidente d’America, che vuole castigare il Dittatore siriano Assad, con il motivo che avrebbe usato armi chimiche, e minaccia il Presidente russo Putin di fargli provare le sue nuove e micidiali armi.

Cosicché acerrimi nemici di Trump sono diventati di colpo suoi fan appassionati e persone, come il sottoscritto, che avevano salutato con favore le sue scelte in difesa della vita, della libertà di espressione e di religione, sono ora costernate nel constatare quanto vano e futile è l’uomo, e quanto è pericoloso che la nazione più potente e armata della terra sia guidata in modo così sciocco.

Già Trump aveva fatto sparare missili potenti contro Damasco, procurando numerosi morti in una guarnigione di soldati, con lo stesso preteso diritto divino di punire chi fa il male.

Putin gli risponde che farebbe bene a usare le sue armi per combattere i terroristi e tutti pensano che questa volta non starà a guardare, ma manderà gli aerei russi a bombardare le navi americane, già stazionate sulla costa della Siria.

Si può prevedere che moriranno migliaia di soldati e che Trump reagirà sganciando una bomba atomica sulla Russia e Putin risponderà spedendone due in America e questo vuol dire che è scoppiata la Terza e ultima Guerra mondiale e che giungerà presto la Fine del mondo.

Seguirà il Giudizio Universale e forse molti, che non si sono convertiti dalla ‘passione di uccidere’, sprofonderanno all’Inferno eternamente, con verdetto infallibile e inappellabile del Signore Nostro Gesù Cristo, Re e Signore della Pace (“Dispiega, Dio, la tua potenza… disperdi i popoli che amano la guerra”: Salmo 67, 29… 31).

Forse la Regina della Pace ci dirà qualcosa sulla situazione e come comportarci, non solo da Medjugorie, ma da tanti altri luoghi del mondo dove sembra che Lei appaia e lascia i Suoi messaggi.

Attendiamo anche il pronunciamento accorato del Sommo Pontefice Francesco, il quale ha in precedenza invitato a pregare e digiunare per fermare la guerra in Siria e non può tacere ora, di fronte all’imminenza di una guerra generale, mondiale.

Dei politici italiani, l’unico finora ad avere parlato chiaramente, condannando l’ipotesi della guerra, è l’uomo di Destra, Matteo Salvini, il quale, se non dimostra di essere cattolico di per sé ostentando una corona del Santo Rosario e il libricino del Vangelo, testimonia un sano giudizio cristiano, in merito a ciò che è bene o male, su una materia morale e sociale come lo scoppio di una guerra.

Ora il Papa ha ribadito che il Demonio esiste (cfr. l’Esortazione Apostolica GAUDETE ET EXULTATE, nn. 158-165) e lo ha definito “un essere personale che ci tormenta”, e continua: “Non pensiamo dunque che sia un mito, una rappresentazione, un simbolo, una figura o un’idea. Tale inganno ci porta ad abbassare la guardia, a trascurarci e a rimanere più esposti. Lui non ha bisogno di possederci. Ci avvelena con l’odio, con la tristezza, con l’invidia, con i vizi. E così, mentre riduciamo le difese, lui ne approfitta per distruggere la nostra vita, le nostre famiglie e le nostre comunità, perché “come leone ruggente va in giro cercando chi divorare” (1 Pietro 5,8).

“La parola di Dio ci invita esplicitamente a ‘resistere alle insidie del diavolo’ (Efesini 6,11) e a fermare ‘tutte le frecce infuocate del maligno’ (Efesini 6,16). Non sono parole poetiche, perché anche il nostro cammino verso la santità è una lotta costante. Chi non voglia riconoscerlo si vedrà esposto al fallimento e alla mediocrità. Per il combattimento abbiamo le potenti armi che il Signore ci dà: la fede che si esprime nella preghiera, la meditazione della Parola di Dio, la celebrazione della Messa, l’adorazione eucaristica, la Riconciliazione sacramentale, le opere di carità, la vita comunitaria, l’impegno missionario”.

Qui si tratta della “guerra che scoppiò nel cielo” (Apocalisse 12,7) tra Satana e i suoi seguaci contro Michele e gli Angeli fedeli, e prosegue su questa terra: “Allora il drago si infuriò contro la Donna (la Chiesa, la Madre del Signore Gesù e nostra) e se ne andò a far guerra contro il resto della Sua discendenza” (Apocalisse 12,17).

Come dire, il Papa Francesco ha fatto un passo avanti e ha pronunciato una parola in più, ma non ha ammesso che questo “fallimento” è totale, quando e perché può procurare la Dannazione eterna all’Inferno, e non ha citato il termine ‘Inferno’ nemmeno con le parole della bocca della Madonna di Fatima, nel suo viaggio a Fatima.

Inoltre egli non “uccide con il soffio della sue labbra” (cfr. 2 Tessalonicesi 2,8) chi dà scandalo ai piccoli e si comporta quale Diavolo all’interno della Chiesa, come il Preposito generale dei Gesuiti Arturo Sosa, il quale ha affermato pubblicamente che il Demonio è un mito, in opposizione alla Dottrina della Chiesa, esposta da Bergoglio.

La Verità di Fede va affermata, ma anche confermata con la promozione della stessa e con la condanna dell’eretico che la contesta.

Siamo tutti mancanti, è vero, ma speriamo che non manchi alla Chiesa e al mondo il coraggio di intrepidi annunciatori del Vangelo, quando fa comodo o scomodo, quando ti lodano o ti mettono in prigione, ti promuovono ‘monsignore’ o ti sospendono “a divinis” (se sei Sacerdote), insomma: “annunzia la Parola, insisti in ogni occasione opportuna o non opportuna, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e dottrina” (2 Timoteo 4,2).

“Mi gridano da Seir: ‘Sentinella, quanto resta della notte? Sentinella, quanto resta della notte?’. La sentinella risponde: ‘Viene il mattino, poi anche la notte; se volete domandare, domandate, convertitevi, venite!’” (Isaia 21,11-12).

Convertiamoci e andiamo da Maria, e domandiamo la pace a Lei, Regina della Pace. Consacriamoci al Suo Cuore Immacolato. Ubbidiamo alla Sua Voce, che ci esorta ad ascoltare il Suo Figlio Gesù e a fare quanto Egli ci dirà (cfr Giovanni 2, 1-12).

“Parla, Signore, il tuo servo ti ascolta” (1 Samuele 3, 9).

“Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto” (Luca 1, 38).