Sulla prudenza di sacerdoti e religiosi nei nostri tempi

Cosa deve fare un prete o un religioso – Padre, frate, suora – di fronte alle eresie e persino all’apostasia che oggi nella Chiesa si manifestano più che mai? È lecito mettersi a rimproverare apertamente i propri superiori, in particolare dai Vescovi in su?
Vi è in Italia almeno un sacerdote, un prete, che ha fatto questo, e pur se quello che diceva rispondeva a verità, si è talmente esposto da attirarsi la scomunica da parte dei suoi superiori. Ora quel prete non può più occuparsi dei suoi parrocchiani, se non in modo clandestino. Si ritrova privato della parrocchia che guidava e non può nemmeno più celebrare Messa e confessare.
Avevo dei pensieri al riguardo, ma ho voluto confrontarmi con il Padre spirituale. Ho per lui una grandissima stima, sapendo che parla sempre a nome della Chiesa, e mai di se stesso. Ed il Padre mi ha confermato tutto quello che pensavo.
Il sacerdote, ma anche un qualsiasi religioso, ha una grande e grave responsabilità verso le anime che gli sono affidate. La santificazione e la guida delle anime sono uno dei suoi primi doveri, e guai se lo trascura.
Quando un sacerdote, per rimanere al primo esempio, si espone troppo e a furia di imprudenze finisce per essere privato della sua autorità, le anime che gli erano affidate si ritrovano abbandonate a se stesse. E allora, a che è valsa tutta quella agitazione, tutta quella denuncia?
Si viene meno al dovere del buon pastore, che, dice il Signore Gesù, «offre la vita per le pecore» (Gv 10,11). Per le pecore, non per un’attività ossessiva di denuncia, che non porterà niente di buono. Il pastore che commette imprudenze, abbandona le pecore, e come avviene per il mercenario che fugge, anche in questo caso «il lupo le rapisce e le disperde» (v. 12).
Il sacerdote deve e può dire sempre la Verità, e nient’altro che la Verità. Ma deve essere prudente, altrimenti finirà per non poter dire più niente. Il suo gregge, il suo popolo, la sua gente, può essere ammaestrata nella Verità, anche riguardo all’eresia e all’apostasia che vi sono nella Chiesa, senza bisogno di commettere imprudenze e di esporsi in modo pericoloso.
Pensiamo per esempio ai Francescani dell’Immacolata. Sono stati fatti a pezzi solo perché mantenevano la fede cattolica di sempre, con un fiorire meraviglioso di vocazioni in una Chiesa ridotta in macerie. Siccome erano rispettosi di ogni autorità e in particolare del tanto discusso Concilio Vaticano II, interpretandolo in continuità con la Tradizione, per distruggerli ci voleva un intervento eccezionale, ovviamente motivato da pretesti. E c’è stato.
Ora, se hanno trattato così una Famiglia religiosa irreprensibile da ogni punto di vista, figuriamoci cosa non possono fare a chi si metta apertamente contro i superiori.
C’è poi un’altra osservazione al riguardo. Quelli che perseguitano i Francescani dell’Immacolata, avrebbero tanto voluto che loro rifiutassero l’obbedienza e si mettessero fuori dalla comunione con la Chiesa. E invece no, questi giusti e santi religiosi rimangono nell’obbedienza, cercando di far fronte alle persecuzioni senza rompere la comunione.
I Francescani dell’Immacolata sanno bene qual è il loro dovere verso la propria Famiglia religiosa e verso le anime. La loro prudenza e carità è un esempio da seguire per tutti noi, clero e laici.
Può succedere al clero di doversi esporre anche solo un poco nella situazione attuale. Ma per comprendere se e quanto esporsi, bisogna sempre considerare attentamente le proprie responsabilità verso le anime e verso tutti. Ci vogliono equilibrio e prudenza.
I laici hanno certo più libertà di parola e azione, perché non devono sottostare all’obbedienza gerarchica. Ma anche i laici devono essere equilibrati e prudenti, perché anche loro hanno la responsabilità di raggiungere più anime possibili con l’annuncio della Verità.
Chiediamo dunque alla Madonna, Madre di Dio e di noi cristiani, la grazia di compiere sempre la volontà di Dio, e mai la nostra, perché siamo povere creature, nulla in noi stessi.
«Senza la tua forza nulla è nell’uomo, nulla senza colpa», dice la preghiera Vieni, Santo Spirito. E lo Spirito di Dio verrà e ci guiderà, se ci troverà umili e obbedienti.


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