di Emanuele Fardella

Da Goebbels al Congresso di Londra del ’53: così i Rothschild e i Rockefeller iniziarono a controllare le masse con le vibrazioni

New York, Londra – La musica ha sempre avuto un ruolo fondamentale nella vita degli uomini e nessuno può dirsi immune dal suo potere. La musica è una delle attività/arti che ha accompagnato la storia dell’uomo fin dagli albori e ognuno di noi ha sperimentato la sua influenza sull’umore, nell’amplificare o smorzare l’intensità di un’emozione, ma anche i suoi effetti sul corpo, dal battito cardiaco alla sudorazione. È stato chiaramente dimostrato che la mente umana può essere controllata e alterata dalla musica. Molti studi medici e scientifici hanno determinato i fortissimi effetti della musica sulla fisiologia e sull’anatomia umana. Oggi la musica continua ad assicurare vantaggi competitivi. Non a caso, nelle gare statunitensi, come la maratona di New York, è stato vietato l’uso di auricolari, perché la musica, proprio come il doping, altera le prestazioni e aumenta il rendimento. Quindi che la musica abbia una certa influenza sul nostro organismo è ormai noto da tempo. E quando si parla di musica non ci si riferisce ai testi bensì alla partitura e alla composizione.

La musica può influire sul corpo umano in modo subdolo e potente

La musica può influire sul corpo umano in modo subdolo e potente. Ma andiamo per gradi. Cos’è la musica? È un insieme di suoni composti da vibrazioni che vengono misurati in Hertz (Hz). Alcuni studi dimostrano che l’universo ha una frequenza armonica di 432 Hz, mentre la musica di oggi è intonata sui 440 Hz. Cosa significa? Significa che tutti gli strumenti musicali odierni sono accordati utilizzando un diapason a 440 Hz. Il termine diapason in musica ha diversi significati, ma comunemente indica uno strumento per generare una nota standard. Ogni organo del corpo umano ha una sua frequenza (multipli e sottomultipli del 432 Hz) che sembra si alteri in caso di malattia, mentre pare che la guarigione avvenga quando, sullo stesso organo, viene fatta risuonare la corretta frequenza di risonanza. Non è quindi un caso che nella musicoterapia venga utilizzata musica a 432 Hz perché studi medici dimostrano che può avere effetti benefici sulla persona favorendo la sincronizzazione cerebrale, il rilassamento, l’intuito. È efficace in caso di ansia, stress ed insonnia. Stimola la produzione di serotonina e riduce gli sbalzi d’umore.

La frequenza e il controllo mentale

Secondo studi specifici sulle vibrazioni e il loro effetto, è emerso anche che il suono a 432 Hz è collegato alla frequenza del “cuore” diversamente dalla frequenza a 440 Hz che lavora sul “cervello”(controllo mentale). Nel 1881 al Congresso dei Musicisti Italiani venne approvato, all’unanimità quello che è stato definito il “diapason scientifico” ovvero ascoltare, suonare e cantare musica utilizzando la frequenza di 432 Hz. In questo congresso emerse, infatti, che gli accordi e i brani a 432 Hz risultano più belli per l’udito, più morbidi, più luminosi, migliori degli stessi accordi generati a 440 Hz.

Da Verdi al diabolico intuito made in Rothschild/Rockefeller

Giuseppe Verdi nel 1884 scrisse una lettera indirizzata alla Commissione musicale del governo italiano in cui chiese di ufficializzare l’utilizzo del diapason a 432 Hz e fu accontentato con un decreto legge che rimase in vigore solo fino al 1939. Se i suoni a 432 Hz possono avere effetti benefici perché allora la nostra musica è tarata sui 440 Hz? Tutto risale a qualche anno fa, quando, tra la prima e la seconda guerra mondiale i Rotschild/Rockfeller scoprirono la potenza della musica e capirono che potevano attuare i loro piani criminali direttamente sulle popolazioni utilizzando l’influenza negativa degli Hz. Fu così che finanziarono studi avanzati con l’obiettivo principale di controllare la popolazione, arrecare stress emotivo e isterie di massa.

1936-1953 – Goebbels e il Congresso musicale di Londra

Poi, tra 1936 e 1939, il ministro della propaganda nazista Joseph Goebbels, notò che la frequenza a 440 Hz suscitava una forma di aggressività maggiore nei soldati. Così fece in modo che tutti gli strumenti modificassero da lì in poi, la loro accordatura a quella frequenza. Fu così che, in seguito, nel 1953 ad un Congresso di Musicisti a Londra si decise (pur non avendo nessun fondamento scientifico) che i 440 Hz dovessero essere l’intonazione internazionale, contrastando le leggi fisiche che regolano l’universo. La frequenza di riferimento mondiale a 440 Hz, su cui oggi tutta la musica è intonata, viene definita “disarmonica” in quanto limita il modo di pensare e di sentire delle persone, tenendole prigioniere di una certa coscienza. Le frequenze a 440 Hz infatti, disequilibrano i nostri emisferi cerebrali, alzando prepotentemente l’emisfero più razionale (sinistro) a discapito dell’emisfero intuitivo (destro) provocando stress, divisione, ansia… stati interiori perfetti per una eventuale manipolazione esterna. Al contrario il 432 Hz equilibra gli emisferi cerebrali portandoli a una condizione perfetta di armonia grazie all’equilibrio stabilito nel nostro cervello, di conseguenza non siamo manipolabili e possiamo sviluppare la nostra creatività unita ad una sana attenzione cosciente. Oltre a tenere in considerazione le frequenze utilizzate all’interno di una certa melodia, che influiscono inevitabilmente sul nostro corpo (positivamente o negativamente), bisogna porre attenzione anche all’utilizzo che si fa di determinata musica.

Terreno fertile per il controllo mentale

L’uso della musica a fini ipnotici è praticato da millenni in cerimonie magico-religiose, e come abbiamo già visto, le attuali ricerche confermano che la musica utilizzata in specifiche situazioni ha effetti rilassanti e benefici. Ma come ogni cura, ciò che in alcuni casi può far bene, in altri casi può far male. Si tratta, evidentemente, di individuare quei parametri che se variati possono trasformare una “cura” in un viaggio all’inferno. La musica può agire su di noi attraverso due dei cinque sensi, l’udito e la vista, influenzando un’unica parte del nostro corpo, la mente.

I profeti del controllo mentale che il mondo ha osannato

Negli anni ’60 Jimi Hendrix affermò: “Tu puoi ipnotizzare la gente con la musica, e quando essa si trova nel suo punto più debole puoi predicare al loro subconscio qualunque cosa le vuoi dire”. Nel 2003 Marilyn Manson dichiarò: “Non so se qualcuno sia riuscito a capire veramente quello che stiamo cercando di fare… cioè adescare la gente. Quando finalmente li avremo in pugno, allora inculcheremo loro il nostro messaggio”.

Stato di perdizione psicologica

Il professor Alain Busschaert (docente di pianoforte al Conservatorio dell’XI distretto di Parigi e all’École Normale de Musique) afferma che numerosi adolescenti sono in “perdizione psicologica” a causa di certi ascolti musicali: “Proprio per il suo carattere e la sua natura, la musica ci impregna, ci suggerisce, ci imprime e ci impone tale o talaltra emozione, tale forma di stato d’animo o di ispirazione. Che sia sapiente o primitiva, essa lascia il segno”. Ha inoltre dichiarato: “Un esame attento della Storia mostra che ogni innovazione negli stili musicali fu seguita invariabilmente da un cambiamento politico e morale. La musica agisce sul pensiero collettivo. Essa colpisce al tempo stesso consapevolmente e inconsapevolmente, mediante l’aiuto della suggestione e della ripetizione”.

Difficoltà di apprendimento e cambiamenti strutturali cerebrali

La musica accresce i nostri sensi, tocca le nostre emozioni e crea ricordi. La musica può arricchire la nostra vita in molti modi diversi, ma può anche essere pericolosa. Potrebbe non essere importante il fatto che si ascoltino attentamente o meno le parole; quelle messe in musica spesso si imparano e si ricordano facilmente. Non c’è da stupirsi se veniamo avvertiti di scegliere con cura la musica che ascoltiamo. Le nostre scelte musicali possono influenzare anche la nostra capacità di svolgere i compiti o di imparare. Due ricercatori hanno esplorato tale rapporto studiando gli effetti della musica e del ritmo sul sistema nervoso dei topi. Per otto settimane, un gruppo di topi ha ascoltato i valzer di Strauss in continuazione (musica altamente organizzata e regolare), mentre un secondo gruppo ha ascoltato suoni “disarmonici” sotto forma di musica rock. Un terzo gruppo è stato allevato in silenzio. Dopo otto settimane i topi sono stati posti in un labirinto e dovevano trovare il cibo. I topi del secondo gruppo vagavano privi di senso dell’orientamento — “una chiara indicazione del fatto che avevano difficoltà di apprendimento” — e hanno impiegato molto più tempo a trovare il cibo rispetto a quanto avevano fatto all’inizio dello studio. I topi esposti alla musica rock non avevano sviluppato soltanto difficoltà di apprendimento e di memoria ma avevano subito anche cambiamenti strutturali nelle cellule cerebrali.

In lotta contro il caos…

La diagnosi dei ricercatori è davvero interessante: “Crediamo che i topi stessero cercando di compensare il costante bombardamento di rumore disarmonico… Stavano lottando contro il caos”. Quale potrebbe essere il “caos” della musica moderna che ci impedisce di ragionare? Potrebbe riguardare il ritmo e le battute della musica (come nel caso dei topi) oppure le parole utilizzate o i messaggi presentati. Probabilmente entrambi! La società sta subendo un subdolo ma potente cambiamento: sta diventando sempre più permissiva per quanto riguarda le scelte dei propri svaghi. Il risultato è che la musica che è eseguita oggi dagli artisti più famosi sembra tendere maggiormente ad agitare le persone che a calmarle, più a eccitarle che a tranquillizzarle. La musica può avere effetti positivi divenendo la “migliore” medicina che esista ma può anche diventare uno dei “peggiori” veleni per il corpo e la mente.

Emanuele Fardella
(Copyright Qui Europa © 2014)

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