In un precedente articolo abbiamo detto che la solitudine è rimanere soli con se stessi, o stare in compagnia di altri, ma senza rivolgere lo sguardo a Gesù Cristo, nostra Via, Verità e Vita.
Solo il nostro rapporto sincero e profondo con il Signore Gesù sconfigge la solitudine. Solo Gesù, nella Trinità Divina e con Maria nostra Madre, può restare sempre con noi, abitare nel nostro cuore, nel profondo della nostra anima, e donare pienezza alla nostra vita.
Se osserviamo i Comandamenti e ci impegniamo nella preghiera, possiamo arrivare a sentire presenti dentro di noi Gesù e la Madonna, come pure ogni Persona della SS. Trinità.
Può però succedere che per un’incolpevole aridità spirituale (vissuta anche dai Santi) non riusciamo a sentirli in noi. Ma anche allora c’è una comunicazione, e la fede ci dice che la loro presenza in noi non viene mai meno.
Più spesso possibile, rivolgiamoci a Gesù o a Maria realmente presenti dentro di noi, e affidiamo a Gesù o a Maria, che ci porta sempre a Gesù, il nostro stato d’animo, quel pensiero, quella parola o quell’azione, che così diventano belli, puri e secondo la Volontà di Dio.
In Maria noi troviamo il modello più sublime di Madre e Donna, e la perfetta imitatrice di Gesù Cristo. Ci fa da Madre e insegna alle Donne la vera femminilità, tenendoci uniti al Signore Gesù.
Se siamo sinceri nella nostra fede, mettiamo sempre in mostra Gesù, non noi stessi. Facciamo di tutto perché lo sguardo delle persone, l’attenzione della loro mente e del loro cuore, si rivolga a Gesù, non a noi stessi.
Se noi stiamo in confidenza con Gesù e Maria, riusciremo a donarli agli altri, e non saremo più mendicanti di compagnia.
Sì, le persone hanno bisogno di pensare a Gesù e a Maria, non al nostro corpo, ai nostri vestiti, ai nostri presunti meriti, alle nostre sofferenze, al nostro prestigio mondano, eccetera. Mettere in evidenza queste cose è segno d’impurità del nostro cuore, è l’incapacità di rivolgere lo sguardo a Dio, unico vero fine della nostra vita. E purtroppo, dall’impurità del cuore si passa facilmente all’impurità del corpo.
Il corpo deve essere coperto castamente. Il volto è lo specchio dell’anima, e può riflettere la vita interiore con Gesù e Maria, se questa vita esiste. Il corpo invece ha un’attrattiva soprattutto sensuale, perché fa appello ai nostri sensi e ai nostri istinti.
Il fatto che la Madonna sia vestita come la vediamo nelle immagini di devozione non è una sua particolarità. Rappresenta invece il modo di vestirsi casto che le donne ebbero nella società ebrea antica, ma poi, per lunghi secoli, anche nella tramontata civiltà cristiana del Medioevo.
Ancora a inizio Novecento, del resto, le donne tenevano il corpo interamente coperto, se non erano donne mondane. E non si sarebbero mai sognate di portare i pantaloni, per scimmiottare gli uomini.
Il fatto che oggi uomini e donne si scoprano in pubblico non è normale, come siamo abituati a pensare. Quasi niente è normale nella società atea e anticristiana dei nostri tempi. Le sue leggi e i suoi costumi sono i più perversi della storia umana. Quel poco che è rimasto di normale è un ultimo, minuscolo residuo della civiltà cristiana, e vogliono eliminare anche questo.
Ma è la civiltà atea e anticristiana che è destinata a scomparire per sempre, perché Dio farà giustizia ai suoi fedeli e purificherà la terra da ogni sporcizia.
Il discorso vale anche per l’amore tra l’uomo e la donna. Più si ama e si cerca Dio, più si troverà felicità e consolazione l’uno nell’altra, e si potrà formare o far rinascere una vera famiglia cristiana.
Gli sposi che mettono Dio al primo posto donano consolazione e gioia ai loro figli, invece di ridurli alla disperazione, come oggi spesso succede.
C’è bisogno di uomini veri e di donne vere, e per diventarlo bisogna più che mai imitare Gesù e Maria.