di Nicola Arena / Sete di Giustizia

Mentre tutto scorre nell’indifferenza più meschina, vediamo quotidianamente bande di uomini scorrazzare per le vie dei nostri centri storici, distruggendo quel che incontrano nel loro avanzare. Il motivo per cui questa gente sia presente nel nostro territorio fu “candidamente” rivelato fin dal 2011 da Massimo D’Alema: “Nei prossimi venti anni – dichiarava – abbiamo bisogno di trenta milioni d’immigrati”.
Ovviamente parlava in nome della sua cerchia di amicizie, non certo in nome del popolo italiano. L’indignazione contro l’iper-immigrazione cresce di giorno in giorno; nel contempo in varie città italiane assistiamo a numerose proteste e violenze contro cittadini italiani da parte degli “ingestibili” ospiti forzati.
Il fatto che questa gente sfoghi tutta la sua rabbia contro di noi è inaccettabile, ma è ancor più inaccettabile il silenzio della magistratura e delle forze politiche di opposizione.
Non è possibile che in uno stato indebitato fino al collasso economico, dove migliaia di attività economiche muoiono ogni anno, lasciando a casa centinaia di migliaia di padri di famiglia senza un reddito né un salario, possano arrivare milioni di persone. Chi ha permesso ciò sono gli esponenti di una cultura della morte, della distruzione dell’ordine sociale.
Li possiamo identificare nei loro discorsi senza Dio, a favore dell’eutanasia, degli aborti, dei matrimoni omosessuali, della teoria gender nelle scuole, della libertà sessuale senza freni morali, e nelle manifestazioni organizzate come i gay pride.
Sono usciti allo scoperto “finalmente”! E sono gli stessi che hanno portato la nostra Patria nell’euro, facendoci vivere momenti bui inaspettatamente tristi. Questo tipo di Unione Europea, basata unicamente su una banca centrale privata che emette un’unica moneta rigorosamente a debito dei popoli del Vecchio Continente, non può essere e non deve essere l’unico paradigma di vita possibile. Non è accettabile perdere duemila anni di storia fatta di enormi sacrifici e conquiste sociali pagate a caro prezzo.
Chi opera per la distruzione delle radici culturali e religiose italiane ed europee sono persone che non amano il prossimo e dalle quali bisogna iniziare a difendersi prima che sia troppo tardi.

Quattro criminali malati di mente

Riprendiamoci le chiavi di casa per troppo tempo lasciate in mano a persone indegne di rappresentarci. Un politico è eletto per fare gli interessi del popolo, per questo è pagato. Invece i politici di qualsiasi schieramento di governo della cosiddetta seconda repubblica, hanno creato una spaventosa crisi di valori, confondendo con la menzogna la mente del popolo.
La Menzogna è amplificata dai mezzi d’informazione al servizio del crimine mondiale. Occorre una rivoluzione culturale unica nella storia, mai vista prima d’ora. È necessario che la gente non scenda in piazza per protestare confusamente ed inutilmente, ma si concentri a studiare le cause che stanno determinando l’invasione e la perdita della nostra Patria, della nostra sovranità.
Eravamo la quinta potenza mondiale economica negli anni sessanta e lo siamo stati fino agli inizi degli anni duemila. Abbiamo avuto eccellenze in tutti i campi produttivi, nelle scienze, nelle arti, nella letteratura, nella politica.
Possibile che un paese così glorioso debba finire nelle mani di quattro criminali malati di mente?
I mercanti di uomini al soldo delle cooperative rosse e delle ONG mondialiste hanno messo in moto la macchina organizzativa logistica, una sorta di ufficio di collocamento delle “risorse” umane a basso profilo e prezzo.

Basso profilo

In una lettera indirizzata alle aziende della provincia di Treviso, la cooperativa Nova Facility promuoveva un’offerta di lavoro davvero conveniente e a poco prezzo. Un estratto della lettera citava così: “Si tratta di ragazzi umili, volenterosi e gentili con un’ottima resistenza fisica e che non avanzano alcuna pretesa economica”.
Sono arrivate queste lettere in varie aziende della provincia di Treviso nelle quali si precisava che queste “risorse” a basso profilo e basso costo, non avanzano alcuna pretesa né a livello remunerativo né per quanto riguarda le turnazioni. Stiamo assistendo a una vera e propria disfatta dei diritti dei lavoratori, che credevamo ormai acquisiti nell’ultimo secolo.
Ci si chiede dove sia la magistratura. E i sindacati che fine hanno fatto? Quali diritti difendono? È il mondo dell’assurdo, dove il caos avanza.
La gente è disorientata e si rifugia mettendo la testa sotto la sabbia. La cooperativa in questione, una delle tante disseminate nella nostra amata patria, propone uno stipendio mensile di quattrocento euro alle condizioni anzidette. E il business della cosiddetta “accoglienza” cresce.
Questi esseri umani sono importati per svolgere lavori faticosi, umili e senza diritti. Altri vengono lasciati scorrazzare con le tasche piene di euro e le onnipresenti cuffie per i nostri centri storici, lasciati a vagabondare vergognosamente.
In tutti i casi esaminati si tratta di pesanti lesioni dei diritti umani (dei sottopagati-schiavi, degli italiani invasi e dei novelli vagabondi strappati alle loro nazioni natie – Ndr).

Come l’acqua per i pesci

E poi, in aggiunta, è giusto chiedersi: come potrebbero competere i cittadini italiani rispetto a queste nuove “risorse”? Le alternative sono due: adeguarsi o cambiare Paese. Il ciclo delle emigrazioni continua.
Come affermava il grande Professor Giacinto Auriti:

I vertici bancari mondiali trattano da sempre l’umanità come se fosse bestiame d’allevamento. Questi vertici sanno che il denaro per gli uomini è come l’acqua per i pesci, che nei periodi di siccità si spostano dalle zone aride alle pozze d’acqua. Su questa regola i banchieri del 1800 hanno trasferito milioni di persone dall’Europa all’America del Nord, creando rarità monetaria in Europa e abbondanza di moneta in America.

L’evoluzione del negriero

Inoltre, a un livello più basso, milioni di persone sono state spostati dal continente africano a quello americano, attraverso l’oceano, su navi negriere. A quel tempo gli schiavi erano trasportati in catene, oggi invece i viaggi sono organizzati attraverso il trasporto terrestre con pullman e poi con mezzi galleggianti, pronti a essere trasbordati nelle numerose navi delle organizzazioni non governative (ONG), supportati da navi da guerra su indicazione dei governi.
Allo stesso tempo, milioni d’italiani ben formati professionalmente e spesso laureati vengono “accettati” dai paesi dell’Europa settentrionale, che si trovano ad avere vere risorse culturali e professionali a costo zero.
La sostanza è sempre la stessa, abbattere i salari proponendo “nuove offerte di lavoro” da parte di paesi tenuti in povertà condizionata attraverso il perverso sistema del debito.

Una guerra di proprietà, una guerra di religione

Per risolvere il problema dell’immigrazione noi dobbiamo dare a ogni popolo la proprietà della sua moneta. E’ giusto dare l’ospitalità cristiana, come ci insegna il Vangelo, poi però, superata questa fase, bisogna dare agli “ospiti” il diritto e la gioia di poter ritornare nella propria terra d’origine; per farlo ciascuno deve appropriarsi della sovranità monetaria.
Pertanto ogni popolo deve mettersi contro gli interessi privatistici ed egoistici della rispettiva banca centrale. Solo quando la proprietà della moneta sarà tolta dalle mani dei grandi usurai e restituita ai popoli, si potrà avere un mondo di pace e i vertici bancari la smetteranno di trattare gli esseri umani come bestiame d’allevamento. Occorre tanta preghiera per respingere questi attacchi satanici contro gli esseri umani e le nazioni.
Quest’articolo non si preoccupa di apparire esagerato, perché questa ancor prima che una guerra economica e sociale è una guerra di religione, fra i banchieri adepti del dio denaro e l’umanità intera.
L’umanità per sopravvivere deve togliere ai banchieri privati la possibilità di emettere denaro. Se non lo fa vedrà cadere esanimi molti, moltissimi uomini, dissanguati in un caos senza precedenti.

Nicola Arena (Copyright © 2018 Qui Europa)

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