Saper riprendere con dolcezza

Padre Stefano M. Manelli, FI

In un colloquio istruttivo con un suo confratello cappuccino, padre Pio, un giorno, gli disse che nel trattare con gli altri non bisogna mai usare modi duri e aspri. A queste parole, il confratello rispose a padre Pio dicendo che, di fatto, egli non usava mai modi aspri. Ma padre Pio gli ribatté: «Tu sei troppo amaro e alle volte aspro nel riprendere», mentre «bisogna, anche nel riprendere, saper condire la riprensione con modi garbati e dolci».
A questo punto, il confratello ammise: «Hai ragione, mi pare di essermi sforzato di essere gentile e garbato; ma quando vedo che con ciò non ottengo nulla, allora scatto».
Padre Pio gli parlò quindi di Gesù «mite e umile di cuore», aggiungendo: «Io non mi sono mai pentito della dolcezza usata, ma mi sono sentito un rimorso di coscienza e mi sono dovuto confessare, quando ho usato un po’ di durezza».
Il confratello lo interruppe dicendo: «Ma se io do 99 carezze e una sola frustata, vale forse soltanto la frustata e non le 99 carezze?». Padre Pio gli rispose subito: «Io vorrei che invece di 99 carezze e una frustata, fossero cento frustate, ma date con delicatezza, con mitezza e amore… Tu hai intelligenza e cuore, ma non sai accordarli. A volte predomina l’intelligenza e allora divieni aspro. Alle volte predomina il cuore e allora divieni troppo dolce. Uniscili insieme e allora sarai un ragazzo per bene».
Questa istruzione di padre Pio vale proprio per tutti. È facile, di fatto, che a tutti capiti di eccedere nella durezza o nella dolcezza quando si tratta di riprendere, quando è necessario correggere. L’eccesso è sempre un difetto, si dice giustamente. Nel riprendere, la mente e il cuore bisogna saperli usare in armonia, dobbiamo imparare ad «accordarli», come dice padre Pio, per non trasformare la riprensione o in un’asprezza amara o in dolcezza del tutto inefficace.
La giusta misura nel valutare con intelligenza e cuore gli errori che si commettono è indispensabile per imparare ad evitare ogni eccesso soprattutto nelle riprensioni, sapendo sempre, come dice padre Pio, «condire la riprensione con modi garbati e dolci».

Da «Il Settimanale di Padre Pio» n. 25 del 24 giugno 2018.


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