Caro fratello o sorella laici, prete, religioso o religiosa,

vorrei condividere con te/lei un pensiero sulla povertà.
Qual è la vera povertà? Qual è lo spirito cristiano e cattolico di povertà?
Se davvero ami la povertà e i poveri, spogliati innanzitutto del tuo orgoglio.
È inutile vivere una povertà esteriore, quando siamo ricchi di orgoglio e amiamo fare come ci pare e piace.
La vera povertà è una forma di amore, perché ci spinge a fare tutto come Dio comanda, nella santa obbedienza, con umiltà e cuore puro.
Pensa al Santo Curato d’Ars, Patrono universale dei parroci e grandissimo devoto della Madonna. Lui portava l’abito talare e le scarpe del prete e viveva in grande povertà, senza bisogno d’inventarsi orgogliosamente qualcos’altro.
E quindi, se davvero ami i poveri, sappi che a loro non serve la messinscena di una povertà solo esteriore. I poveri, come i ricchi, hanno bisogno della ricchezza della grazia e di essere portati a Dio. Anche loro hanno il diritto di farsi santi.
Se tu invece fai come ti pare, ti approfitti dei poveri per tenerteli vicino e insegnare loro la via dell’orgoglio. Così i poveri saranno ancora più poveri, anche se magari ti ringrazieranno.
Gesù è il dono per ogni persona che incontriamo. Ma Gesù è venuto per fare la volontà del Padre, e per questo ha deposto la sua vita ai piedi della Croce.
Per favore, deponi anche tu la vita come l’hai pensata e vissuta tra i fumi dell’orgoglio.
Fa’ della tua vita un dono, nella santa obbedienza, per poter donare agli altri Gesù e non l’idea che tu ti sei fatto di Lui.
E tutto questo, prima che sia troppo tardi. Dio è già molto offeso dalle nostre infedeltà.

Un fraterno saluto,

Isidoro