Riprendiamo, dal sito Qui Europa, una breve ma folgorante riflessione del grande Prof. Giacinto Auriti, genio della teoria monetaria e padre della proprietà popolare della moneta. Risale al 1973, ma è ancora molto attuale.

O cristiani o democratici

Roma, Guardiagrele (Ch) – di Giacinto Auriti – Dopo il riconoscimento della legittimità del divorzio [era il 1° giugno del 1973 – Ndr] sembra inevitabile, salvo miracolistiche o differimenti, il pronunciamento popolare mediante referendum. Su questo argomento molto è stato detto e scritto, sicché non mi sembra che la notizia meriti considerazione, se non per dire qualcosa di diverso, se non nuovo. Com’è noto, lo schieramento cattolico, in nome dei principi democratici vuole il referendum, mentre gli ambienti laicisti sono prevalentemente contrari.
È ovvio che i cattolici puntino sul referendum perché sorretti dalla certezza della vittoria.
Non possiamo esimerci, a questo punto, dal fare alcune considerazioni fondamentali, senza le quali la giustificazione etica del mondo cattolico potrebbe essere gravemente compromessa. Quando, infatti, alla parola cristiano si aggiunge quella di democratico, potrebbe sorgere il malinteso per cui il cristiano democratico sarebbe tenuto a rispettare moralmente la volontà dell’eventuale (anche improbabile) maggioranza che accettasse democraticamente il divorzio, sicché, in ultima analisi, egli sarebbe posto di fronte alla necessità, di scegliere alternativamente tra essere cristiano o essere democratico.

Il principio della democrazia formale

È chiaro che quando si afferma il principio della democrazia formale, quale oggi storicamente operante, si sostituisce al principio certo e immutabile dell’etica cristiana, la legge del numero che è fisicamente neutra e quindi eticamente indeterminata.

Sistema massonico-democratico

In questo senso Benedetto Croce parlava esplicitamente di etica democratica come etica massonica e definiva il sistema democratico come sistema massonico-democratico. La mancata percezione di questo pericoloso sofisma ha realizzato la penetrazione dell’etica massonica anche all’interno della Chiesa, con la conseguente contestazione della gerarchia e del primato del Papa.

Il vero cristiano non può essere democristiano

Sicché questa nostra breve meditazione vuole in ultima analisi porre il quesito se il cristiano possa essere democratico e massone, ovvero se il massone possa essere cristiano. Tanto più importante questa domanda ove si consideri che nel Vangelo, non una volta è usata la parola democrazia che pure era nata in Grecia sette secoli prima. Non vi è dubbio che se avessimo dovuto giudicare Cristo con la legge del numero (intesa come volontà democratica della maggioranza) avremmo dovuto condannarlo perché Egli, sulla Croce, fu l’espressione più drammatica e dolorosa della solitudine, quando nel rantolo dell’agonia diceva: “Padre, perché mi hai abbandonato?”. Non sembri quindi scandalosa la nostra conclusione. Ove non si dimostri che Cristo era democratico (o massone…), il vero cristiano non può essere democristiano se vuole vivere ad imitazione di Cristo.
Forse la più grossa vittoria della massoneria sulla Chiesa di Roma è stata la costituzione della Democrazia Cristiana.

Giacinto Auriti / L’Alternativa n. 9 – 1 dicembre 1973

Fonte

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