Forse avrete saputo di Beatrice Inguì, una ragazza piemontese che ha perso la vita sotto un treno il 4 aprile scorso. Aveva solo 15 anni.
Beatrice era splendida di aspetto, come si può vedere dalla foto che mostriamo, ma le avevano creato il complesso di essere grassa. In realtà, come si nota, non era affatto grassa ma florida, quindi il suo era un pregio, non un difetto.
Purtroppo Beatrice non viveva con fede e la circondavano persone malvagie e perverse che guardano gli altri attraverso gli stereotipi, i luoghi comuni.
Sarà che la figliola era troppo sensibile oltre che atea o poco credente, ma i commenti che riceveva sul suo difetto immaginario l’avevano portata alla disperazione. La polizia ferroviaria ha trovato nel suo diario parole di dolore e di addio. È per questo che non si esclude il suicidio.
Non bisogna sottovalutare la questione, perché anche altri giovani e meno giovani possono cadere in una trappola simile.
Intanto, diciamo che né la floridezza né il vero e proprio grasso vanno considerati come un difetto fisico, se non imbruttiscono i lineamenti.
Ci sono ragazze (e ragazzi) che con un filo di grasso perdono molto della loro bellezza esteriore. L’assurdo di Beatrice è che faceva parte di quelle donne che ingrassando mantengono tutta la bellezza dei lineamenti, anzi, diventano anche più belle.
Diciamo pure che la donna florida è la più piacevole da vedersi sia come sposa che come mamma. Dà un’impressione di forza e femminilità.
Due sono le questioni. La più grave, addolorarsi o persino disperarsi perché si è meno belli, o non belli quanto si vorrebbe, o quanto vorrebbero gli altri da noi. Il secondo punto, già accennato, è che la gente conformista e perversa, essendo schiava di luoghi comuni, non è capace nemmeno di riconoscere la vera bellezza esteriore.
Per la bellezza fisica che non abbiamo, bisogna sapere che la vita è un dono di Dio, e che noi non ci realizziamo a seconda di com’è il nostro corpo, ma se con la grazia di Dio sappiamo essere fedeli.
Inoltre, ci s’innamora e si resta innamorati di un’altra persona non tanto per il suo aspetto, ma per la felicità che sa donarci.
Pensate a quante coppie si sposano e restano felicemente insieme, pur avendo scarsa bellezza esteriore. E pensate a quante coppie, magari sposate con figli, formate da un uomo e una donna fisicamente bellissimi, vanno in crisi perché manca la vita di fede.
Quando l’anima è bella perché ricca di fede e di amore, anche il volto di quella persona agli occhi di chi sa vedere diventa luminoso, amabile, desiderabile, in una parola bello.
Ci sono persone che il Vangelo descriverebbe come sepolcri imbiancati, che «all’esterno son belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume» (Mt 23,27). E ci sono persone con un aspetto fisico lontano dalla perfezione, ma che all’esterno riflettono lo splendore della loro anima.
Aiutiamo anche i giovani come Beatrice ad essere prima di tutto belli dentro, con una profonda vita di fede.