Vi sarà capitato, magari tante volte, di offrire il meglio di voi stessi ad altre persone e di non trovare altro che silenzio, indifferenza o un aperto disprezzo.
Forse volevamo donare agli altri le cose sante e le nostre perle (Mt 7,6), e ci siamo rivolti a quelli che non sembravano proprio cani e porci. Eppure, nessuna risposta o il disprezzo.
Per noi, la cosa più importante è restare uniti a Gesù, nostro Signore e Maestro. Allora, se non siamo ascoltati, sappiamo che il primo a non essere considerato è il Signore Gesù. Vuol dire che veramente siamo suoi discepoli, e anche noi saremo ricompensati per l’indifferenza o il disprezzo che ci sono toccati.
Può anche succedere che ci impegniamo al massimo, insistendo, annunciando la Verità, mettendoci il cuore, con parole veramente ispirate dall’alto. Eppure niente. Tutto sembra scivolare addosso a quelle persone.
Allora ci domandiamo: perché? Quale sortilegio mai li rende così ciechi e sordi da non reagire, come se il loro cuore si fosse pietrificato?
Ogni persona ha la sua storia, ed è lì che dobbiamo guardare. Nessuno arriva già pronto all’età adulta. Tutti passano per il grembo di una mamma e per le attenzioni o disattenzioni di chi li cresce.
Quelli che ci mostrano indifferenza o disprezzo sembrano star bene, godersi la vita. Ma pensiamo a cosa c’è dentro di loro, nel profondo della loro anima.
C’è un bambino, o una bambina, che all’inizio ha conosciuto solo gli adulti che lo crescevano. Quegli adulti erano tutto per lui o per lei. Dipendeva da loro, e a loro chiedeva il necessario per il corpo, la mente e l’anima.
In qualche modo, quella personcina ha posto nella sua innocenza delle domande essenziali ai genitori o a chi per loro: Mi ami veramente? Vuoi proteggere la mia innocenza? Mi ascolti? C’è un Dio della Vita? E una Mamma celeste che si curva su di me, su di noi? Esiste una Verità?
A tutte queste domande, in qualche modo, i genitori o chi per loro hanno risposto sempre con un “No” implacabile, ed era come se dicessero: “La verità siamo noi”.
Alla fine quel bambino o quella bambina, per non impazzire, si sono lasciati ridurre al silenzio, hanno spento la voce che saliva dal loro cuore. E poi hanno cominciato anche loro a rispondere lo stesso “No” implacabile, ciechi e sordi, a ogni domanda sincera, e come a dire: “La verità sono io”.
Ecco gli uomini e le donne che spesso abbiamo davanti. Sono in apparenza felici, ricchi di amicizie e persino credenti, praticanti e chissà cos’altro. Ma non hanno più attenzione per quella voce che li chiama, perché una volta era la loro voce, che ormai da tanto tempo hanno messo a tacere.