L’Amore crocifisso

«Gli angeli di una cosa sola sono invidiosi di noi: di non poter soffrire per Iddio.»
Padre Pio

Con questo pensiero sulla possibilità che gli angeli siano «invidiosi di noi» perché non possono «soffrire per Iddio», padre Pio vuol farci capire come il peccato originale abbia capovolto l’uomo rendendolo ostile e refrattario ad ogni sofferenza, e come la sofferenza, al contrario, sia un bene così prezioso per noi, che gli angeli arrivano ad invidiarcela scoprendo quanto amore essa può produrre se valorizzata e offerta a Dio.
Si sa bene, infatti, che il peccato originale è la radice infetta della nostra avversione ad ogni sofferenza. Il peccato originale, infatti, è il nostro egoismo che non capisce altro che se stesso, vuole soltanto amare se stesso, cercare se stesso, affermare se stesso, soddisfare in tutto e per tutto se stesso, e non può non rifiutare e respingere tutto ciò che non soddisfi se stesso, che non significhi il proprio godimento, piacere e successo.
L’amore si apre e si dona all’altro. L’egoismo si chiude e si serra in se stesso. Dio, che è Amore, si è aperto e donato nella creazione e, ancora più, si è donato nell’Incarnazione-Redenzione. E Gesù, il Verbo Incarnato, ci ha donato quell’amore più grande che è l’amore sacrificio, perché «nessuno ha un amore più grande di chi dona la sua vita per gli altri» (Gv 15,13). Con l’Incarnazione redentrice, infatti, Gesù ha fatto proprio questo per redimere e salvare ogni uomo. Con san Paolo, infatti, ogni uomo può e deve ripetere: «Egli mi ha amato e ha immolato se stesso per me» (Gal 2,20).
L’amore, dunque, ha il suo vertice nell’immolazione. Guardando ogni “Crocifisso” noi possiamo contemplare l’amore e l’immolazione che fanno unità in Gesù. Guardando ogni Tabernacolo eucaristico e ogni Ostia consacrata noi possiamo contemplare ancora Gesù, Dio-Uomo, che si è fatto Amore-Vittima, Amore-Ostia per me, per farsi mio, per nutrirmi dell’Amore più grande, che è, appunto, l’Amore crocifisso.
Orbene, a noi uomini è concessa questa possibilità di arrivare ad amare con l’Amore più grande in ogni sacrificio da noi sofferto e offerto, in ogni penitenza da noi sofferta e offerta, e, ancor più, nel martirio cruento sofferto e offerto, come hanno fatto i gloriosi martiri cristiani. È questa possibilità, a noi concessa sulla terra, che gli angeli ci invidiano santamente, mentre noi, al contrario, con il nostro “egoismo” siamo sempre pronti a respingere qualsiasi sofferenza! Vogliano gli angeli aiutarci a vincere questo nostro insipiente egoismo.

Padre Stefano M. Manelli, FI

Da «Il Settimanale di Padre Pio» n. 29 del 22 luglio 2018.


2 risposte a "L’Amore crocifisso"

  1. Bellissimo articolo!
    Quindi per essere crocifissi con Lui e per Lui nella vita quotidiana noi dobbiamo tutte le volte che la nostra volontà vuole emergere dobbiamo dirle di no!
    Per fare un esempio pratico se ci arrabbiamo, ci offendiamo, ci preoccupiamo, non siamo nella Sua Volontà e non possiamo dire di essere crocifissi con Lui…
    Se facciamo da soli molte volte usciamo dalla Sua Volontà.
    L’unico modo per essere sempre più aderenti alla Sua Volontà è chiederglielo con umiltà perchè senza di Lui non possiamo fare nulla.

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