I vicini rumorosi capiscono qualcosa?

Dall’età della mia presunta ragione ad oggi sono passato, mi sembra, per tutte le possibili fasi dei rapporti con i vicini rumorosi.
All’inizio, il vicino rumoroso lo ero io di tanto in tanto; e questo, con il senno di poi, mi dà molto di che riflettere. Come strumenti di persecuzione o percussione degli altrui timpani usavo una pianola elettrica, strimpellando a tempo di campane a morto, e uno stereo, l’equivalente cioè di una mitragliatrice musicale. In più, occasionalmente, soprattutto negli anni più verdi, praticavo molestie sonore occasionali e inconsapevoli con biglie sbattute allo zoccolo di legno delle pareti e con altri eventuali espedienti che non ricordo.
Il titolo del presente articolo è la domanda se i vicini rumorosi capiscono qualcosa e, devo riconoscere, non è che io allora capissi molto. Però, come tanti, ero sensibile a un atteggiamento gentile piuttosto che uno litigioso nel parlarmi.
L’unico episodio di lamentela che rammento fu il monologo acido di un’anziana signorina del piano di sotto. Venne su, fece la sua parte e se ne andò lasciandomi ferito e alterato.
Tutto questo fa comprendere che bisogna saper parlare con le persone, perché qualcosa capiscono, e da lì, con la dovuta fede e il dovuto amore da parte nostra, può nascere qualcosa di vero e di bello.
La seconda fase che ho vissuto è stata la peggiore. Allora io non facevo più rumori molesti, ma non sopportavo quelli degli altri e non mi passava nemmeno per la mente di potermi rivolgere a quelle persone in modo amichevole. Televisioni e stereo ad alto volume, magari dopo le undici della sera o addirittura di notte, mi mandavano semplicemente in bestia. Ero ateo e disperato, figlio perduto di una società senza Dio e dei suoi rappresentanti, che mi avevano rubato l’innocenza. Stendiamo un velo pietoso su quegli anni.
La terza fase è quella attuale. I rumori molesti non sono cessati, anche se dopo l’ultimo trasloco non mi sorbisco più il karaoke pazzoide che nel vecchio condominio saliva dal primo piano fino a notte. Anzi, godo di una posizione invidiabile, perché non ho vicini rumorosi, a parte i lavori e lavoretti che uno di loro ha eseguito in passato nelle ore del riposo serale e pomeridiano. Tutti sopportati con pazienza e senza proferir parola, in attesa di tempi e occasioni migliori.
Purtroppo però, gli apparecchi molesti non mancano sul mio percorso. In ufficio, in treno, nelle sale d’attesa di studi medici, vicino a una chiesa dove magari mi trovo per la S. Messa, e così via. Ai responsabili, finché possibile, cerco di parlare in modo garbato, mantenendo la calma e pensando che forse capiranno e bene. E di solito funziona.
Quando però vedo che sono così infelici da non poter fare a meno di sentire quella robaccia, perché sono davvero ridotti in schiavitù, allora ho pietà di loro e mi rassegno. Sì, purtroppo quello che per chi ha fede è un tormento, per chi non ne ha è un piacere, anzi, un bisogno.
Chi ha fede vuole avere la testa e il cuore liberi per pensare, pregare, elevarsi a Dio, vivere una vita vera. Chi non ha fede si riempie continuamente la testa e il cuore con gli spettacoli dei morti spirituali e con il rumore spacciato per musica. È un modo come un altro per impedire a se stessi di fare silenzio e ritrovarsi, di vivere la pienezza di vita che Dio ci offre.
Pazienza. Una possibilità ci rimane quando le abbiamo provate tutte: offrire quella croce a Dio per sante intenzioni, e possibilmente anche un po’ per chi non sa fare a meno di essere molesto.
La peggiore delle ipotesi, che non abbiamo ancora considerato, è che un vicino di casa metta davvero in serio pericolo il nostro riposo notturno o la nostra tranquillità domestica, senza ascoltare i nostri amichevoli inviti a fare diversamente.
In un caso simile, il rimedio può venire dal regolamento condominiale, se prevede l’evitamento di rumori molesti. Quindi ci si può rivolgere all’amministratore del condominio perché intervenga, se abbiamo già provato con la persuasione amichevole.
Se invece il regolamento condominiale non ci aiuta, a volte può essere necessario ricorrere alla forza pubblica, sperando nel buonsenso di chi deve intervenire.
Un’altra via sarebbe la causa civile, ma potrebbe farci perdere tempo e soldi. E anche la pazienza, se non siamo forti nella fede. Purtroppo la legge, fatta molte volte da politici prepotenti, non favorisce chi vuole difendersi da simili prepotenze.
Preghiamo la Madonna, gli angeli e i nostri Santi che ci ottengano da Dio l’aiuto in ogni circostanza.


2 risposte a "I vicini rumorosi capiscono qualcosa?"

  1. Buongiorno, ho letto volentieri questo articolo perché mi riguarda molto da vicino, anzi io e la mia famiglia stiamo subendo purtroppo da quasi un anno le molestie di un vicino che è venuto ad abitare accanto a noi. Noi abitiamo in una villetta a schiera e purtroppo il nuovo vicino con la sua compagna anno una bambina di 3 anni e quasi tutte le sere la fanno giocare fino a tardi. Iniziano alle nove e poi fino a mezzanotte e anche all’una di notte, casino. A questo punto dopo che sia io e mia moglie gentilmente gli abbiamo fatto presente che la situazione non poteva continuare così un bel sabato sera non facendocela più sono uscito a mezzanotte, lui era in giardino a fumare e a quel punto mi sono sfogato rimproverandolo seriamente. Ora, a distanza di 4 mesi non e cambiato quasi niente. Cosa dobbiamo fare a questo punto io e la mia famiglia? Visto che la nostra giornata lavorativa per me’ e mia moglie e scolastica per i miei 2 figli inizia alle 6,30 del mattino? Abbiamo o non abbiamo il diritto di dormire? Il problema è che purtroppo oggi le famiglie con dei valori e principi cristiani c’è ne sono sempre meno pensano tutti a soddisfare il proprio io infischiandosene degli altri. I bambini gli abbiamo avuti tutti, ma bisogna anche saperli educare e questo comporta impegno, sacrificio e rinunce da parte dei genitori, non possiamo pretendere che i nostri bambini facciano la vita sballata con orari fuori dal normale come vogliono fare certi genitori. Scusi lo sfogo ma forse se continuerà così saremo costretti a cambiare casa.

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    1. Caro Emanuele, grazie per la condivisione. La sua è una situazione pesante e non è giusto che venga permessa. Ha qualche persona amica che può consigliarla sul farsi dal punto di vista dei suoi diritti? Che so, un avvocato, un dottore in Giurisprudenza, o semplicemente una persona pratica e saggia? Oppure, sempre mantenendo la massima calma e serenità, non potrebbe sentire qualcuno nelle Forze dell’Ordine per un consiglio, non necessariamente per un intervento o una denuncia? Chissà che non possano anche solo parlare con quel suo vicino, senza che si vada alle vie legali. Nel frattempo direi che bisogna compatire quel signore e non arrabbiarsi con lui. Un caro saluto

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