Breve storia della Svezia. Il prezzo dell’abbandono della fede cattolica

In Svezia, le elezioni politiche di domenica 9 settembre 2018 hanno visto una notevole avanzata ma non il trionfo dei Democratici Svedesi, partito anti-immigrazione.
L’accoglienza incontrollata ha portato nel Paese un altissimo numero di crimini violenti, in particolare violenze sessuali degli immigrati sulle donne svedesi, ma anche a un impoverimento economico dovuto alle enormi risorse destinate agli immigrati.
Probabilmente l’ideologia inculcata negli svedesi e il fatto che una parte consistente di votanti sono di origine straniera, hanno impedito una vera e propria vittoria dei Democratici Svedesi.
C’è una somiglianza con l’affermazione della Lega Nord in Italia, ma sono anche grandi le differenze.
In entrambi i casi, vediamo il successo di partiti che non difendono radicalmente la famiglia e la vita, ma almeno difendono la gente dall’invasione degli immigrati, voluta da sinistra e massoneria.
La differenza tra Italia e Svezia è che in Svezia non esiste più niente di cristiano, mentre in Italia ancora sì. Matteo Salvini, il capo della Lega Nord, è credente e sta facendo del bene concreto.
Pensiamo per esempio alla proposta di legge di rendere obbligatoria l’esposizione del crocifisso nei più importanti luoghi pubblici, alla proposta sulla chiusura domenicale dei negozi, o al rifiuto di limitare il denaro contante, come volevano invece i precedenti governi per arrivare al controllo di ogni persona tramite il denaro solo elettronico.
Diamo adesso un veloce sguardo alla storia della Svezia. La decadenza di questa nazione è iniziata con l’abbandono della fede cattolica ai tempi di Lutero. Ma poiché la fede cattolica è l’unica vera fede cristiana, la Svezia ha finito per abbandonare completamente il cristianesimo ed è caduta nel baratro sociale, morale ed economico.
Fino a prima della rivoluzione protestante, tutto l’Occidente, dal Portogallo alla Polonia, dalla Sicilia alla Svezia, era unito dalla fede cattolica.
La riforma luterana riguardò principalmente il Nord Europa. In Paesi come l’Inghilterra o nei territori che poi si unirono nella Germania, la Chiesa Cattolica non sparì completamente.
In Svezia, il luteranesimo si fuse con l’autorità statale sotto il Re Gustav Vasa, che ascese al trono nel 1523. Nel Seicento, il luteranesimo diventò l’ideologia dello Stato, e dal 1617 al 1781 rimase in vigore la pena di morte per chi si convertiva alla fede cattolica.
Dopo il 1781, i convertiti cattolici non vennero più uccisi dallo Stato ma espulsi dal Paese. Solo agli immigrati era consentito praticare la fede cattolica che si erano portati dietro. Agli svedesi non era consentito neppure di entrare in una chiesa cattolica.
Soltanto in seguito alle nuove leggi del 1860 e del 1873 non venne più punita come un crimine la decisione di lasciare la protestante Chiesa di Svezia.
Nel 1951 furono tolte altre forme di persecuzione contro i cattolici, che fino allora non potevano, per esempio, avere un posto come insegnante o infermiere. Finalmente nei successivi anni Settanta, il Parlamento abolì le restrizioni che rimanevano contro la fondazione di monasteri cattolici.
Durante la prima metà del XX secolo, la Svezia diventò uno Stato del benessere guidato dai socialdemocratici che rimasero al potere dal 1932 al 1976.
Nel XX secolo, l’ideologia dello Stato svedese è stata il modernismo, in rottura con la tradizione della civiltà cristiana, e la Chiesa luterana, che dipendeva dal governo, si è adattata alla nuova tendenza politica.
Lo Stato aveva il monopolio in molti campi come televisione, radio, servizi postali, sistema sanitario, educazione e ferrovie. Quindi per diversi importanti aspetti si trattava già di uno Stato totalitario.
Ancora oggi, del resto, non è permessa l’obiezione di coscienza per il personale sanitario, che è quindi obbligato a rendersi complice di aborto e contraccezione, e non è permessa l’educazione parentale, cioè la libera educazione dei figli a cura dei genitori.
Il sistema di Stato e Chiesa protestante uniti è venuto meno per diversi aspetti nel 2000. Tuttavia, la Chiesa di Svezia è oggi completamente politicizzata, e al suo interno sono rilevanti i gruppi dei vari partiti politici. Inoltre dipende dallo Stato per il finanziamento.
Già Lutero rifiutò quasi tutto della fede cattolica: la S. Messa, la SS. Eucaristia, la Confessione, la Madonna, il sacerdozio… La versione attuale del protestantesimo in Svezia comprende le donne prete e arcivescovo, e il 22 ottobre 2009 la Chiesa di Svezia è stata la prima Chiesa del mondo a decidere di celebrare i cosiddetti matrimoni omosessuali.
Nel 1972, il 95,2 per cento degli svedesi erano membri della Chiesa di Svezia; nel 2015 soltanto il 63,2 per cento, e di questi solo circa il 3 per cento frequentavano le funzioni religiose ogni settimana.
D’altra parte, i cattolici sono una minoranza molto piccola della popolazione, circa 100.000 su 10 milioni di abitanti (poco più dell’1%), e di origine quasi interamente straniera. Comprendono più di 80 diverse nazionalità, e l’80 per cento dei sacerdoti sono nati fuori dalla Svezia.
L’abbandono della liturgia tradizionale cattolica in latino, e quindi veramente universale, ha causato particolari problemi alla comunità cattolica in Svezia. Ora ci si ritrova a dover celebrare la S. Messa in diverse lingue, per soddisfare le varie etnie.
In Svezia, le leggi dello Stato consentono divorzio, contraccezione, aborto, eutanasia, immigrazione di massa a spese delle finanze pubbliche, matrimoni e adozioni di bambini da parte di omosessuali, e nelle scuole fin dall’infanzia si insegna ai bambini a combattere l’identità legata al proprio sesso naturale.
Il partito dei Democratici Svedesi non ha nel suo programma (qui il sito) nessuna misura per proteggere la vita, l’innocenza e la famiglia.
Nel 1975 il Parlamento svedese deliberò di trasformare la Svezia in un Paese multiculturale. Da allora i crimini violenti sono aumentati del 300%, e la situazione è ancora peggiore per le violenze sessuali.
La Svezia è sommersa da una marea di crimini violenti, violenze sessuali anche di gruppo sulle donne, roghi di auto. L’80% degli agenti di Polizia sta pensando di abbandonare il proprio lavoro, e l’esercito è stato ridotto dai governi ai minimi termini, per cui non riuscirebbe a difendere il Paese da una lotta armata degli immigrati, sempre più violenti e fuori controllo.
La soluzione, per loro e per noi? Una sola, il ritorno a Gesù Cristo, Signore della vita, e la fedeltà al suo Santo Vangelo da parte dei capi e del popolo.

Abbiamo ricavato le notizie storiche principalmente da una conferenza in inglese dello studioso svedese Clemens Cavallin, scaricabile cliccando qui, oppure dal sito dell’autore, qui.


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