Chi è Padre Pio

Padre Pio incarna tutto quello che c’è di più prezioso, bello e sacro nella nostra fede cattolica e nella nostra vita umana.
Amore e sacrificio, tenerezza, guida invincibile contro ogni seduzione, le stimmate e le sofferenze della Passione di Cristo vissute su di sé, una devozione mistica e ardentissima alla Madonna, miracoli quasi continui, il balsamo dell’umorismo…
A Padre Pio si sono legati tanti di noi, pur non avendolo conosciuto di persona, per delle ragioni molto importanti.
Sentiamo di poterci affidare a Padre Pio perché lui aveva e avrà sempre un grandissimo amore per ogni persona. L’amore per Dio e il prossimo l’aveva spinto a prendere su di sé sofferenze sovrumane, da offrire a Dio per salvare le anime.
E non solo le anime, ma l’Italia stessa che, come rivela la mistica Eleonora Francesca Foresti nel suo Diario, nel 1920 fu salvata dalla rivoluzione comunista grazie alle preghiere di Padre Pio.
Un giorno Padre Pio disse: «Sulle mie spalle c’è il mondo».
Con il peccato era intransigente, ma con i peccatori, anche quando li scacciava trovandoli senza buone intenzioni, era pronto a donare tutto se stesso.
Si è scritto e si potrebbe raccontare tantissimo su Padre Pio. Un ottimo libro è quello di Padre Marcellino IasenzaNiro, “Il Padre” San Pio da Pietrelcina, Edizioni Padre Pio da Pietrelcina, 2012, in tre volumetti economici e ricchi di straordinari episodi.
Ci sono comunque anche altri autori che con i loro ricordi ci rivelano splendidamente la figura di Padre Pio.
Presenteremo alcune testimonianze, ovviamente senza la pretesa di essere esaurienti.
Non ripetiamo qui le parole di Padre Pio su purezza e balli, che abbiamo citato alle pagine precedenti.
Dunque per cominciare eccovi un racconto che abbiamo trovato nel numero de «Il Settimanale di Padre Pio» del 26 aprile 2015. È una citazione da Padre Pio. Mio Padre, di Don Pierino Galeone.
Ci dà un’idea di cos’era la carità, cioè l’amore cristiano del nostro Santo.

Ci incontravamo in albergo, ma non ci conoscevamo. Fu lui a rompere il riserbo, presentandosi: «Sono l’avvocato Alberto del Fante, di Bologna, ex 33 della massoneria, da poco convertito da Padre Pio; scrivo libri su di lui».
Senza che gli chiedessi nulla, subito, con fervore, cominciò a ringraziare il Padre che gli aveva ridonato la fede e a manifestare la gioia di una vita rinnovata, ora spesa a favore dei fratelli.
Poi continuò: «Mia moglie era ammalata di tumore, moribonda, senza più alcuna speranza. Qualche amica le aveva parlato di Padre Pio, un umile frate di San Giovanni Rotondo, dal quale tanti tornavano guariti.
«Ero al suo capezzale quando, con gli occhi pieni di pianto, mia moglie mi pregò di andare da Padre Pio per chiedergli la guarigione.
«Lei sapeva che ero massone e feroce anticlericale.
«Io dapprima fui duro, anzi beffardo; pensavo: non può nulla la scienza, tanto meno potrà fare qualcosa un povero frate. Poi, vedendola piangere e in quello stato pietoso, decisi di farla contenta: “Va bene, ci vado! E non perché ci credo, ma per giocare un terno al lotto”.
«Il giorno seguente partii e a sera ero a San Giovanni Rotondo. Il mattino dopo, ascoltata la lunga Messa, mi misi in fila per le confessioni.
«Giunto il mio turno, non mi inginocchiai subito, rimasi in piedi davanti a Padre Pio chiedendo di parlargli un momento.
«Il Padre con durezza gridò: “Giovanotto, non mi fate perdere tempo! Che siete venuto a fare, a giocare un terno al lotto? Se volete confessarvi, inginocchiatevi, se no lasciatemi confessare questa povera gente che aspetta”.
«Fulminato dalla ripetizione della mia espressione e scosso dalla strana durezza, quasi meccanicamente e senza convinzione mi inginocchiai.
«Ero impreparato e non riuscivo a connettere due parole, tanto meno a ricordare i peccati di cui non avevo nemmeno coscienza.
«Invece, appena mi inginocchiai, il Padre cambiò voce e maniere: divenne dolce e paterno. Anzi, sotto forma di domande, mi svelava via via ogni peccato della mia vita passata: e di peccati ne avevo tanti!
«Io ascoltavo col capo chino la domanda e sempre rispondevo: “Sì”. Stupito e commosso, diventavo sempre più immobile.
«Alla fine Padre Pio mi chiese: “Hai nessun altro peccato da dire?”. “No”, risposi, convinto che, avendomeli detti tutti lui, che mostrava di conoscere perfettamente la mia vita, io non avessi altro da confessare.
«“Non ti vergogni?” cominciò con imprevedibile durezza “Quella giovane, che tu poco tempo fa hai lasciato partire per l’America, ha avuto un figlio. E quella creatura è sangue tuo. E tu, sciagurato, hai abbandonato madre e figlio”.
«Era tutto vero. Non risposi. Scoppiai in un pianto incontenibile. Non ne potevo più.
«Mentre, col volto nascosto fra le mani, piangevo, curvo, sull’inginocchiatoio, il Padre dolcemente mi poggiò il braccio sulle spalle e, avvicinandosi all’orecchio, mi sussurrò, singhiozzando: “Figlio mio, mi sei costato il meglio del mio sangue!”.
«A queste parole sentii il mio cuore spaccarsi in due, come colpito da una dolcissima lama.
«Piangevo curvo e, a tratti, alzando il volto bagnato di lacrime, gli ripetevo: “Padre, perdono, perdono, perdono!”.
«Il Padre, che aveva già il braccio sulla mia spalla, mi avvicinò di più a lui e cominciò a piangere con me.
«Una dolcissima pace pervase il mio spirito. D’un tratto, sentii
l’assurdo dolore mutarsi in incredibile gaudio.
«“Padre,” gli dissi, “sono tuo! Fa’ di me quello che vuoi!”. Ed egli, asciugandosi gli occhi, mi sussurrò: “Salutami tua moglie!”. Tornai a casa, mia moglie era guarita».

Padre Pio aveva molto a cuore la sorte delle famiglie. Quei fidanzati o sposi cattolici che volevano impegnarsi sul serio potevano contare sul suo consiglio e aiuto.
Il Santo li metteva in guardia dall’avarizia nel donare la vita ai figli: «Quando ti sei sposato Dio ha deciso quanti figli ti deve dare».
Abbiamo questo ricordo delle sue parole:

I peccati contro il Matrimonio sono quelli che Dio perdona più difficilmente. Sai perché? Perché il Signore avrebbe potuto creare continuamente uomini e donne, come aveva fatto con Adamo ed Eva. Si è spogliato di questa prerogativa dando mandato all’uomo e alla donna di crescere e moltiplicarsi.
Ma come aveva fatto Lucifero, così l’uomo e la donna gli gridano il loro non serviam, non vogliamo servirti, e impediscono così il progetto di Dio sulla creazione delle anime.

Un altro aspetto fondamentale di Padre Pio era la sua devozione incomparabile per la Madonna, tanto che un giorno disse queste parole per riassumere il messaggio di tutta la sua vita: «Amate e fate amare la Madonna, pregate e fate pregare il Rosario».
Così sono nati i Gruppi di Preghiera, che testimoniano, o almeno dovrebbero testimoniare, gli insegnamenti e l’esempio di Padre Pio.
Ecco allora un brano da un altro articolo de «Il Settimanale di Padre Pio» sull’amore del Santo per la Madonna.

La vita di San Pio si è svolta ininterrottamente sotto l’influsso santificante dello sguardo di Maria, da lui continuamente contemplata e amata, e questo sguardo lo ha rasserenato e incoraggiato soprattutto nelle numerose prove da lui vissute.
Quando Padre Pellegrino parla a San Pio dell’ambiente poco elevato e spirituale che lo circondava, nonostante il suo sogno di fare di San Giovanni Rotondo un centro di carità e di preghiera, il Santo non lo nega ma esprime tutta la sua fiducia nella Madonna: «Adesso su questi sogni pretenziosi… facciamo risplendere il sole della Mamma Celeste, la luce che ci viene da Lei. Vedrai che, illuminati da Lei, non potremo parlare più di sogni, ma di realtà come viste alla luce del giorno. Basta uno sguardo della Mamma per fugare tutto il buio». […]
«A me bastano i suggerimenti e gli sguardi della Mamma Celeste per darmi ogni possibilità e tanto coraggio nella carità verso i fratelli – afferma il Santo – […]. Il suo sorriso materno mi incoraggia a rimanere sempre in servizio in questo mondo, da cui vorrei uscire. Rimango – e mi auguro sempre attivo – per la forza che attingo da Lei.» […]
A Padre Pellegrino che diceva di sentirsi a posto con la coscienza, il Santo fa presente che ciò non basta, ma che «ci vuole anche un po’ di paura per i rimproveri e le disapprovazioni della Mamma Celeste. Quelli che giudicano poco dignitosa questa paura, non ne conoscono l’efficacia. Non sanno comunque quanto è bello guardare negli occhi di una mamma che non ha nulla da rimproverarci».

In questi tempi di apostasia e persecuzione, Padre Pio è la nostra guida più sicura. La società della televisione, dell’abbigliamento e del comportamento osceni, del rifiuto dei figli, della religione cattolica deformata, si stava già mostrando ai suoi tempi. Ma il Padre sapeva indicare la via a ogni persona, con la saldezza invincibile della vera fede cattolica.
Mettiamoci all’ascolto di Padre Pio e scopriremo tesori meravigliosi, trovando un grande aiuto per affrontare le battaglie del tempo presente.

Da Isidoro D’Anna, La forza della Verità. Un tesoro da riscoprire, Youcanprint. Per saperne di più sul libro e ordinarlo potete visitare la seguente pagina del blog: I miei libri.


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