La società che ha crocifisso il Signore a confronto con la nostra

Vogliamo mettere a confronto la società dei tempi del Vangelo con la società di oggi. Questo può essere utile per fare le nostre scelte e per aiutare anche gli altri a rendersi conto.
La società, ebrea e romana, dei tempi della vita terrena del Signore Gesù Cristo, lo rifiutò e lo condannò alla morte di croce quando vide il Signore per la prima volta.
L’Occidente di oggi rifiuta il Signore Gesù sapendo che è venuto, è stato rifiutato e crocifisso, e poi onorato dai nostri antenati per quasi duemila anni di storia cristiana.
La nostra società sono quei cittadini del Re che prima del suo ritorno gli mandano «dietro un’ambasceria a dire: Non vogliamo che costui venga a regnare su di noi» (Lc 19,14). Che ne sarà di loro quando il Re dei re tornerà nella gloria? Leggete il resto della parabola.
I bimbi ebrei morirono solo a Betlemme per mano dei soldati del re Erode, che cercava così di far uccidere anche Gesù Bambino. Il Vangelo dice delle loro madri che piansero e non volevano essere consolate (Mt 2,18).
I bimbi di quasi tutto il mondo di oggi vengono uccisi a milioni e milioni da medici pagati dallo Stato per questo, e sono le madri a chiederlo, facendosi fare a pezzi i loro figli nel grembo.
La società ebrea di allora prevedeva che l’uomo potesse prendere l’iniziativa di separarsi dalla moglie. Oggi invece, dopo l’insegnamento di Cristo contro l’adulterio, il divorzio e la convivenza sono leggi dello Stato, per la distruzione sistematica e in massa delle famiglie e delle speranze dei figli.
La sodomia era allora un male che richiamava alla memoria il castigo divino su Sodoma e Gomorra. Oggi invece la sodomia è legge di Stato e sempre più si perseguita chi non accetta di favorirla. Si danno anche bambini in affidamento a coppie formate per fare insieme peccati impuri contro natura. Lo Stato autorizza la devastazione del corpo delle persone, senza possibilità di ritorno, per farle assomigliare a una persona del sesso opposto e compiere atti sessuali contro natura.
Le donne ebree si coprivano castamente fino ai piedi, portando sul capo un velo leggiadro e modesto simile a quello della Madonna, Madre di Dio e dei cristiani. Lei si vestiva come una donna ebrea, e poi per secoli e secoli, fino al Medioevo compreso, le donne vollero vestirsi come Maria Santissima.
Oggi c’è tutta un’arte e una professione per acconciare i capelli delle donne, che per il resto vanno in giro scoprendo le gambe e altro o indossando i pantaloni come gli uomini. L’oscenità è diventata un vanto pubblico.
Gli ebrei di allora, e soprattutto i loro capi anche religiosi, volevano che Dio non compisse miracoli nel giorno di festa comandata.
Gli occidentali di oggi vogliono invece che nel giorno di festa comandata Dio non venga pregato, adorato e glorificato, e per questo inventano musei, divertimenti e luoghi di commercio aperti in quei giorni.
Gli ebrei antichi avevano i libri e le letture sacre per chi sapeva leggere. Noi abbiamo la pornografia di ogni tipo, la televisione, la stampa e i libri di propaganda contro la fede cattolica, anche nelle scuole.
Gli ebrei di quei tempi davano ai luoghi pubblici nomi legati alla fede ricevuta dai loro padri. Da noi, almeno in Italia, i personaggi più onorati nei luoghi pubblici sono i massoni e i nemici di Cristo che hanno attaccato militarmente la Roma dei Papi.
Ponzio Pilato, governatore della Giudea per conto dell’imperatore romano, si lavò le mani della responsabilità sul Sacratissimo Sangue di Cristo, consegnandolo alla morte di croce. Ma almeno riuscì a chiedergli: «Che cos’è la verità?» (Gv 18,38).
I nostri capi di governo e di Stato conoscono solo un’ideologia progressista alleata con l’odio dei massoni per Cristo e il suo Vangelo. E lottano accanitamente contro Dio, Patria e famiglia.
Il clero degli ebrei veniva rimproverato dal Signore Gesù per la durezza di cuore, l’infedeltà e l’avidità, ma si rifaceva, anche se solo a parole, alla fede dei padri.
Oggi nella Chiesa sembra che tutto debba ricominciare daccapo ogni giorno e ogni momento, come se la santa fede cattolica testimoniata dai grandi Pontefici e dai Santi fosse solo una moda passeggera, da cambiare a piacimento.
Scegliamo noi se vogliamo essere come la società di allora o quella di oggi, o se vogliamo portare avanti la vera fede cattolica pura e senza macchia.


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