Che nome scegliere per i propri figli?

Sulla questione del nome da scegliere per i propri figli, abbiamo sentito un sacerdote che ci è carissimo, perché il suo consiglio rispecchia sempre l’insegnamento della Chiesa.
La regola d’oro da seguire è quella di dare ai figli il nome di un Santo compreso nel Martirologio Romano. Si tratta di un voluminoso libro, disponibile anche in una versione elettronica che trovate scaricabile in fondo al presente articolo. È l’ultima edizione, uscita nel 2004 sotto Papa Giovanni Paolo II.
Quanti Santi e Beati sono inclusi nel Martirologio? Si legge alle pagg. 24-25 dell’edizione citata che non s’intende «offrire un elenco esauriente di tutti i Santi e i Beati […] Per queste ragioni, il Martirologio Romano riporta i Santi iscritti nel Calendario Romano, i quali hanno una importanza universale nell’intera Chiesa di Rito romano, nonché molti, ma non tutti, tra quelli raccomandati a ciascuna Chiesa particolare o famiglia religiosa e commemorati in vario grado liturgico».
Abbiamo domandato al sacerdote: Come si può spiegare agli altri l’importanza di scegliere per i figli un nome dal Martirologio Romano? Ed ecco la risposta.
È opportuno che quel bambino prenda il nome di un’anima che è già stata santificata nel Corpo Mistico, un nome che si trova inciso nel Libro della Vita. Ciò è conforme alla nuova dignità del Battesimo, perché quel bambino sta diventando figlio di Dio.
Vogliamo dare al bambino un nome della nostra famiglia di anime che sono già figli di Dio. È contro l’essenza del Battesimo dare ai propri figli un nome non cristiano. Oggi poi ci sono tanti nomi compresi nel Martirologio Romano, quindi la possibilità di scelta è molto vasta.
Abbiamo poi chiesto al Padre quale può essere il rapporto tra il Santo e il battezzato che porta il suo nome. La risposta è che il Santo è sempre pronto ad aiutarci, ma molto dipende dal battezzato che deve cominciare a conoscere e a pregare il suo Santo Protettore.
Aggiungiamo noi delle osservazioni abbastanza ovvie. La possibilità di dare ai figli il nome di un Santo offre ai genitori dei motivi importanti, fondati e forti per la scelta. Inoltre è bello poter riaffermare una devozione di famiglia a un Santo, affidandogli il proprio figlio.
Allora, ci domandiamo, perché non da oggi, ma da decenni a questa parte, se non prima, i genitori danno ai loro figli nomi non cristiani, mentre il loro parroco lascia fare? Cioè nomi che non sono compresi nel Martirologio Romano e che sono talvolta anche poco decorosi?
Da parte dei genitori, la scelta di un nome non cristiano può essere segno di ignoranza, di appartenenza a un’ideologia, di sfogo delle proprie frustrazioni sui figli o anche semplicemente di stupidità o pazzia. Non importa a certi genitori se i figli si porteranno addosso quel nome come un marchio per tutta la vita, tra il compatimento dei giusti e il disprezzo delle malelingue.
Bisogna comunque dire che il Codice di Diritto Canonico entrato in vigore nel 1983 sotto Papa Giovanni Paolo II, con il Canone 855 afferma troppo alla lontana: «I genitori, i padrini e il parroco abbiano cura che non venga imposto un nome estraneo al senso cristiano».
Il Codice precedente, del 1917, era un po’ più stringente, in quanto richiedeva che il nome o almeno il secondo nome dei figli dovesse essere «un nome cristiano» («christianum nomen», come stabiliva il Canone 761).
Prima del 1917 non esisteva un Codice di Diritto Canonico, ma un insieme di leggi promulgate in tempi diversi.
Secondo la Tradizione, però, la scelta più appropriata è stata sempre quella di un nome preso dal Martirologio Romano.
Occorre dunque che il parroco interpreti il Codice di Diritto Canonico rifacendosi alla Tradizione della Chiesa, e richieda ai genitori di scegliere il nome dei loro figli tra i Santi del Martirologio.
Cosa prevede invece la legge vigente in Italia? Le disposizioni sono contenute negli articoli 34 e 35 del decreto del Presidente della Repubblica del 3 novembre 2000, n. 396. Essenzialmente, il decreto vieta soltanto di dare ai figli nomi ridicoli o vergognosi.
Di conseguenza, l’articolo 34 al comma 4 stabilisce che se il dichiarante persiste nel voler dare un nome in violazione della legge, l’ufficiale dello stato civile «riceve la dichiarazione, forma l’atto di nascita e, informandone il dichiarante, ne dà immediatamente notizia al procuratore della Repubblica ai fini del promovimento del giudizio di rettificazione».
Tuttavia, come i lettori sapranno, anche questo divieto laico di dare nomi ridicoli o vergognosi viene facilmente trasgredito. I funzionari addetti a volte favoriscono le scelte insensate e illecite di certi genitori, e a farne le spese sono i figli.

Cliccando qui potete scaricare il Martirologio Romano in formato pdf, edizione 2004. Per quasi tutti i nomi di Santi e Beati c’è una breve nota che racconta di loro.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...