L’amore verso Dio si esprime nell’osservanza della sua Legge. La domenica è il giorno del Signore!

Abbiamo trascritto un’omelia di Padre Giorgio Maria Faré, carmelitano, sul Comandamento di santificare le feste e di osservare quindi il riposo domenicale. Parole di fuoco, un fuoco che dovrebbe ardere in tutti i nostri cuori, purificando ciò che non è secondo Dio. Di seguito la parte dell’omelia che entra nel vivo della questione.

La carità corporale presuppone la carità spirituale, perché sarebbe vano consolare il corpo senza prima consolare l’anima. No, innanzitutto abbiamo un’anima da consolare, poi il corpo, perché se la nostra anima non è in pace, se la nostra anima non ha consolazione, se la nostra anima è in pena, geme e soffre, il corpo può stare anche benissimo e di fatto non può stare benissimo, comunque potrebbe anche stare benissimo ma di fatto noi stiamo male.
Troppo spesso si ha l’illusione che siccome ti do da mangiare allora ho fatto tutto il mio dovere; porto a casa il pane a fine mese, ti sfamo, ti vesto, ti do l’istruzione… fine, il mio lavoro è finito. No, noi non siamo un tubo digerente da riempire, siamo persone dotate di anima e corpo.
La carità verso il prossimo suppone quella verso Dio, perché senza l’amore di Dio è impossibile fare carità vera al prossimo. Possiamo fare filantropia, ma non la Carità di Gesù. E l’amore di Dio, come ormai sappiamo benissimo dalla Scrittura, da tutta la Scrittura, Antico e Nuovo Testamento, e da Gesù stesso, l’amore di Dio comporta l’osservanza della legge di Dio e la fedeltà in tutti i propri doveri.
Proviamo a pensare a un esempio molto concreto, molto facile da fare, da verificare, riguardo a questo amore di Dio espresso dell’osservanza della sua legge.
La domenica, il giorno del Signore, che cosa accade? I bravi cristiani cattolici la domenica vanno a Messa; e poi finita la Messa, cosa fanno? Purtroppo molto spesso vanno al bar a prendere il caffè, a bersi l’aperitivo, poi vanno a prendere il pane fresco, perché se non è fresco il pane non si può mangiare, poi vanno al ristorante e poi il pomeriggio tutti insieme nei centri commerciali a fare spese e tra poco comprare regali per il Natale. Ma la domenica vissuta così vi sembra che la si possa ancora definire il giorno del Signore? A me sembra il giorno del consumo, non il giorno del Signore.
E il terzo Comandamento, Ricordati di santificare le feste, quindi il giorno del riposo? Forse santifico la domenica solo con l’andare alla Messa? Solo con l’ora della Messa? E tutto il resto del giorno come lo santifico? E poi questo giorno è il giorno di riposo solo per me, solo per alcuni, o per tutti? E perché invece altri, molti altri, devono lavorare per soddisfare me?
Ci penso a questi altri devono lavorare di domenica anche sotto il ricatto che si rifiutano li licenziano? Perché oggi succedono queste cose. Non si possono dire ovviamente, perché le persone sono sotto ricatto, ma poi le dicono a tu per tu: «Padre, se io mi rifiuto questi mi licenziano… io ormai 40 e rotti anni, dove vado dopo a lavorare? Come faccio a mangiare? E spesse volte anche qualche collega magari dice: «Ma a me non interessa, la domenica lavoro, tanto non credo in Dio, non ho famiglia, non m’interessa, faccio io al suo posto». «No!», questi aguzzini, perché questi sono aguzzini, non sono datori di lavoro, sono aguzzini, questi aguzzini dicono: «No! Lui deve lavorare la domenica».
Ma queste persone non hanno una famiglia come me? Un papà, una mamma, una moglie, un marito, dei figli, con i quali stare come me, insieme, la domenica. Molte famiglie oggi non possono più avere un giorno dove stare tutti insieme. Questo è scandaloso. Questo è un attentato gravissimo all’istituto della famiglia. Se io lavoro la domenica e riposo il lunedì, e mia moglie viceversa, al lunedì, quando io sono a casa e mi riposo, io sono a casa da solo. Mia moglie è al lavoro, i figli sono a scuola, e io cosa faccio a casa da solo? Che senso ha questa cosa?
Possibile che siamo così insensibili ed egoisti, noi che andiamo a fare la Comunione la domenica, da portare avanti questa ingiustizia religiosa e sociale? La domenica è il giorno del Signore per tutti! E di domenica io non lavoro e non devo far lavorare nessuno! E se ti dimentichi di comprare qualcosa, non la compri, basta! È come se tutto fosse chiuso. Per rispetto verso quella persona che come te ha una famiglia e una vita, e come te ha il diritto la domenica di potersi riposare, e di poter stare con i suoi cari, con i suoi bambini, con i suoi nipoti, con sua moglie, con i suoi figli, con sua madre, con suo padre.
Vedete, questo è un esempio molto semplice, molto verificabile, molto visibile. Ma sapete che mi hanno raccontato? Che una domenica pomeriggio una famiglia è andata a un centro commerciale ed è rimasta tre ore bloccata, immobilizzata nel parcheggio! Le macchine sono rimaste bloccate nel parcheggio per tre ore perché non riuscivano a muoversi per fare posto. Tre ore così, di domenica. È una cosa pazzesca.
Invece di stare in chiesa, o di stare con la propria famiglia, di stare a rendere gloria a Dio, noi stiamo tre ore bloccati, imbottigliati nel parcheggio di un centro commerciale… per che cosa? Per chi? Con quale senso di vita facciamo questo?
E noi dovremo rendere conto a Dio, checché ne dicano quelli dell’indulto, del «Ma sì, ma tanto il Signore perdona»… sì, sì, ma intanto questo Vangelo è scritto per tutti chiaro, netto ed è assolutamente inequivocabile. La Parola di Gesù di oggi è inequivocabile. Noi dovremo rendere conto al Signore, di come noi avremo obbligato l’amore di Dio, che richiede l’osservanza della sua Legge, che richiede il rispetto dei suoi Comandamenti. È in questo modo, dice Gesù, che noi esprimiamo l’amore verso Dio, non con le teorie, le parole, i buoni sentimenti e i facili entusiasmi.
Quindi, allora, chiediamo al Signore la grazia. Chiediamo ai defunti che sono in Cielo la grazia, e anche a quelli che sono in Purgatorio, la grazia di non guardare la logica del mondo, di non seguire il mondo ma di seguire solo il Signore.
Non ha importanza se veniamo presi in giro, non ha importanza se vendiamo dimenticati, esiliati, perseguitati, trattati male… non ha importanza. «Eh ma dai, non fare il bacchettone, ma cosa ti costa andare a prendere i pasticcini la domenica, e ma dai, perché, neanche un caffè?! Eh, ma che esagerato sei, neanche un bicchiere d’acqua?». «No! Neanche una briciola di pane! Perché ho rispetto delle persone, oltre che del Comandamento di Dio. E come io non voglio lavorare di domenica, voglio che neanche gli altri lavorino di domenica, per soddisfare i miei egoismi e i miei gusti, i miei capricci e i miei piaceri.»
È il giorno del Signore, e il giorno del Signore è del Signore. Non è il mio giorno, in cui faccio tutto quello che voglio. Se no, non è più il giorno del Signore.
Che il Signore ci aiuti non solo con questo Comandamento, ma con tutti i Comandamenti. Questo è un esempio su uno, e voi prendete pure tutti gli altri nove. Con tutti i Comandamenti di Dio dobbiamo stare attenti a non fare gli ipocriti, a non fare gli incoerenti, a non fare i furbastri. Con tutti i Comandamenti di Dio noi dobbiamo avere un’osservanza precisa, che non è legalista, ma è amorevole.
«O dignitosa coscienza, netta e pia, quanto ti è amaro morso ogni picciol fallo», scrive Dante. E se lo scrive Dante, chissà Gesù cosa si aspetta da noi.
Sia lodato Gesù Cristo!

Il riferimento in conclusione è ai vv. 7-9 del Canto III del Purgatorio nella Divina Commedia:

El mi parea da sé stesso rimorso:
o dignitosa coscienza e netta,
come t’è picciol fallo amaro morso!

Fonte
https://www.veritatemincaritate.com/2018/11/lamore-di-dio-si-esprime-nellosservanza-della-sua-legge-la-domenica-e-il-giorno-del-signore/

Cliccando qui sotto potete ascoltare l’omelia, che abbiamo trascritto dal minuto 5’:12”:

.


7 risposte a "L’amore verso Dio si esprime nell’osservanza della sua Legge. La domenica è il giorno del Signore!"

  1. eh… vale per tutte le festività, quindi ora è quanto mai attuale… anche stando a casa nell’intimità familiare magari con amici che non vedevamo da tempo, che succede? un buon pranzo è anche giusto, tradizione secolare certo anteriore al consumismo, ma poi? cominciamo a chiacchierare del più e del meno, specie se appunto è un po’ che non ci si vede a raccontare tante cose e cosa abbiamo fatto e dove siamo stati, scambio di regali, giusto, e commenti, per esempio un oggetto di vestiario “ora va di moda questo colore” oppure un libro, e ci mettiamo a parlare dell’autore, altri libri (“quello c’è anche il film”) ecc. e a proposito di film una cassetta “la mettiamo su?” o semplicemente la TV, se ci sono bambini speriamo almeno siano programmi adatti…Oppure la tombola! Per carità sono la prima a confessare, sì insomma ammettere di non aver rifuggito tali abitudini, non so se è una colpa, voglio dire che discorsi religiosi insomma uhm, anche stando in casa, in famiglia nelle domeniche e festività… Ma aggiungo, il lavoro la domenica riguarda anche lo sport, precipuamente il calcio. Or ora, e purtroppo non è raro, abbiamo visto quel che dovrebbe essere qualcosa di spensierato divenire tragedia, ma sforzandoci di tacere al momento su questo, diciamo: il rispetto per il riposo domenicale varrà anche per quelli che in campo e “dietro le quinte” partecipano a quello che certo è un lavoro, anzi un enorme business? Grazie e auguri!

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    1. Benvenuta e grazie per il commento 🙂 Beh, direi che non siamo tenuti a ricordare il Signore esplicitamente a ogni nostra frase. Certamente viene spontaneo parlare spesso di Dio e di cose spirituali, se la nostra vita è radicata nel Vangelo. Tuttavia, tra i nostri parenti o amici di famiglia ci può essere qualcuno con una fede più debole e ci vuole gradualità, anche se bisognerebbe cercare di condividere la fede almeno in un momento, magari donando anche un sorriso. Ricambio di cuore gli auguri, ricordandola/ti nella preghiera. Isidoro

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  2. Grazie! insomma la tombola va bene? a quanto pare, almeno a Napoli, fu consigliata proprio da religiosi per sostituire il Lotto che quello sì era considerato dispersivo, disordinato almeno con la tombola la gente stava a casa e non poteva esagerare! Va bene, alle origini ci sarà pur sempre la Cabala, ma insomma…Auguri di nuovo, La ricorderò anch’io!

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    1. Anche se non sono sacerdote né dotto, mi sembra di poter dire, conoscendo un po’ la tombola, che si tratta di un divertimento buono e utile per la convivialità. Se non sbaglio, si fanno tombole anche in ambienti parrocchiali sani… offro alla Madonna la mia preghiera per lei 😊

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  3. Ascolto sempre padre Giorgio M.Fare’ è un grande dono del Signore. È il mio predicatore più bravo e preferito in assoluto. Possiede cuore, passione per la Verità e tanta dottrina. Grazie p.Giorgio.

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