La salvezza dal peccato mortale

di Padre Stefano M. Manelli, FI

La Confessione sacramentale ben fatta è la vera misericordia e salvezza divina dalla schiavitù del peccato mortale. Le Confessioni fatte male, ossia senza vero pentimento e proposito di mutar vita, sono invece il cappio con cui il demonio tiene legata l’anima per trascinarla con sé alla perdizione eterna, come insegnano i santi.

Un fatto impressionante

Il 3 gennaio 1857, mentre l’Arcivescovo monsignor Marie Dominique Auguste Sibour compiva le sacre funzioni in una chiesa di Parigi, fu colpito al cuore da una pugnalata datagli da Giovanni Verger, un prete demente.
L’Arcivescovo morente lo fissò e lo riconobbe: era colui al quale quella mattina aveva fatto una generosa elemosina. Con il denaro, il disgraziato aveva comprato l’arma per uccidere il suo benefattore!
Analogamente, il peccatore si serve dei doni ricevuti da Dio (facoltà dell’anima, sensi del corpo, benessere, soldi…) per offendere Dio!
In verità, il peccato mortale è il male peggiore che possa capitare nell’universo. Infatti:

– quando il peccato avvenne nei cieli, trasformò gli angeli in demoni;
– quando avvenne nel paradiso terrestre, rese disgraziati i nostri Progenitori e l’intera discendenza;
– quando avviene nella famiglia, rende la casa un piccolo inferno sulla terra;
– quando avviene nel singolo uomo, lo rende un disgraziato, privato di tutti i beni dell’anima;
– quando avviene nelle nazioni, le porta alla distruzione (come gli imperi scomparsi…);
– quando avviene nelle città, le fa precipitare nel fuoco, come Sodoma, Gomorra, Sidone, Cafarnao…;
– quando avvenne a Gerusalemme, fu poi messa a ferro e fuoco per il deicidio commesso…

Che cosa fare contro il peccato mortale?
Bisogna prepararsi subito per ricorrere alla Confessione sacramentale fatta bene, con il pentimento sincero e il proposito fermo. Ricordiamoci che san Giovanni Bosco raccomandava ai suoi giovani di andare a confessarsi da lui anche in piena notte, per liberarsi subito dal peccato mortale! Con la perdita della grazia divina, a causa del peccato mortale, nulla può darci la sicurezza della liberazione dal peccato mortale e del riacquisto della grazia divina come la Confessione sacramentale fatta bene.
La Confessione sacramentale fatta bene, dunque, è la vera misericordia e salvezza divina dal peccato mortale, è la vittoria della grazia divina nell’anima, che annienta il peccato mortale. La Confessione fatta male, senza il vero pentimento e proposito, è pericolo reale dell’inferno, come insegnava san Giovanni Bosco ai giovani con uno dei suoi “sogni”.

San Giovanni Bosco… e la corda al collo

Il Santo stesso raccontò ai suoi giovani uno dei suoi “sogni” in cui venne a trovarsi in una chiesa dove c’erano molti giovani in attesa del loro turno per la Confessione. Molti di quei giovani avevano al collo una corda che stringeva la loro gola. Il Santo chiese immediatamente: «Perché quella corda?… Levatela via subito!». Uno dei giovani gli rispose che non riusciva a levarsela, perché c’era qualcuno che gliela teneva legata di dietro. San Giovanni Bosco guardò allora dietro le sue spalle e vide realmente il diavolo rannicchiato che gli stringeva la corda alla gola.
Il Santo chiese al demonio: «Che fai lì con quella corda stretta alla gola del giovane?». Il demonio rispose: «A me serve perché così i giovani si confessano male e in tal modo io porto all’inferno i nove decimi del genere umano».
Come non comprendere, allora, la necessità della Confessione sacramentale fatta bene – con il pentimento sincero e il proposito fermo – per salvarsi dal peccato mortale che porta all’orrore dell’inferno?… E dunque, bisogna ben comprendere anche l’importanza della preghiera per avere da Dio confessori buoni e zelanti nel confessare, per liberarci dalla minaccia del precipizio nell’inferno eterno.

San Leopoldo Mandić… confessore santo

Il santo cappuccino padre Leopoldo Mandić, santo confessore – come i più grandi confessori della storia della Chiesa (pensando al santo Curato d’Ars, san Giuseppe Cafasso, san Pio da Pietrelcina…) –, confessava spesso per giornate intere, anche quando aveva la febbre addosso.
Un giorno, infatti, un amico andò a confessarsi e trovò il Santo tutto febbricitante nel confessionale. «Padre Leopoldo, per carità – gli disse –, abbiate riguardo alla vostra salute e andate a mettervi subito a letto».
«Come è possibile? – rispose il Santo – I signori con un semplice raffreddore si mettono subito a letto, ma noi che siamo poveri e nati per la fatica dobbiamo lavorare anche con la febbre addosso… Come posso io andare a letto mentre qui fuori ci sono tante anime in attesa della mia povera assistenza?… E poi, se i superiori sanno che sono indisposto con la febbre, mi impediranno di confessare chissà per quanto tempo. Piuttosto lei mi ottenga, con le sue preghiere, la salute sufficiente per reggere a queste fatiche. Preghi la Padrona benedetta e le dica che mostri di esserci Madre…».
Confessori santi e confessioni sante sono i protagonisti più concreti dell’inizio, della continuità e del coronamento della santificazione che Dio vuole da noi. La vera vita spirituale inizia la sua crescita anzitutto e soprattutto da una sana Confessione fatta bene, da un santo confessore, con il pentimento sincero e con il proposito fermo.
Ricordiamo, a tal riguardo, l’esempio della Confessione che il servo di Dio Settimio Manelli fece a 36 anni di età da san Pio da Pietrelcina, il quale lo fece preparare a quella santa Confessione per sei giorni interi di riflessione e preghiera personale. Dopo quella santa Confessione fatta con un santo confessore, seguita dalla Santa Comunione, il Servo di Dio ruppe definitivamente con il peccato mortale, che lo schiavizzava, e iniziò subito il cammino di crescita nella santificazione vivendo sempre in grazia di Dio, camminando con passo deciso sulla via purgativa per liberarsi anche dai peccati veniali, in vista della via illuminativa e della via unitiva da raggiungere al più presto in ascesa costante.
Il servo di Dio Settimio Manelli iniziò grazie alla Madonna e a san Pio da Pietrelcina, in unione con la sua sposa, la serva di Dio Licia Gualandris: perché non iniziare anche noi il cammino di santificazione, affidandoci alla Madonna e a san Pio da Pietrelcina?

Da «Il Settimanale di Padre Pio» n. 44 del 18 novembre 2018.


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