Sul perché delle nostre azioni

Il perché, cioè il motivo di una nostra scelta, pensiero, parola, azione, omissione, è la Verità su quella scelta. Se no, chiaramente sarebbe solo un motivo inventato per pretendere di avere ragione.
Siccome però il peccato abituale ormai appartiene a quasi tutte le persone, di solito non si vuole cercare il nostro vero movente. Anche quelli che credono in Dio, magari persone di fede cattolica e di una certa devozione, non amano chiedersi il perché di tutto quello che fanno. Non desiderano riflettere e domandarsi: «Questa mia scelta, comportamento, interesse, abitudine ecc. è quello che Dio vuole da me? È proprio questo che il Signore vuole da me? Sto compiendo in questo modo la sua santa volontà? Sarà un merito o un demerito per la vita eterna? Non dovrei agire diversamente, o forse all’opposto di come agisco?».
No, si preferisce fare un’alzata di spalle, pensando o dicendo che non c’è niente di male, che è una cosa normalissima, che pure Pinco o Pinca, tanto bravi, fanno così, che pure Padre Pinco l’autorizza e la benedice… insomma, si cerca approvazione dall’uomo e non si tiene a vedere le cose come le vede Dio.
Solo che a ben riflettere, dall’uomo viene la dittatura di un comportamento senza un perché, da accettare senza discutere, mentre Dio ci rende liberi donandoci la Verità. «Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi» (Mt 8,22).
Avrete saputo almeno una volta di qualcuno che ha un certo comportamento stupido o persino assurdo. Magari è una persona perfettamente inserita in un contesto umano, e tuttavia non ammette la minima osservazione, o se l’ammette non gliene importa niente. Riflettendo, non è un atteggiamento da piccoli tiranni?
Pensateci bene: vi fidate fino in fondo di una persona simile? Quanto a me, mi fido solo di una persona, o se volete di un tipo di persona: quella che preferirebbe morire piuttosto che commettere un solo peccato veniale, o piuttosto che dispiacere a Dio anche solo minimamente.
Di tutti gli altri non mi fido mai del tutto. Si riservano sempre qualcosa per se stessi e non vogliono purificare quella parte di loro stessi per amore di Dio. E quindi anch’io ho una riserva nei loro confronti.
Se ora noi vogliamo fare in tutto la volontà di Dio, come possiamo conoscerla in questo mondo devastato? In questa Chiesa ufficiale che ha sposato la logica del mondo e perseguita quelli che invece meriterebbero di guidarla?
La Verità che ci ammaestra viene a noi dalla Sacra Scrittura (Bibbia CEI del 1974), dalla Tradizione e dagli insegnamenti ininterrotti della Chiesa, il cosiddetto Magistero, che oggi vorrebbero sostituire con un falso magistero, come dice il Signore Gesù riprendendo le parole del profeta Isaia (Mt 15,7-8):

Questo popolo mi onora con le labbra
ma il suo cuore è lontano da me.
Invano essi mi rendono culto,
insegnando dottrine che sono precetti di uomini.

Anche la vita dei Santi è fonte necessaria d’insegnamento ed esempio per noi. Cerchiamo però dei libri che la raccontino in modo serio e tradizionale, nuovi o usati. E poi la nostra vita di fede, con i Sacramenti, la preghiera e lo sguardo sinceramente rivolto a Gesù e Maria, per averli sempre come nostri Modelli di uomo e di donna. Consacrarci alla Madonna ed esserle devotissimi è necessario per santificarci, saper distinguere il vero dal falso e trovare protezione dalla furia anticristica.
Infine, chiediamo la grazia d’incontrare e poterci sempre rivolgere a un buon Padre spirituale, cioè un sacerdote fedele e devoto di Maria Santissima.
Nel mio libro La forza della Verità. Un tesoro da riscoprire ho raccolto le verità più importanti, e oggi spesso nascoste, sulla storia, la vita di fede, la preghiera, il matrimonio, la vita consacrata, l’abbigliamento di laici e consacrati e il fine della nostra vita che è la santità, se vogliamo rispondere fedelmente all’amore infinito di Dio per ognuno di noi. Vi consiglio questo libro perché può essere un prezioso aiuto nei nostri tempi di confusione e rinnegamento della fede.

I miei libri
https://lucechesorge.org/i-miei-libri/


Una risposta a "Sul perché delle nostre azioni"

  1. Se uno si affida alla mente rischia di non avere la verità. Non parlo della mente inconscia, il cui contenuto è sconosciuto. Parlo della mente analitica, razionale. Anche con essa si rischia di sbagliare, poiché in essa sono immagazzinati i dati che qualcuno ti ha dato, oppure che tu hai avuto dalla tua osservazione. Se hai registrato dati sbagliati, le registrazioni ti portano ad azioni errate. Occorre usare la via del Cuore. Ma potrebbe essere pure questa una via sentimentale, quindi non esatta. L’unica via è quella di rivolgermi allo Spirito Santo, mettendomi a Sua disposizione, come strumento della Sua volontà. E’ l’unica strada che mi ha portato avanti sulla via della Conoscenza, senza bisogno di essere un chiaroveggente. Esserlo potrebbe pericoloso, poiché potresti vedere (o “qualcuno” potrebbe farti “vedere”) fischi per fiaschi.

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