L’infinito valore di un’anima

«Non è mai troppo lavorare per salvare un’anima.»
Padre Pio

Quale sia il valore di un’anima è possibile comprenderlo solo guardando Gesù Crocifisso e l’Addolorata Madre Corredentrice ai piedi della Croce sul Calvario.
Un esempio splendido del lavoro instancabile per salvare un’anima è stato quello di santa Monica, la mamma di sant’Agostino. Si sa che questa santa mamma ha pregato e ha pianto per circa trent’anni, aspettando pazientemente e fiduciosamente la conversione del figlio Agostino, divenuto anch’egli, poi, grandissimo santo.
Se ogni anima ha bisogno del divin Sangue di Gesù per salvarsi, è segno che il valore dell’anima è di una preziosità tale da valere il Sangue Preziosissimo di Gesù, il Verbo Incarnato. Chi potrà mai misurare, infatti, il valore di un’anima, sapendo che il Sangue divino di Gesù ha un valore infinito, incomparabile?
Se pensiamo al coraggio dei martiri, alle fatiche degli Apostoli, alle offerte delle vittime, all’immolazione delle vergini claustrali, ai sacrifici dei missionari di ogni tempo e luogo, non possiamo non dare ragione a padre Pio che afferma: «Non è mai troppo lavorare per salvare un’anima».
E se è vero che il primo lavoro da fare per salvarsi e santificarsi deve riguardare, ovviamente, la propria anima, tutto il resto del nostro lavoro, però, con l’offerta di fatiche e di sacrifici, sarà ottimamente speso se fatto per salvare altre anime, fosse pure una sola, con l’ansia e il coraggio dell’apostolo.
Certo, se pensiamo all’esempio di san Massimiliano M. Kolbe, con la sua ansia di salvare tutte le anime «attraverso l’Immacolata», offrendosi infine al martirio di carità nel campo della morte ad Auschwitz; se pensiamo all’esempio di padre Pio che ha consumato se stesso versando per cinquant’anni tutto il suo sangue per salvare le anime attraverso il ministero sacramentale delle Confessioni, possiamo ben domandarci: e noi quale lavoro stiamo facendo per salvare le anime nostre e quelle che il Signore ci fa incontrare? Non dovremmo forse davvero vergognarci?

Padre Stefano M. Manelli, FI

Da «Il Settimanale di Padre Pio» n. 43 – 11 novembre 2018.


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